THIEME Atlas of Anatomy: Head and Neuroanatomy Medical 414 Pages 9781604062960 | Splitting Up Together - Season 2 | HD Little Laura And Big John (1973)
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gioved 15 novembre 2018

Toni Servillo

L'attore in pi

59 anni, 25 Gennaio 1959 (Acquario), Afragola (Italia)
occhiello
"La pi sorprendente scoperta che ho fatto subito dopo aver compiuto sessantacinque anni che non posso pi perdere tempo a fare cose che non mi va di fare!"
dal film La grande bellezza (2013) Toni Servillo Jap Gambardella
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Toni Servillo
Nastri d'Argento 2018
Nomination miglior attore per il film Loro 1 di Paolo Sorrentino

David di Donatello 2017
Nomination miglior attore per il film Le confessioni di Roberto And

Nastri d'Argento 2017
Nomination miglior attore per il film Lasciati andare di Francesco Amato

David di Donatello 2014
Nomination miglior attore per il film La grande bellezza di Paolo Sorrentino

David di Donatello 2014
Premio miglior attore per il film La grande bellezza di Paolo Sorrentino

Nastri d'Argento 2013
Premio nastro speciale per il film Viva la libert di Roberto And

Nastri d'Argento 2013
Premio nastro speciale per il film Bella addormentata di Marco Bellocchio

Nastri d'Argento 2013
Nomination nastro speciale per il film Viva la libert di Roberto And

Nastri d'Argento 2013
Nomination nastro speciale per il film Bella addormentata di Marco Bellocchio

Nastri d'Argento 2013
Nomination nastro speciale per il film La grande bellezza di Paolo Sorrentino

David di Donatello 2013
Nomination miglior attore per il film Viva la libert di Roberto And

Nastri d'Argento 2013
Premio nastro speciale per il film La grande bellezza di Paolo Sorrentino

European Film Awards 2013
Nomination miglior attore europeo per il film La grande bellezza di Paolo Sorrentino

European Film Awards 2013
Premio miglior attore europeo per il film La grande bellezza di Paolo Sorrentino

Nastri d'Argento 2011
Nomination miglior attore per il film Una vita tranquilla di Claudio Cupellini

Roma Film Festival 2010
Premio miglior interpretazione maschile per il film Una vita tranquilla di Claudio Cupellini

David di Donatello 2009
Nomination miglior attore per il film Il divo di Paolo Sorrentino

Nastri d'Argento 2009
Nomination miglior attore per il film Il divo di Paolo Sorrentino

David di Donatello 2009
Premio miglior attore per il film Il divo di Paolo Sorrentino

Nastri d'Argento 2009
Premio miglior attore per il film Il divo di Paolo Sorrentino

David di Donatello 2008
Nomination miglior attore per il film La ragazza del lago di Andrea Molaioli

David di Donatello 2008
Premio miglior attore per il film La ragazza del lago di Andrea Molaioli

Nastri d'Argento 2008
Nomination miglior attore per il film La ragazza del lago di Andrea Molaioli

Nastri d'Argento 2008
Premio miglior attore per il film La ragazza del lago di Andrea Molaioli

Festival di Venezia 2007
Premio premio pasinetti per l'attore per il film La ragazza del lago di Andrea Molaioli

David di Donatello 2005
Premio miglior attore per il film Le conseguenze dell'amore di Paolo Sorrentino

David di Donatello 2005
Nomination miglior attore per il film Le conseguenze dell'amore di Paolo Sorrentino



L'attore la voce narrante in Zanna bianca, prima trasposizione animata dell'omonimo romanzo di Jack London. Da gioved 11 ottobre al cinema.

Toni Servillo: Doppiare? Mi spaventava pi che stare sul palco

venerd 5 ottobre 2018 - Paola Casella cinemanews

Toni Servillo: Doppiare? Mi spaventava pi che stare sul palco la voce narrante di Zanna Bianca, il nuovo film di animazione diretto dal premio Oscar Alexandre Espigares e basato sul celeberrimo romanzo di Jack London. E ha appena finito le riprese di 5 il numero perfetto, scritto e diretto da Igor Tuveri, in arte Igort, sulla base della sua omonima graphic novel. Infine, forse, sar Geppetto nel Pinocchio che Matteo Garrone sta cercando di mettere in cantiere gi da qualche tempo. Toni Servillo, attore feticcio di Paolo Sorrentino, interprete teatrale e occasionalmente doppiatore, racconta la sua ultima avventura cinematografica. Non la prima volta che presta la voce a un film per ragazzi.
No, avevo gi doppiato l'Aviatore ne Il Piccolo Principe diretto da Mark Osborne e la pantera Bagheera de Il libro della giungla nella versione di Jon Favreau. Sono anche stato la voce narrante del cortometraggio di animazione francese L'uomo che piantava gli alberi, che nell'originale aveva la voce di Philippe Noiret. stato purtroppo poco visto, ma ha vinto un meritatissimo premio Oscar.

difficile recitare solo con la voce?
Quando indosso la cuffia del doppiaggio mi tremano le gambe pi che in palcoscenico, dove col tempo ho sviluppato una maggiore consuetudine. Nel doppiaggio devi essere efficace sul piano espressivo all'interno di tempi rigidissimi. Certo, sarebbe sempre meglio vedere i film in lingua originale, ma in Italia abbiamo doppiatori che sono veri e propri artisti, capaci di entrare nell'anima di un film rigenerandolo.

Una carriera di 'grandi caratteri', l'attore napoletano il protagonista della commedia Lasciati andare. Al cinema.

Toni Servillo, quando recita al cinema lo devi andare a vedere

domenica 23 aprile 2017 - Pino Farinotti cinemanews

Toni Servillo, quando recita al cinema lo devi andare a vedere Lasciati andare il film di Francesco Amato, con Toni Servillo. L'attore napoletano -s, di Afragola, ma napoletano- negli anni si guadagnato una franchigia che di pochi: quando arriva nella sale lo vai a vedere. Un privilegio che apparteneva a gente come Sordi, Gassman, Mastroianni e pochi altri. E a Tot naturalmente. Nell'et dell'oro del cinema italiano. E mi piace iniziare proprio con un contrappasso, di arte e di tempo, fra Tot e Servillo, un riconoscimento che li unisce al livello pi alto, che per la gente di cinema molto raro, una laurea honoris causa in "Discipline della musica e del teatro". A Tot stata consegnata dopo che era morto da cinquant'anni e in questi giorni, scrivendo del "principe", ho cercato di indovinare le sue parole alla notizia della laurea "Ci ho messo un secolo a prenderla, sono lo studente pi fuoricorso del mondo". Servillo ha sempre tenuto alla sua "napoletanit", omologandosi a un altro gigante, facendo Eduardo nelle "Voci dentro" di Eduardo. Chi ha visto la commedia al "Piccolo", faceva fatica a distinguere il vecchio dal giovane, definiamoli cos. Che Servillo possa rappresentare, al livello pi alto, il teatro e il cinema un altro segnale che appartiene a pochi.
In Lasciati andare Servillo Elia, uno psicanalista che sarebbe invece un perfetto paziente in quel senso, sdraiato a esternare, invece che seduto ad ascoltare. un pigro radicale, di soldi, di affetti, di tutto. Vive con una moglie, e non pu essere che separato in casa, alla quale concede solo... pigrizia, appunto. Quando arrivano problemi di salute e occorre fare qualcosa, Elia si vede costretto a fare esercizio fisico. E cos irrompe nella sua vita Claudia, personal trainer spagnola, iperattiva e matta al punto giusto. L'opposto del dottore nel carattere e nel ruolo: lui esperto di mente e lei di corpo. E il "corpo" diventa strumento di recitazione: non facile passare da soggetto lento e bolso a reattivo e scattante. Come quando rincorre Claudia lungo una scalinata ripida senza perdere terreno.

Arriva in sala Il gioiellino, l'opera seconda di Andrea Molaioli.

Bevete pi latte, il latte fa bene

marted 1 marzo 2011 - Marzia Gandolfi cinemanews

Bevete pi latte, il latte fa bene Pi in basso di cos c solo da scavare, cantava cos una bella canzone di Daniele Silvestri e comincia nello stesso modo il secondo film di Andrea Molaioli, che dissotterra gioielli e gioiellino di un imprenditore di latte andato a male.
Ispirato dalla cronaca e da uno dei pi gravi scandali della finanza globale, il regista romano romanza il colossale crac della Parmalat di Calisto Tanzi e mette al centro del suo film unazienda agro-alimentare gestita in maniera creativa dalla famiglia Rastelli, abile nel falsificare i bilanci, gonfiare le vendite e inventarsi il denaro. Non abbiamo mai avuto intenzione di girare Il gioiellino a Parma e nemmeno di accanirci sulla vicenda e sui protagonisti reali, per questo nel film di Molaioli non ci sono riferimenti diretti. Riferimenti sottintesi per necessit di prudenza rispetto ai processi ancora in corso e poi il caso Parmalat ci interessava in quanto fenomeno paradigmatico, ci spiega la produttrice Francesca Cima in conferenza stampa a Roma, dove Molaioli ha appena presentato alla stampa il suo Gioiellino.

Gli attori del momento.

Servillo e Battiston, presentissimi e bravi, ma non basta

luned 25 ottobre 2010 - Pino Farinotti cinemanews

Servillo e Battiston, presentissimi e bravi, ma non basta Sono davvero pochissimi i film italiani dell'era recente che non presentano nel cast Toni Servillo e Giuseppe Battiston. Sono gli attori e i personaggi del momento. Il dato esatto, facilmente misurabile, nel 2010 Battiston ha partecipato a Cosa voglio di pi, Tutti pazzi per amore, Le ragazze dello swing, La passione, Figli delle stelle. Cinque film in un anno, sono tanti. Troppi, forse. Servillo non da meno: Gorbaciof, Noi credevamo, Un balcon sur la mer, Una vita tranquilla e Il gioiellino.
Servillo certamente un ottimo attore, capace di performance che attraversano molti registri. Nel Divo era semplicemente un'animazione, si muoveva secondo quelle regole, gesto enfatizzato, passo veloce quando era il caso. Aveva rappresentato Andreotti come una caricatura di classe. Davvero bravo. In Gorbaciof disegna un altro carattere oltre le righe, grottesco inquietante ed efficace. Nell'immagine e nella parola. Altro grande esercizio d'attore. Battiston diverso, un compagnone simpatico, un "carattere" corpulento e non competitivo. Anche lui molto efficace, ma Battiston sempre Battiston, se stesso, propone lo stesso personaggio, anche se non gli mancherebbero le qualit tecniche per altre applicazioni, venendo dal teatro di buon livello.

Attuale
Servillo e Battiston sono i modelli del modello di cinema italiano attuale. Un cinema di "carattere", dove manca quasi tutto, a cominciare dai generi. Non c' l'avventura, il noir, la commedia, non c' neppure il dramma umano, c' quello politico. L'ho scritto spesso, non c' l'eroe. I temi sociali, che affiancano l'instant, che approfondirebbero argomenti gi approfonditi da altri media, prevalgono. Ottengono magari attenzione presso una certa fascia di pubblico comunque minoritaria, ma continuano a non essere compresi e frequentati dal pubblico grande. Certo, il movimento italiano molto bravo ad autoriconoscersi, enfatizza se stesso attraverso una critica ...simpatizzante e attribuendosi premi autoctoni, ma poi tutto si ferma l.

Correnti
Le regole correnti, ormai da molto tempo, del nostro cinema, non ammettono (quasi mai) modelli portatori di appeal, emarginano l'eroe anche estetico. E questo a fronte di momenti quasi grotteschi nei film. C' una citazione efficace ed esemplare. Ne La nostra vita, il regista Luchetti attribuisce il ruolo di protagonista a Elio Germano, altro "carattere" e a Raoul Bova quello del fratello maldestro, incapace persino di procurarsi una fidanzata. Bova, grande appeal, attore bravo quanto Germano, viene derubricato, magari umiliato, perch bello, dunque inadatto al cinema italiano attuale. proprio cos. Questo codice realistico-triste-sociale che si accreditato e (auto)affermato, rimane comunque costretto nei nostri confini. Il gradimento e l'avallo del resto delle culture non ci appartiene. Ma il nostro movimento generale sembra rannicchiarsi in questo suo solipsismo. Da altre parti (quando avremo anche noi un Segreto dei suoi occhi argentino e un Concerto, rumeno?) si fanno film per il mondo, da noi si fanno film che non vanno nel mondo. Se dico che al cinema si addice l'identificazione e il sogno qualcuno dir trattarsi di un concetto sorpassato, antico, e nostalgico. Ma nel cinema ci sono i caratteristi e i protagonisti, se i primi diventano i secondi, alla fine il cinema ne paga il prezzo. Detto in chiave di identificazione (altro concetto non pi di moda): "io spettatore vedo pi volentieri Brad Pitt, piuttosto che Battiston. Io spettatrice, se devo sognare... be', Battiston lo lascio fra le ultime fantasie, e Servillo fra le penultime." Gassman e Mastroianni erano protagonisti, non caratteristi, di un cinema protagonista.

Cultura
Anche se la cultura attuale, non solo del cinema, ha emanato e imposto altre regole, il cinema non pu tradire le sue belle facolt, quelle dotazioni primarie e inalienabili che ne hanno fatto l'evasione, anzi l'arte prevalente del secolo (scorso). Dotazioni che se non valgono da noi, valgono altrove. Infatti, da molte stagioni i nostri titoli non figurano nei boxoffice internazionali, semplicemente perch non vengono esportati. Un'altra misura impietosa dello stato del nostro cinema sono i premi. Ho affrontato l'argomento in altri interventi. Dunque stralcio una parte di un pezzo dello scorso anno. preciso e... disarmante.

"Dopo Nuovo cinema paradiso il cinema italiano si aggiudicato l'Oscar nel '91 con Mediterraneo, Oscar larghissimo per quel film, come ammise lo stesso Salvatores, e poi con La vita bella, del '98, titolo, invece, del tutto meritevole. Da allora pi nulla. Ci siamo illusi con Gomorra, come ci eravamo illusi con Baara.
arrivato un altro segnale in quel senso, che sintetizzo in questo modo: l'italianit non interessa pi al mondo, per lo meno a quello del cinema che ha ormai metabolizzato storie di Napoli e storie di Sicilia. C' dell'altro da rappresentare. E poi Tornatore, col suo film da record italiano di budget, ha forse dato una sensazione troppo dichiarata di lavorare pensando all'Oscar, non riuscendo a trasferire l'intenzione di grandezza, che alla fine molti hanno percepito come enfasi. Che il nostro cinema non sia pi amato nel mondo emerge in modo cinematograficamente matematico, si pu dire cos. Assumo come riferimento i tre pi importanti riconoscimenti del cinema, l'Oscar, il Leone d'oro di Venezia e la Palma d'oro di Cannes. Al di l della discrezionalit e spesso anche delle polemiche, credo che quei tre riconoscimenti rappresentino alla fine qualcosa di "esatto", un termine di giudizio che vale oggettivamente. La lista che segue vale senza altri commenti.

1946 Palma d'oro a Roma citt aperta, di Rossellini
1947 Oscar a Sciusci, di De Sica
1949 Oscar a Ladri di biciclette, di De Sica
1951 Palma d'oro a Miracolo a Milano, di De Sica
1952 Palma d'oro a Due soldi di speranza, di Castellani
1956 Oscar a La strada, di Fellini
1957 Oscar a Le notti di Cabiria, di Fellini
1959 Leone d'oro a Il generale della rovere, di Rossellini
1959 Leone d'oro a pari merito a La grande guerra, di Monicelli
1960 Palma d'oro a La dolce vita, di Fellini
1962 Leone d'oro a Cronaca familiare, di Zurlini
1963 Oscar a 8 e mezzo, di Fellini
1963 Palma d'oro a Il gattopardo, di Visconti
1963 Leone d'oro a Le mani sulla citt, di Rosi.
1964 Oscar a Ieri, oggi, domani, di De Sica.
1964 Leone d'oro a Deserto rosso, di Antonioni
1965 Leone d'oro a Vaghe stelle dell'orsa, di Visconti
1966 Palma d'oro a Signore e signori, di Germi
1966 Leone d'oro a La battaglia di Algeri, di Pontecorvo
1967 Palma d'oro a Blow-Up, di Antonioni
1970 Oscar a Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto, di Petri
1972 Palma d'oro a Il caso Mattei di Rosi a pari merito con La classe operaia va in paradiso di Petri
1972 Oscar a Il giardino dei Finzi Contini di De Sica
1974 Oscar a Amarcord di Fellini 1977 Palma d'oro a Padre padrone, dei Taviani
1978 Palma d'oro a L'albero degli zoccoli, di Olmi
1988 Leone d'oro a La leggenda del santo bevitore, di Olmi
1998 Leone d'oro a Cos ridevano, di Amelio
2001 Palma d'oro a La stanza del figlio, di Moretti.

Questi sono numeri, non , ribadisco, discrezionalit, ... aritmetica. Emerge che nelle nostre stagioni eroiche vincevamo un premio all'anno. Poi ci siamo difesi. Ma nel nuovo millennio, salvo un'eccezione ormai lontana, proprio iniziale, siamo a "zero tituli". E forse ce lo meritiamo..."

   

Il film di Matteo Garrone si aggiudica i cinque premi pi importanti.

Gomorra trionfa agli Oscar europei di Copenhagen

domenica 7 dicembre 2008 - Alessandro Regoli cinemanews

Gomorra trionfa agli Oscar europei di Copenhagen L'European Film Awards, l'equivalente europeo degli Oscar, ha decretato il trionfo di Gomorra che si aggiudicato i cinque premi pi importanti: Miglior Film, Miglior Regia (Matteo Garrone), Miglior Attore Protagonista (Toni Servillo), Miglior Fotografia (Marco Onorato) e Miglior Sceneggiatura. Nella categoria miglior film ha superato, tra gli altri, Il divo di Paolo Sorrentino e La classe di Laurent Cantet che aveva conquistato la Palma d'Oro a Cannes.
Dopo aver ottenuto la nomination come Miglior Film Straniero agli Indipendent Spirit Awards, importanti premi dedicati al cinema indipendente americano, continua la marcia trionfale di Gomorra in attesa del premio pi importante, gli Oscar, dove, oltre alla probabile nomination come Miglior Film Straniero, pu legittimamente aspirare a qualcosa di pi. Nel 1998 con La vita bella Roberto Benigni ottenne tre Oscar (Miglior Film Straniero, Miglior Attore Protagonista e Miglior Colonna Sonora), dopo aver vinto due premi all'European Film Awards (Miglior attore e miglior film). Riuscir il cinema italiano a ripetere l'impresa?

La poesia bassa ironica e malinconica di Verdone e i personaggi disperati di Servillo danno vita a un'efficace "incontro d'autore".

Toni Servillo e Carlo Verdone a confronto

luned 27 ottobre 2008 - Gabriele Niola cinemanews

Toni Servillo e Carlo Verdone a confronto Separatamente e senza saperlo entrambi avevano espresso il desiderio di fare il loro "incontro d'autore" con l'altro, entrambi si ammirano (anche se per motivazioni diverse) e entrambi sono tra gli attori migliori del nostro cinema.
Uno Carlo Verdone "il comico pi di successo dagli anni '70 ad oggi", come l'ha definito il curatore della serata Mario Sesti, e l'altro Toni Servillo, capace nell'ultimo anno di essere presente nei due pi importanti film italiani con ruoli determinanti. Hanno scelto l'uno scene dai film dell'altro che amano particolarmente e che ritengono emblematiche della sofisticatezza attoriale del collega e le hanno commentate per il pubblico intervenuto.
Il risultato stata una serata che ha incredibilmente coniugato la poesia "bassa", ironica e malinconica di Carlo Verdone ai personaggi rudi, titanici e "alti" di Toni Servillo, all'insegna di una contaminazione che ha spiegato benissimo il protagonista di Il divo: "La forza di quest'incontro sta in come un comico possa raccontare attraverso la comicit zone profonde di disperazione e come alle volte un ruolo disperato possa essere efficace attraverso piccole zone di comicit".

Solo un maestro di espressivit pu dare vita alla figura pi controversa della storia italiana.

5x1: Toni Servillo, un volto nuovo?

marted 13 maggio 2008 - Stefano Cocci cinemanews

5x1: Toni Servillo, un volto nuovo? A quasi 50 anni uno dei volti nuovi del cinema italiano, un po' perch si sempre speso con parsimonia sul grande schermo, un po' perch per lungo tempo ha girato i teatri d'Italia. Figura storica del palcoscenico di ispirazione napoletana, Toni Servillo sta rapidamente recuperando il tempo perduto. Tra aprile e maggio 2008 occupa in pianta stabile le sale cinematografiche del Belpaese, con la sua rilettura della storia italiana, passando attraverso gli occhi affilati, le orecchie a punta e la gobba de Il Divo Giulio Andreotti fino a infilarsi per le strade della Gomorra del sud Italia che lui cos ben conosce.
Come arrivato, questo attore strappato a forza al teatro da Paolo Sorrentino a diventare icona del cinema di qualit italiano come dimostra il recente successo ai David di Donatello? Il primo passo dovuto a Mario Martone che nel 1992 lo vorr nel suo Morte di un matematico napoletano. Gi allora si parl di autentica sorpresa, senza considerare che Servillo era gi un attore dalla straordinaria esperienza e presenza scenica.
Oggi, rappresenta in pieno una scuola minimale e, per certi versi, veramente poco teatrale, senza concessione all'eccesso: uno sguardo, un sollevamento di sopracciglia raccontano molto di pi di quanto possano fare pagine e pagine di parole recitate fuori dalle righe. Cos, in silenzio, Toni Servillo tra i volti pi ieratici ed evocativi del cinema italiano. Senza strafare.

Zanna Bianca

* * * - -
(mymonetro: 3,00)
Un film di Alexandre Espigares. Con Toni Servillo, Virginie Efira, Raphal Personnaz, Dominique Pinon, Nick Offerman.
continua»

Genere Animazione, - Francia, Lussemburgo, USA 2018. Uscita 11/10/2018.

Loro

Un film di Paolo Sorrentino. Con Toni Servillo, Elena Sofia Ricci, Riccardo Scamarcio, Kasia Smutniak, Euridice Axen.
continua»

Genere Biografico, - Italia 2018. Uscita 13/09/2018.

Loro 2

* * * 1/2 -
(mymonetro: 3,61)
Un film di Paolo Sorrentino. Con Toni Servillo, Elena Sofia Ricci, Riccardo Scamarcio, Kasia Smutniak, Euridice Axen.
continua»

Genere Biografico, - Italia 2018. Uscita 10/05/2018.

Loro 1

* * * - -
(mymonetro: 3,35)
Un film di Paolo Sorrentino. Con Toni Servillo, Elena Sofia Ricci, Riccardo Scamarcio, Kasia Smutniak, Euridice Axen.
continua»

Genere Biografico, - Italia 2018. Uscita 24/04/2018.

Hitler contro Picasso e gli altri

* * * * -
(mymonetro: 4,00)
Un film di Claudio Poli. Con Toni Servillo
Genere Eventi, - Italia 2018. Uscita 13/03/2018.
Filmografia di Toni Servillo »

luned 15 ottobre 2018 - Nella scelta del Cinema di Sky, l'esordio alla regia del maestro del thriller italiano Donato Carrisi.

La ragazza nella nebbia, dal romanzo al film: un risultato pi che convincente

Alessandro Buttitta cinemanews

La ragazza nella nebbia, dal romanzo al film: un risultato pi che convincente Quando si parla di thriller in Italia impossibile non far riferimento a Donato Carrisi. Scrittore molto noto ai fan del genere, autore di bestseller come "Il suggeritore" e "Il tribunale delle anime", ha debuttato al cinema come regista dirigendo La ragazza nella nebbia, film strettamente legato a un suo omonimo romanzo, dato alle stampe nel 2015 per i tipi di Longanesi. L'esordio dietro la macchina da presa stato assai convincente, come possono confermare gli abbonati di Sky Cinema a partire dal 15 ottobre. L'investigatore Vogel, noto per il circo mediatico che riesce a creare intorno ai suoi casi, convinto che la gente non cerchi giustizia. A suo avviso, le persone, quando sono chiamate a piangere le pi efferate tragedie, vogliono solo un mostro contro il quale accanirsi. Con questo spirito l'uomo arriva ad Avechot, una cittadina sperduta in mezzo alle Alpi, funestata dalla scomparsa di una ragazzina di sedici anni di nome Anna Lou. I sospetti sono tutti rivolti verso Loris Martini, un ambiguo e affascinante insegnante delle scuole superiori.

Il paesino, oramai sotto i riflettori delle televisioni, si interroga su quanto accaduto in un clima che sembra sospeso tanto carico di tensioni. Nel corso delle indagini, condotte senza troppi scrupoli da Vogel, emergono inoltre diverse figure degne di considerazione: l'avvocato Giorgio Levi, il dottor Flores, gli agenti Borghi e Maier. Attraverso riflessioni che indicano il male come motore di ogni azione, si guida lo spettatore in un'indagine sui labirinti morali dell'uomo.

La prima prova da regista di Carrisi solida, ben strutturata. Tuttavia, se La ragazza nella nebbia un thriller assai valido, molto lo si deve alla bravura degli interpreti, a partire da Toni Servillo (Il Divo, La grande bellezza, Loro), Jean Reno (Leon, Il Codice da Vinci, L'immortale) e Alessio Boni (La meglio giovent, La bestia nel cuore, Caravaggio). I tre protagonisti sono affiancati da un cast di buonissimo livello, capitanato da Lorenzo Richelmy (Marco Polo) e Antonio Gerardi (Romanzo Criminale, 1992, 1993).

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