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sabato 20 ottobre 2018

Cate Blanchett

Classe da diva

Nome: Catherine Elise Blanchett
49 anni, 14 Maggio 1969 (Toro), Melbourne (Australia)
occhiello
Posso comandare anche il vento signore, c' un uragano dentro di me che rader al suolo la Spagna se solo oserete sfidarmi!
dal film Elizabeth - The Golden Age (2007) Cate Blanchett Elisabetta
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Cate Blanchett
Golden Globes 2016
Nomination miglior attrice in un film drammatico per il film Carol di Todd Haynes

BAFTA 2016
Nomination miglior attrice per il film Carol di Todd Haynes

Premio Oscar 2016
Nomination miglior attrice per il film Carol di Todd Haynes

BAFTA 2014
Nomination miglior attrice per il film Blue Jasmine di Woody Allen

Golden Globes 2014
Nomination miglior attrice in un film drammatico per il film Blue Jasmine di Woody Allen

Golden Globes 2014
Premio miglior attrice in un film drammatico per il film Blue Jasmine di Woody Allen

Premio Oscar 2014
Nomination miglior attrice per il film Blue Jasmine di Woody Allen

BAFTA 2014
Premio miglior attrice per il film Blue Jasmine di Woody Allen

Premio Oscar 2014
Premio miglior attrice per il film Blue Jasmine di Woody Allen

Golden Globes 2008
Nomination miglior attrice in un film drammatico per il film Elizabeth - The Golden Age di Shekhar Kapur

Golden Globes 2008
Nomination miglior attrice non protagonista per il film Io non sono qui di Todd Haynes

Golden Globes 2008
Premio miglior attrice non protagonista per il film Io non sono qui di Todd Haynes

Premio Oscar 2008
Nomination miglior attrice per il film Elizabeth - The Golden Age di Shekhar Kapur

Premio Oscar 2008
Nomination miglior attrice non protagonista per il film Io non sono qui di Todd Haynes

Golden Globes 2007
Nomination miglior attrice non protagonista per il film Diario di uno scandalo di Richard Eyre

Premio Oscar 2007
Nomination miglior attrice non protagonista per il film Diario di uno scandalo di Richard Eyre

Festival di Venezia 2007
Premio coppa volpi migliore interpretazione femminile per il film Io non sono qui di Todd Haynes

Golden Globes 2005
Nomination miglior attrice non protagonista per il film The Aviator di Martin Scorsese

Premio Oscar 2004
Premio miglior attrice non protagonista per il film The Aviator di Martin Scorsese

Premio Oscar 2004
Nomination miglior attrice non protagonista per il film The Aviator di Martin Scorsese

Golden Globes 2004
Nomination miglior attrice per il film Veronica Guerin - Il prezzo del coraggio di Joel Schumacher

Golden Globes 1999
Nomination miglior attrice per il film Elizabeth di Shekhar Kapur

Golden Globes 1999
Premio miglior attrice per il film Elizabeth di Shekhar Kapur

Premio Oscar 1998
Nomination miglior attrice per il film Elizabeth di Shekhar Kapur



Tutto il talento e la versatilit della Blanchett arrivano al cinema per soli tre giorni, il 23, 24 e 25 ottobre.

Manifesto: i tredici volti di Cate, dentro e fuori dal film

luned 23 ottobre 2017 - Claudia Catalli cinemanews

Manifesto: i tredici volti di Cate, dentro e fuori dal film Acclamato al Sundance Film Festival e pensato inizialmente come installazione artistica, il video progetto artistico Manifesto finisce sul grande schermo per una tre giorni in cui sar possibile ammirare appieno tutto il talento e la versatilit di un'attrice del calibro di Cate Blanchett.

Nel film si succedono con soluzione di continuit tredici diverse situazioni, personaggi, caratterizzazioni, performance ed espressioni artistiche che la vedono trasformarsi radicalmente di volta in volta. Il titolo preannuncia una galleria di manifesti, appunto, come quello del Partito Comunista raccontato da un homeless, il Dogma 95 spiegato da un'insegnante, o i motti dadaisti sulle labbra di una vedova a un funerale. L'incarnazione perfetta del camaleontismo magnetico di un'artista. Questo restituisce, sfrutta e porta al cinema Julian Rosefeldt, che ha girato il tutto in undici miracolosi giorni.
Nessuno stupore per chi conosce approfonditamente il percorso artistico di un'interprete che - come le sue migliori colleghe, da Tilda Swinton a Meryl Streep - ha fatto della continua metamorfosi un segno distintivo e un fil rouge che percorre instancabile i suoi vent'anni di carriera. Impossibile non pensarla con la corona in testa e le vesti sfarzose di Elizabeth, il film che l'ha consacrata regalandole un personaggio memorabile che le valse il suo primo Golden Globe. Se nel thriller di Sam Raimi The Gift era l'inquietante visionaria Annie Wilson, nella saga di Il signore degli anelli sfoggiava vesti lunari nei fiabeschi panni di Dama Galadriel, con i boccoli lunghi, la coroncina in testa, le orecchie da elfo e una luce fuori dal comune che pareva emanare dall'interno.

Monuments Men e la missione per l'arte.

Elogio del catalogo

domenica 16 febbraio 2014 - Roy Menarini cinemanews

Elogio del catalogo Quando oggi parliamo di recupero del patrimonio culturale, intendiamo riferirci ad azioni decisamente meno pericolose di quelle affrontate dai "monuments men" del film di George Clooney. E lo stesso lessico ministeriale (i cui amministrativi passano alcune ore fuori ufficio in "missione") fa sorridere rispetto alle missioni belliche cui alludiamo con questa terminologia.
Eppure, sempre di conservazione e trasmissione dell'eredit artistica stiamo parlando. Pur spiazzando gli spettatori che si aspettavano un respiro pi epico, e scontando diversi problemi in sede di scrittura e psicologia dei personaggi, Monuments Men pone questioni non da poco a tutti gli amanti della cultura. La domanda principale non tanto se sia accettabile sacrificare una vita umana per i pi alti conseguimenti estetici dell'umano spirito (la riposta del film : s, a patto che la vita che si perde abbia accettato di farlo), ma che cosa serve per salvare un'opera. In gioco, a ben pensarci, c' l'idea stessa di difesa della ricchezza culturale di un paese, che non di rado finisce tra le macerie dei conflitti bellici insieme alle vite degli innocenti. I cannoneggiamenti delle statue di Buddha da parte dei talebani afghani, le distruzioni di questi giorni ad Aleppo in Siria, le furiose appropriazioni e i roghi di libri dei nazisti, e tutti gli sfregi del passato ci convincono che la storia dell'arte anche una storia della disperata difesa delle tracce culturali contro ogni tipo di nemico, dall'ignoranza al tempo che tutto disgrega.
Ma sarebbe troppo generico appellarsi al rispetto della cultura. Clooney, oltre ad alcuni monologhi didascalici ed efficaci, va oltre. Ci ricorda cio che per salvare e trasmettere l'arte servono gli esperti: senza qualcuno che sappia riconoscere una pala d'altare, o l'assenza di un pannello da un trittico, o l'autenticit di un Vermeer, di un Manet, di un Picasso, rubati e appesi alle pareti di casa come trofei, non esisterebbe la conservazione. Ancora pi centrale il commovente personaggio interpretato da Cate Blanchett, accusata di collaborazionismo, e invece stoica partigiana che al Jeu de Paume annota, elenca e cataloga il destino di ogni opera d'arte sottratta. Eh s, perch il catalogo non solo quel volumone polveroso che si trova nel tourist shop alla fine dei percorsi museali: prima di tutto il censimento delle opere d'arte e la loro carta d'identit. Il valore del catalogo, dunque, non burocratico ma essenziale, e nel film - pur senza esplicitarlo - diventa meraviglioso omaggio alla cura artistica, all'amore per le opere, proprio negli anni in cui altri cataloghi (la burocrazia dello sterminio) ammassavano le persone in elenchi notarili di esseri umani ridotti a oggetti, a minerali.
Insomma, l'opera d'arte non pu vivere se non attraverso la relazione umana che le si stringe intorno. Quando i nostri eroi vagano all'interno della miniera dismessa dove i nazisti hanno ammassato migliaia di capolavori della storia umana, si trovano di fronte a un deposito cieco e sordo, a una sorta di canile delle opere d'arte, a un buco nero dove l'arte ha smesso semplicemente di essere tale. Solo armandosi di carta e penna (e catalogando) ogni pezzo, ogni quadro, ogni scultura, ogni testo sacro ritrova il suo nome e torna a vivere, prima ancora di tornare a casa propria. Il museo non solamente il luogo dove stanno le opere, altrimenti anche quella miniera avrebbe potuto esprimere un sentimento artistico. Un museo dove le opere esistono e parlano a chi le guarda. Altrimenti, come ricordava Alain Resnais, anche le statue muoiono.

   

Candidato a tredici premi Oscar, arriva in sala Il curioso caso di Benjamin Button, girato e riavvolto da David Fincher.

Il curioso caso di Benjamin Button: riavvolgendo una vita e svolgendo un amore

gioved 12 febbraio 2009 - Marzia Gandolfi cinemanews

Il curioso caso di Benjamin Button: riavvolgendo una vita e svolgendo un amore A New Orleans, in Louisiana, la gente scesa in strada per festeggiare la fine della prima guerra mondiale e per accogliere un bambino appassito che ringiovanisce mentre gli altri invecchiano. Rifiutato e abbandonato dal padre, Benjamin cresce amato e sereno in una casa geriatrica, circondato dai tanti anni e dalla tanta esperienza dei suoi ospiti. Sotto un tavolo illuminato da una candela si innamorer per sempre di Daisy e riavvolgendo la sua vita, svolger il loro amore. David Fincher dimette i suoi protagonisti, figli di una civilt metropolitana selvaggia e frenetica e immolatisi sull'altare della produttivit (The Game), del successo (Fight Club) e della competizione (Seven), per adottare il curioso caso di una creatura che vive una vita al contrario, l'essere giovane dentro mentre si vecchi fuori e viceversa.
Trasposto dal racconto breve e omonimo di Francis Scott Fitzgerald, il grande favorito alla corsa degli Oscar soprattutto un film sul tempo, che consuma i corpi e corre all'indietro come l'orologio della stazione di New Orleans. Sotto gli occhi dello spettatore il Benjamin Button di Brad Pitt vecchio e decrepito si raccoglie e si ricostruisce fino a recuperare, nel tempo di due ore, giovinezza e freschezza, fino a ritornare all'inizio della vita. Verso di lui avanza la splendida Daisy di Cate Blanchett, condannata a invecchiare ma destinata ad incontrare nello splendore della sua giovinezza la giovinezza piena di Benjamin. Come il "tempo", Fincher lavora sul corpo, quello del cinema e quello dell'attore, non un caso allora che la condizione eccezionale di Button trovi corrispondenza nella disciplina incarnata da Daisy: la danza. In particolare la danza profetizzata e avviata da Isadora Duncan nei primissimi anni del secolo, quella che balzava il corpo femminile in primo piano dopo secoli di umiliazioni e repressioni. Un corpo liberato, denudato ed esercitato per esibirsi e per durare una stagione brevissima. Quello che rende interessante la curiosa parabola di Benjamin Button sono le implicazioni filosofiche-esistenziali che la corroborano. Ma se Il curioso caso di Benjamin Button concettualmente dotato, pur vero che rimane registicamente "inerte", in-efficace e in-capace di assumere una forma gi presente in potenza. Questa storia di vita alla rovescia sembra collegarsi all'algido meccanismo di The game, piuttosto che ai pi sporchi Seven e Fight Club, arrivando col fiato grosso sul bordo dell'ultima inquadratura e sull'orlo del precipizio dopo una rincorsa di due ore. Muto a vacillare sul vuoto prima che sopraggiunga l'uragano e la bella signora, prima che il tempo ricominci a scorrere o si rimetta in moto a rovescio. Disgraziatamente, quando ricomincia sempre per finire. E la pellicola scorre, e la vita trascorre.

la domanda suggerita dalla lunga lista di grandi interpretazioni dell'australiana.

5x1: Cate Blanchett, la pi brava?

marted 10 febbraio 2009 - Stefano Cocci cinemanews

5x1: Cate Blanchett, la pi brava? Lo aveva suggerito The Aviator quando, diretta da Martin Scorsese, si guadagn il premio Oscar. La voce divenne una sensazione vibrante quando apparve in Diario di uno scandalo. La sensazione ebbe conferma a Venezia, nel 2007 quando, con lei assente, la manifestazione echeggi della sua interpretazione di un Bob Dylan androgino e pieno di nevrosi in Io non sono qui. Cate Blanchett da Melbourne vinse la Coppa Volpi che fu ritirata da Heath Ledger, premio che suggell la convinzione, ormai alla portata di tutti, che ci si trovasse di fronte ad una delle pi dotate attrici viventi. I riconoscimenti, poi, si sono susseguiti: nello stesso anno ha due nomination agli Oscar: oltre al gi citato Io non sono qui, significativamente impressionante nei panni della regina Elisabetta I in Elizabeth: The Golden Age di Shekhar Kapur. L'anno prima aveva incrociato sul grande schermo Judy Dench in Diario di uno scandalo: il film mette l'una di fianco all'altra le due attrici che nel 1999 ottennero un premio Oscar e una nomination per il medesimo personaggio. Infatti, la Dench fu premiata come migliore attrice non protagonista per i pochi minuti da Regina Elisabetta I in Shakespeare in love; la Blanchett ottenne la sua prima nomination per l'Elisabetta I in Elizabeth.
Corsi e ricorsi storici che caratterizzano anche Il curioso caso di Benjamin Button, il film di David Fincher tratto da un racconto di Fitzgerald in cui l'attrice australiana incontra, di nuovo, Brad Pitt, dopo la convincente prova in Babel. stavolta Cate lascia spazio al suo co-protagonista ed Pitt a sudarsi una candidatura.

Shekhar Kapur, Cate Blanchett e Geoffrey Rush raccontano il ritorno di Elisabetta I d'Inghilterra.

Elizabeth - The Golden Age: lunga vita alla regina

venerd 19 ottobre 2007 - Tirza Bonifazi Tognazzi cinemanews

Elizabeth - The Golden Age: lunga vita alla regina Nel 1585, dopo essere stata la regina dell'Inghilterra per quasi tre decenni, Elisabetta I continua ad annientare i suoi nemici e difendere la sua reputazione, avendo giurato corpo e anima alla sua nazione. Il re di Spagna Filippo II, sostenuto dalla Chiesa e con il potere della spietata Inquisizione, rappresenta una reale minaccia per la regina. Il suo obiettivo di strappare l'eretica protestante dal trono e riportare l'Inghilterra (e il mondo intero) al cattolicesimo. Ma Elisabetta I, oltre a essere una regina anche una donna che si scopre innamorata dell'avventuriero Sir Walter Raleigh e far di tutto per averlo al suo fianco, fosse anche "buttarlo" fra le braccia della sua dama di corte preferita, Bess. Elizabeth - The Golden Age ha inizio un decennio dopo il periodo esaminato in Elizabeth e narra dei gloriosi anni di mezzo del suo regno. un film politico in quanto racconta il conflitto tra Elisabetta con Filippo II, ma prende in esame anche il concetto di tolleranza religiosa e, al contrario, di fondamentalismo religioso oltre a mettere in scena una storia d'amore impossibile, perch alla regina proibito inseguire la sua passione. "Scavando nella storia, si finisce per raccontare una storia contemporanea che parla di noi stessi" afferma il regista Shekhar Kapur. "Perch fare oggi un film che non sia legato al nostro tempo? Perch fare un film che non sia attinente agli attuali modi di pensare individuali, politici o psicologici? Elizabeth - The Golden Age parla di Cate Blanchett che sta interpretando Elisabetta per i tempi moderni. Parla del conflitto tra fondamentalismo e tolleranza, della ricerca di s e della divinit. Parla di mortalit e immortalit. Sono tutte cose con le quali abbiamo a che fare tutti i giorni nella nostra vita".

Ocean's 8

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,59)
Un film di Gary Ross. Con Sandra Bullock, Cate Blanchett, Anne Hathaway, Mindy Kaling, Sarah Paulson.
continua»

Genere Azione, - USA 2018. Uscita 26/07/2018.

Thor: Ragnarok

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,54)
Un film di Taika Waititi. Con Chris Hemsworth, Tom Hiddleston, Cate Blanchett, Idris Elba, Jeff Goldblum.
continua»

Genere Azione, - USA 2017. Uscita 25/10/2017.

Manifesto

* * * * -
(mymonetro: 4,00)
Un film di Julian Rosefeldt. Con Cate Blanchett, Erika Bauer, Carl Dietrich, Marie Borkowski Foedrowitz, Ea-Ja Kim.
continua»

Genere Drammatico, - Australia, Germania 2015. Uscita 23/10/2017.

Song To Song

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,55)
Un film di Terrence Malick. Con Ryan Gosling, Rooney Mara, Michael Fassbender, Natalie Portman, Cate Blanchett.
continua»

Genere Drammatico, - USA 2017. Uscita 10/05/2017.

Knight of Cups

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,70)
Un film di Terrence Malick. Con Christian Bale, Cate Blanchett, Natalie Portman, Brian Dennehy, Antonio Banderas.
continua»

Genere Drammatico, - USA 2013. Uscita 09/11/2016.
Filmografia di Cate Blanchett »

gioved 18 ottobre 2018 - I film e gli eventi del giorno nel daily ufficiale della Festa del Cinema di Roma curato da MYmovies.it.

Il futuro senza via d'uscita? Oggi il giorno de Il vizio della speranza

a cura della redazione cinemanews

Il futuro  senza via d'uscita? Oggi  il giorno de Il vizio della speranza La 13esima edizione della Festa del Cinema di Roma iniziata ieri, con il film d'apertura 7 sconosciuti a El Royale di Drew Goddard, un thriller interpretato da un super cast (Dakota Johnson, Jeff Bridges, Jon Hamm e Chris Hemsworth) che racconta la storia di sette estranei, ognuno con un passato da seppellire, che si incontrano in un fatiscente hotel a Lake Tahoe sul confine tra California e Nevada. Nel corso di una notte, ognuno di loro avr un'ultima possibilit per redimersi, prima che vada tutto in malora.

Oggi in Concorso verranno presentati molti film importanti, a cominciare dall'italiano Il vizio della speranza di Edoardo De Angelis, storia di una donna in cerca di un futuro. Dall'America arrivano invece due titoli molto attesi, Il mistero della casa del tempo di Eli Roth e Halloween di David Gordon Green. Attesi sul red carpet i protagonisti di questi film, su tutti Cate Blanchett che sar al centro anche di un Incontro ravvicinato.
SCARICA IL DAILY DELLE GIORNATE DEL 18 E IL 19 OTTOBRE

   

venerd 5 ottobre 2018 - La 13esima edizione apre il 18 ottobre con 7 sconosciuti a El Royale di Drew Goddard. In concorso l'italiano Il vizio della speranza.

Festa del Cinema di Roma: donne, memoria e cinema del reale

Paola Casella cinemanews

Festa del Cinema di Roma: donne, memoria e cinema del reale "Le parole chiave, per questa 13esima edizione della Festa del cinema di Roma, sono tre: donne, memoria e cinema del reale", afferma Antonio Monda, direttore artistico, al primo anno del suo secondo mandato, della kermesse capitolina. Le donne sono numerose: 12 le registe in programma, molte le star premiate e molti i nomi femminili alla guida della Festa, da Laura Delli Colli, Vice Presidente della Fondazione Cinema per Roma, a Francesca Via, Direttore Generale della Fondazione, fino all'ufficio stampa Cristiana Caimmi. Alla memoria del passato italiano, anche quello pi drammatico, sono dedicati molti film e numerosi omaggi, e i documentari sono presenti in tutte le sezioni perch, afferma Monda, "non c' differenza fra fiction e cinema di realt quando la qualit alta", e spazieranno dalla politica - primo fra tutti Fahrenheit 11/9 di Michael Moore (in concorso), che porr la domanda: "Come possibile che nel mondo sia arrivata una presidenza Trump?" - alla musica. Monda raccomanda anche di tenere d'occhio il doc Three Identical Strangers di Tim Wardle (sempre in concorso), probabile vincitore ai prossimi premi Oscar.
Il budget per questa edizione "meno di tre milioni e mezzo", afferma Delli Colli, e le star saranno numerose: da Cate Blanchett, protagonista di Il mistero della casa del tempo di Eli Roth (in concorso) a Steve Coogan e John C. Reilly, gli Stanlio e Ollio del film dedicato alla celebre coppia comica; da Martin Scorsese, che racconter al pubblico della Festa i suoi film italiani preferiti, uno dei quali Il posto di Ermanno Olmi, e ricever il Premio alla carriera da Paolo Taviani, ad Alice e Alba Rohrwacher, che converseranno per la prima volta insieme in pubblico (e Alice affiancher anche Scorsese in una sua conversazione); da Sigourney Weaver, protagonista di un incontro pubblico, a Isabelle Huppert, anche lei Premio alla carriera.

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