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Consulta on line la Biblioteca del cinema. Tutti i film dal 1895 a oggi:
marted 11 dicembre 2018

Keira Knightley

Stregati da una perla nera

33 anni, 26 Marzo 1985 (Ariete), Teddington (Gran Bretagna)
occhiello
Solo il vero amore potr condurmi al matrimonio, ragion per cui morir zitella.
dal film Orgoglio e pregiudizio (2005) Keira Knightley Elizabeth Bennet
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Keira Knightley
Razzie Awards 2017
Nomination peggior attrice non protagonista per il film Collateral Beauty di David Frankel

Golden Globes 2015
Nomination miglior attrice non protagonista per il film The Imitation Game di Morten Tyldum

BAFTA 2015
Nomination miglior attrice non protagonista per il film The Imitation Game di Morten Tyldum

Premio Oscar 2015
Nomination miglior attrice non protagonista per il film The Imitation Game di Morten Tyldum

European Film Awards 2013
Nomination miglior attrice europea per il film Anna Karenina di Joe Wright

Golden Globes 2008
Nomination miglior attrice in un film drammatico per il film Espiazione di Joe Wright

Golden Globes 2006
Nomination miglior attrice in un film brillante per il film Orgoglio e pregiudizio di Joe Wright

Premio Oscar 2005
Nomination miglior attrice per il film Orgoglio e pregiudizio di Joe Wright



1999. Esordisce nella galassia stellare di George Lucas, ha sedici anni e la stoffa della regina.
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Keira Knightley, la forza della leggerezza

marted 15 dicembre 2015 - Marzia Gandolfi cinemanews

Keira Knightley, la forza della leggerezza Occhi ardenti e allure aristocratico, Keira Knightley esordisce nel 1999 con un inganno. Doppio e ancella di Natalie Portman nella galassia stellare di George Lucas (Star Wars: Episodio I - La minaccia fantasma), ha sedici anni e la stoffa della regina. Ma Naboo non il suo regno. La somiglianza con la Portman, di pochi anni pi vecchia di lei, tuttavia la chance per entrare a 'corte', fare un giro di valzer e sedurre Hollywood. Il suo dominio di l da venire e verr, oltre i confini del mondo e bagnato da un mare di effetti speciali. Continua »

   

Il regista canadese presenta tra gli applausi il suo A Dangerous Method.

A Venezia la terapia Cronenberg

venerd 2 settembre 2011 - Ilaria Ravarino cinemanews

A Venezia la terapia Cronenberg Ha 68 anni nel 68 anniversario della Mostra, aperta da un film, Le Idi di Marzo, che guarda caso proprio il giorno del mio compleanno. Chiss se David Cronenberg crede alle coincidenze o resiste alla tentazione, come nel suo A Dangerous Method ripete pi volte (e sempre meno convinto) il protagonista Carl Jung. Applaudito stamattina dalla stampa, a conferma del trend positivo dei film programmati nelle prime mattine del concorso, Cronenberg stato accolto al Lido come una star, scortato dal supercast del film (Viggo Mortensen, Keira Knightley, Michael Fassbender, Vincent Cassel e Sarah Gadon) in uno stato di particolare grazia e armonia. Tutto merito della psicanalisi scherza il Maestro costringerli a girare un film su Freud e Jung stato un modo dolce per curarli dalla pazzia. Continua

Johnny Depp e Penelope Cruz presentano a Cannes il quarto capitolo della saga.

Cannes affonda i pirati

domenica 15 maggio 2011 - Ilaria Ravarino cinemanews

Cannes affonda i pirati L'ultima nave salpata da un pezzo: con un ferale articolo, diffuso nel Palais poche ore prima dell'arrivo di Johnny Depp e Penelope Cruz a Cannes, la rivista Screen ha platealmente stroncato il quarto capitolo dei Pirati dei Caraibi, pellicola fuori concorso al cinema dal 18 maggio e primo sequel del franchise interamente in 3D. Un'opinione confermata dalla tiepida risposta ricevuta dal film in sala e persino dai suoi interpreti, attesi come star sul tappeto rosso della Croisette ma accolti con freddezza dalla stampa: scarsa la chimica tra i protagonisti Depp e Cruz, distanti sullo schermo come nella vita, ben poco carismatici (anche) dal vivo i nuovi acquisti della saga, Sam Claflin e la francese Astrid Berges-Frisbey, nell'ingrato ruolo di rimpiazzo dei transfughi Orlando Bloom e Keira Knightley. A guidare la pattuglia il produttore Jerry Bruckheimer e il regista Rob Marshall, subentrato al veterano Gore Verbinski, assenti ingiustificati gli sceneggiatori Terry Rossio e Ted Elliott, che avrebbero lavorato allo script del film insieme allo stesso Johnny Depp: Questo film il film di Depp, sottolinea Bruckheimer aprendo l'incontro con i giornalisti. Una frase che pi che un complimento, suona come un sinistro avvertimento.

Capitan Jack Sparrow: Johnny Depp

Dopo 8 anni nei panni di Jack Sparrow, come si preparato al ruolo?
Sparrow un personaggio talmente complesso che si pu sviluppare praticamente all'infinito. Mi sono preparato come faccio sempre, cio guardando moltissimi cartoni animati. Mi piace pensare il Capitano come una specie di Bugs Bunny.
Da dove arriva la maggiore ispirazione per il suo personaggio?
C' in lui qualcosa di Marlon Brando, un attore che la mia ispirazione in tutto, in ogni cosa che faccio. E poi direi che Sparrow un buffo mix tra una rockstar alla Keith Richards e una puzzola romantica.
A proposito. Keith Richards ha un cameo nel film: com' stato recitare con lui?
Bellissimo. Per lui stata un'occasione per esplorare il mondo del cinema, per noi un'esperienza di vita. Mi piacerebbe scriverci un libro.
In che modo intervenuto sulla sceneggiatura?
Mi ritengo molto fortunato, perch mi stato chiesto di partecipare al processo creativo e io l'ho fatto. Ma in una storia ci sono tanti ingredienti, non saprei dire quali idee siano mie e quali degli sceneggiatori.
L'ha mai tentata l'idea di produrre un capitolo de I Pirati?
No, non ce la farei mai, un impegno che mi annienterebbe. L'unico in grado di fare una cosa del genere Jerry Bruckheimer, un vero mago.
Ha improvvisato sul set?
L'ho fatto con Geoffrey Rush... ma pi in generale un personaggio come Sparrow si presta all'improvvisazione, non lo puoi controllare in nessun modo.
Fa vedere i suoi film in famiglia?
La mia famiglia vede sempre i miei film: ne hanno visti pi loro di me. Ho testato segretamente i personaggi su mia figlia, ci giocavo insieme con le Barbie e facevo le vocine finch non mi diceva basta. Mi ha aiutato a capire cosa funzionava di pi.
Come ha lavorato con la sua partner, Penelope Cruz?
Spendidamente. Penelope un regalo della natura, un'attrice talentuosa, sveglia e capace, una gran donna, un'amica fidata.
Quali sono per lei le qualit di un buon pirata?
Essere pronto a farsi sparare addosso. Avere una buona ciurma. Essere ignorante e ostinato.
Gli Oscar possono cambiare una carriera?
Non sono la persona pi adatta a rispondere, io che gli Oscar sono pi abituato a perderli che a vincerli. bello quando il tuo lavoro viene riconosciuto, ma non per questo, cio per i premi, che si lavora. La professione dell'attore la si sceglie per creare, per esplorare nuovi mari e divertirsi con i compagni di set.
Meglio un piccolo film indipendente o un blockbuster sui pirati?
In vita mia ho fatto piccoli e grandi film. Sono felice per il successo de I Pirati, ma sono anche contento di aver costruito una carriera su molti flop. Uno dei miglior film, Liberty, praticamente non l'ha visto nessuno.
Ha paura dei critici?
S. Molta.
La emoziona essere al Festival di Cannes?
Sono onorato e felice. E credo che i Pirati piacer anche al pubblico di Cannes, perch un film fatto proprio per l'audience, per la gente. divertente, nuovo.
Ci sar un quinto capitolo de I Pirati dei Caraibi?
Se non ci si stanca dei personaggi, e il processo creativo mantiene la sua forza senza sottostare alle ragioni del movie business, le possibilit ci sono. Io sono disposto a tornare.

Angelica la piratessa: Penelope Cruz

Si trovata a suo agio in un film colossale come I Pirati dei Caraibi?
Certamente. Mi sono sentita perfettamente inserita, a mio agio anche nei panni di una donna bugiarda e manipolatrice come Angelica. Sono onorata di aver diviso tempo e scene con un attore come Johnny Depp, con cui avevo lavorato gi 12 anni fa. Il suo livello di creativit cresciuto. una creatura unica.
Girare un action movie in gravidanza stato impegnativo?
Ho fatto due mesi di training con il team del film e poi ho lavorato in sicurezza, non ho fatto niente di pericoloso, mi hanno sempre protetta. In alcune inquadrature mi ha sostituita mia sorella Monica.
Da spagnola, trova difficile recitare in inglese?
Mi piace recitare in lingue diverse e ho avuto un bravo coach che mi ha aiutata sul set. Credo di essere migliorata, la prima volta che ho recitato con Depp mi perdevo la met di quello che diceva...
L'Oscar per Vicky Cristina Barcelona, nel 2009, le ha cambiato la vita?
Non ha cambiato i motivi per cui scelgo o scarto un film. L'Oscar lo conservo in casa e ogni volta che lo guardo penso a tutte le persone che mi hanno aiutata a realizzare il sogno di diventare attrice.
Jack Sparrow cerca la fonte della giovinezza. E lei, l'ha trovata?
Ogni giorno penso al mio futuro e no, io non cerco la fonte. L'invecchiamento lo voglio celebrare, sono curiosa di esplorare nuove et, non ho paura di cambiare, non ho questo tipo di ossessione.
Che effetto le fa trovarsi a Cannes?
Sono molto contenta di essere qui. Ho letto la sceneggiatura del film in concorso di Almodovar e credo sia una delle migliori cose che abbia mai fatto: spero tanto che vinca almeno un premio...

Al timone: Rob Marshall, Jerry Bruckheimer e la ciurma

Qual la maggiore sfida affrontata dal film?
Bruckheimer: Trovare la storia giusta. Ci sono voluti anni, ma con un capitano come Marshall al timone e con Depp alla sceneggiatura, il progetto riuscito al meglio.

Un film come I Pirati richiede un impegno particolare al regista?
Marshall: Io venivo dall'esperienza di Nine, dove ho avuto un grande cast tra cui la stessa Cruz, quindi ero in parte allenato. Ho avuto la fortuna di lavorare qui con grandi attori che sono anche persone fantastiche: Johnny Depp, per esempio, un vero genio della commedia.

E gli attori? Come si sono calati nei loro personaggi?
Geoffrey Rush: Io, per Barbossa, confesso di essermi ispirato a Barbara Streisand. Non ho problemi a passare da film come Il discorso del re, con un budget da 12 milioni, a film dal budget incalcolabile come I Pirati dei Caraibi: anche se hai 800 persone a pranzo, e 18 camion nel parcheggio, il tuo lavoro resta sempre lo stesso.
Ian McShane: per Barbanera mi sono preparato ascoltando Bob Dylan... il mio un personaggio iconico, ma pi che cattivo lo chiamerei complicato. Barbanera un pirata standard: ti guarda negli occhi mentre impugna la spada, solo che la sua lunga il triplo di quelle degli altri.
Astrid Berges-Frisbey: Sono molto emozionata di aver trovato il mio posto in questo kolossal. Non parlavo inglese, ma per fortuna sono stata aiutata da tutta la troupe sia con la lingua, sia con il mio personaggio: difficile calarsi nei panni di una sirena...
Sam Claflin: Questo il mio primo film in assoluto e ho un personaggio difficile, uno che non perde mai la fede in Dio nonostante le mille tentazioni. Posso dire che come lui anche io faccio fatica a resistere alle belle ragazze...

Non lasciarmi esplora i possibili turbamenti dei giovani corpi-involucro.

Opinioni di un clone

mercoled 23 marzo 2011 - Edoardo Becattini cinemanews

Opinioni di un clone Che il tema del doppio fosse materia peculiare per tutte le narrazioni e le elucubrazioni sul cinema cosa nota dai tempi dell'Espressionismo tedesco. Eppure, mossi da una fascinazione perversa per catastrofi, apocalissi e cospirazioni, i film che si sono confrontati con i doppi biologici e che hanno lanciato ipotesi sul futuro degli esperimenti sulla clonazione, hanno pi che altro sfruttato il potenziale dell'eugenetica per creare narrazioni distopiche. Al cinema, quindi, la levatura del dibattito bioetico si limita alle paranoie relative ai vari Ultracorpi che hanno invaso i racconti di fantascienza dalla Guerra Fredda a oggi, con l'aggiunta del fracasso di fondo di film come The Island di Michael Bay o Il sesto giorno con Schwarzenegger. In questo scenario sotto pi punti di vista catastrofico, un film come Non lasciarmi raffredda le macerie con un soffio algido di sensibilit.
Sulla carta, o meglio sulla base dei nomi coinvolti (visto che sulla carta vera e propria c' un romanzo dell'autore anglo-nipponico Kazuo Ishiguro), il film lascerebbe presagire un forte ascendente giovanilista. Sceneggiatura firmata da Alex Garland, autore di The Beach e 28 giorni dopo, e conduzione affidata a uno dei registi pi noti nel mondo dei videoclip come Mark Romanek, che negli ultimi vent'anni ha lavorato con Madonna, Michael Jackson, Nine Inch Nails e Coldplay. Nelle loro mani, oltre all'icona glamour Keira Knightley, giovani volti in continua ascesa popolare come la Carey Mulligan di An Education e Wall Street 2 e Andrew Garfield, socio co-fondatore di Facebook in The Social Network e novello Spider-Man nel prossimo remake-reboot firmato da Marc Webb. Eppure, ci che nasce da questo embrione potenzialmente molto teen perde nello sviluppo qualsiasi facile ammiccamento, canzone pop in voga o rimando all'estetica frenetica di Mtv.

Keira Knightley approda a Venezia e dichiara di non essere interessata a "Pirati dei Caraibi 4".

Espiazione, un dramma in tempo di guerra

mercoled 29 agosto 2007 - Tirza Bonifazi Tognazzi cinemanews

Espiazione, un dramma in tempo di guerra Briony una ragazzina di buona famiglia con una fervida immaginazione. A causa della sua giovane et fraintende il comportamento amoroso della sorella e di Robbie, il figlio della domestica, e inizia a fantasticare sulla sua presunta mania sessuale. Quando la cuginetta Lola, di qualche anno pi grande, viene sedotta da un uomo nel buio della notte, Briony, pur non avendo visto il villano in volto, incolpa Robbie cambiando per sempre le sorti di tutti i protagonisti implicati nella storia. Tratto dall'omonimo romanzo di Ian McEwan, Espiazione un film dove la bellezza della campagna inglese viene violentata dalla tragedia che travolge la vita di Robbie (James McAvoy) e della sua amata Cecilia (Keira Knightley) conducendoli verso la Seconda Guerra Mondiale, dopo la quale nulla sar pi lo stesso. L'opera cinematografica di Joe Wright, che torna a dirigere la Knightley dopo Orgoglio e pregiudizio, stata presentata a Venezia dove abbiamo incontrato regista e cast.

Colette

* * - - -
(mymonetro: 2,47)
Un film di Wash Westmoreland. Con Keira Knightley, Dominic West, Denise Gough, Fiona Shaw, Eleanor Tomlinson.
continua»

Genere Biografico, - USA, Gran Bretagna, Ungheria 2018. Uscita 06/12/2018.

Lo Schiaccianoci e i Quattro Regni

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,64)
Un film di Lasse Hallstrm, Joe Johnston. Con Keira Knightley, Mackenzie Foy, Misty Copeland, Helen Mirren, Morgan Freeman.
continua»

Genere Avventura, - USA 2018. Uscita 31/10/2018.

Pirati dei Caraibi - La vendetta di Salazar

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,57)
Un film di Joachim Rnning, Espen Sandberg. Con Johnny Depp, Javier Bardem, Brenton Thwaites, Kaya Scodelario, Kevin McNally.
continua»

Genere Azione, - USA 2017. Uscita 24/05/2017.

Collateral Beauty

* * - - -
(mymonetro: 2,44)
Un film di David Frankel. Con Will Smith, Edward Norton, Kate Winslet, Michael Pea, Helen Mirren.
continua»

Genere Drammatico, - USA 2016. Uscita 04/01/2017.

Everest

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,88)
Un film di Baltasar Kormkur. Con Josh Brolin, Jason Clarke, John Hawkes, Robin Wright, Emily Watson.
continua»

Genere Drammatico, - USA 2015. Uscita 24/09/2015.
Filmografia di Keira Knightley »

gioved 6 dicembre 2018 - Keira Knightley offre il giusto personale minuto e scattante alla trasformazione di Colette da contadina un po' inselvatichita a "dandy lady". Al cinema.

Colette, l'occasione di parlare di una donna straordinaria

Roy Menarini cinemanews

Colette, l'occasione di parlare di una donna straordinaria Chiedi chi era Colette. Sebbene notissima a met del secolo scorso, e icona dei movimenti femministi, non si pu certo dire che la scrittrice, giornalista, critica, attrice, artista e saggista goda oggi di universale fama fuori dalla Francia. Non sappiamo se merito del clima di questi anni, propizio alle storie di identit femminili forti e di esemplare proto-femminismo, se una biografia come Colette viene realizzata, ma certamente offre la possibilit di riparlare di questa straordinaria donna.
Lasciando alla curiosit di ciascuno il compito di completare le proprie conoscenze su Colette (o di farsi informare dal film di Wash Westmoreland, abbastanza affidabile), ricordiamo almeno il suo rapporto con il cinema, tutt'altro che occasionale. Colette fu una formidabile critica cinematografica, quasi una pioniera del mestiere (che port avanti dal 1914 al 1941), ed ebbe a che fare con capolavori del muto come quelli di Cecil B. DeMille o Abel Gance. Poi fece la sceneggiatrice, con adattamenti letterari per il grande schermo (anche nel muto italiano), scrisse didascalie e dialoghi francesi di pellicole internazionali, e lavor a lungo in un'area di sovrapposizione tra music hall, mimo, spettacolo di variet e cinema, le cui porte girevoli scorrevano senza soluzione di continuit. Non parliamo poi delle versioni cinematografiche dei suoi romanzi e racconti, tra cui le due versioni di Gigi.
Si dice che sia stata proprio Colette a volere Audrey Hepburn come interprete del ruolo principale gi all'epoca dell'omonimo spettacolo di Broadway nel 1951, decretandone il successo e lanciando la sua futura carriera hollywoodiana. La biografia si concentra sull'arrivo a Parigi della ragazza, sullo spalancarsi della vita frenetica e gaudente della Belle Epoque, e principalmente sul rapporto aperto e fluido con il marito Willy, che ne sfruttava i meriti letterari firmando col proprio nome i testi dal titolo Claudine. Proprio la questione autoriale - un uomo che sottrae alla moglie il suo talento mettendoci il nome - sembra ormai un'ossessione del cinema contemporaneo. Una storia, questa, che in diversi modi abbiamo visto narrata in Big Eyes, Un amore sopra le righe (guarda la video recensione) e The Wife - Vivere nell'ombra. infatti l'exemplum pi evidente della non cittadinanza intellettuale femminile, persino nella Francia della cultura di inizio '900, quello di ammutolire le donne, impedirne la creativit o persino scipparne i frutti artistici.

domenica 2 dicembre 2018 - Una donna tra le pi rivoluzionarie che animarono la Parigi della Belle poque. La sua storia nel film con Keira Knightley, Colette, dal 6 dicembre al cinema.

Colette, la 'femminista' contro

Ilaria Ravarino cinemanews

Colette, la 'femminista' contro Colette. Un nome che oggi - nel post #metoo, tra nuovi femminismi e sacrosante rivendicazioni - emerge come l'evento pi naturale al mondo. Colette, come non parlare di lei. Colette, com' possibile che finora solo un film, Colette di Wash Westmoreland, si sia occupato di lei. Colette: un'eredit cos importante da convincere Keira Knightley, protagonista del film di Westmoreland, a tornare sul set in gonna e bustino. Femminista? Star scherzando. Le femministe mi fanno schifo (...). Sa cosa meritano le suffragette? La frusta e l'harem. Colette Ma poi, nelle azioni, Gabrielle Colette fu tra le pi rivoluzionarie tra le tante donne, artiste e intellettuali che animarono la Parigi creativamente selvaggia della Belle poque ("Un guazzabuglio interessante di artisti e pazzi", la definisce Dominic West nel film). Nata in Borgogna e sposata in prime nozze al geniale imprenditore letterario Henri Gauthier-Villars, Colette pass dalla docile sottomissione al marito - brillante intellettuale inserito nei salotti di Parigi, libertino e spendaccione - alla dominazione di un piccolo impero economico, quello generato dai diritti dei propri romanzi a lungo pubblicati con il nome di Henri Villars. Scandalosamente esposta al gossip dei primi del Novecento, come una Lolita ante litteram Colette seduceva, conquistava e condivideva con il marito (i mariti: ne ebbe tre) uomini e donne di potere - economico o intellettuale. Bisessuale dichiarata, candidata al Nobel e prima donna nella storia della Repubblica Francese a ricevere i funerali di stato, la Chiesa rifiut di celebrarne, alla sua morte, la funzione religiosa.

marted 13 novembre 2018 - Ricco ed eterogeneo, stato presentato il programma della 36esima edizione (23 novembre-1 dicembre).

Torino Film Festival, la luce del grande cinema all'ombra della mole

Marianna Cappi cinemanews

Torino Film Festival, la luce del grande cinema all'ombra della mole Il Torino Film Festival un trentaseienne in gran forma, come dimostra la presentazione alla stampa di oggi 13 novembre, del programma 2018, che avr luogo tra il 23 novembre e il primo dicembre e prevede 34 anteprime mondiali e 59 anteprime italiane, selezionate tra pi di 4mila titoli, tra lungometraggi, mediometraggi e corti.
La direttrice Emanuela Martini ha cominciato annunciando le giurie del festival, tra le quali figura come capofila quella del concorso, "Torino 36", composta dal regista cinese Jia Zhang-ke, dalla produttrice italiana Marta Donzelli, da Miguel Gomes, regista portoghese, dall'inglese Col Needham, fondatore e CEO di IMDb, e dal regista austriaco Andreas Prochaska.
Sono stati presentati con maggiori particolari i film che apriranno e chiuderanno il festival, gi resi noti da qualche tempo: The Front Runner e Santiago, Italia. L'apertura, venerd 23 novembre, affidata a The Front Runner di Jason Reitman: film classico e altmaniano, appartenente al filone democratico, che racconta il ritiro dalla corsa elettorale, nel 1988, del senatore americano Gary Hart, interpretato da Hugh Jackman, accusato di avere una relazione extraconiugale con una modella. Il film uscir in Italia a febbraio 2019, distrubuito da Warner Bros. La chiusura del festival, il primo dicembre, invece affidata all'ultimo film di Nanni Moretti, il documentario Santiago, Italia, che racconta il ruolo dell'ambasciata italiana a Santiago nei mesi successivi al golpe che destitu Allende: come centinaia di oppositori al nuovo regime chiesero l rifugio e come i rifugiati raggiunsero poi l'Italia. Il film uscir nelle sale il 6 dicembre, distribuito da Academy Two.
Quindici sono invece i titoli del concorso, riservato a opere prime, seconde o terze. L'unico italiano Ride, esordio alla regia dell'attore Valerio Mastandrea, che promette risate e commozione. Il resto del panorama della principale sezione competitiva eterogeneo, stilisticamente e tematicamente, tra noir, commedie e anche cosiddetti "film da festival", che ormai costituiscono un genere a s stante. Torna il vincitore del TFF33, Guillaume Senez, con Nos Batailles, con Romain Duris; c' l'Islanda con Vargur, ruvido e perturbante; le Filippine di Nervous Translation; la dark comedy alla greca di Oiktos, dallo sceneggiatore di Lanthimos; e c' Wildlife, l'esordio alla regia dell'attore Paul Dano dal romanzo "Incendi" di Richard Fox, con Jake Gyllenhaal e Carey Mulligan.

gioved 8 novembre 2018 - Un'opera che attinge a ben tre arti diverse: la danza, la musica e la scrittura. Al cinema.

Lo Schiaccianoci e i quattro regni, una bellissima illusione

Alice De Luca, vincitrice del Premio Scrivere di Cinema cinemanews

Lo Schiaccianoci e i quattro regni, una bellissima illusione Lasse Hallstrm un regista svedese che fa i primi passi nella cinematografia americana con La mia vita a quattro zampe (1985), Le regole della casa del sidro, (1999) ed arrivato al grande pubblico con successi come Chocolat (2000) o Hachiko (2009); In aggiunta ha lavorato in diverse occasioni per gli Abba e nel 1985 per i Queen. Come lui anche Spike Lee, John Landis, Spike Jonze e Martin Scorsese si sono cimentati nell'arte del videoclip che non vede la musica a disposizione delle immagini ma bens il contrario.
Quest'esperienza influenza la sensibilit artistica a tal punto da implicare nell'autore il bisogno di un equilibrio, di un bilanciamento costante che conferisca eguale importanza ad ogni componente cinematografica, dinamica analoga all'orchestra dove ogni strumento necessario.
Grazie alla formazione del regista Lo schiaccianoci e i quattro regni un'operazione collettiva, sia al livello profilmico che filmico: tanto che sia Clara che la sua interprete Mackenzie Foy, non vengono oscurate dai grandi personaggi/attori come Helen Mirren, Morgan Freeman e Keira Knightley i quali, affiancano l'emergente Jayden Fowora-Knight nel ruolo di Phillip, "the nutcracker" ed adiuvano il viaggio dell'"eroina" per i regni dei fiocchi di neve, dei fiori, dei dolci e dei divertimenti, dimensioni allegoriche che le permetteranno di superare il trauma della morte della madre. Per l'adattamento di un'opera che attinge a ben tre arti diverse: la danza, la musica e la scrittura, si rivela necessaria, proprio come in un'orchestra, una forte collaborazione tra l'ambito artistico e tecnico che vengono uniti dall'intento di modernizzazione.
Il film ha una connotazione visiva spettacolaristica poich, mentre nelle storie si ripresentano periodicamente gli stessi topoi, le immagini continuano a stupire. Cos Hallstrm, in quanto guida, lascia condurre i "musicisti" al primo violino: il co-regista, Joe Johnston che, intervenuto per completare le riprese, aggiunge dinamicit e azione al film con la SGI. Linus Sandgren che, con una fotografia sia tetra che appariscente, riesce ad avvicinare il pubblico alle vicende senza farlo spaventare dal mondo del fantastico.
Nella nuova produzione Disney, tutti i dipartimenti cooperano per ottenere una rilevante attualizzazione visiva che non scaturisce dall'originalit ma dalla resa e dalla rielaborazione del racconto di Ernst Theodor Amadeus Hoffmann, delle coreografie di Marius Petipa, assenti se non per l'eccezione del segmento omaggio a "Toccata e fuga in Re minore" di Fantasia (1940), e delle musiche di Cajkovskij che vengono affiancate dalle composizioni di James Newton Howard.
Lo schiaccianoci e i quattro regni per il suo carattere estetico attrazionale una testimonianza nostalgica che rievoca la magia del periodo dell'albore del cinema: quando le immagini in movimento per l'uomo erano una scoperta, quando venivano costruiti intere scenografie negli studi, quando si facevano i primi usi di luci artificiali, il cinema era giovane, senza parole ed era anche una bellissima illusione proprio come il nuovo film di Lasse Hallstrm.

   

mercoled 7 novembre 2018 - Tra i titoli internazionali Colette di Wash Westmoreland e quelli italiani Ovunque proteggimi di Bonifacio Angius.

Torino Film Festival, alcune anticipazioni della 36esima edizione

a cura della redazione cinemanews

Torino Film Festival, alcune anticipazioni della 36esima edizione Il Torino Film Festival annuncia alcuni titoli che saranno presentati alla 36 edizione che si terr dal 23 novembre al 1 dicembre.

I nomi del signor Sulcic diretto da Elisabetta Sgarbi, presentato in prima mondiale nella sezione Festa Mobile.
Una ricercatrice dell'universit di Ferrara va a Trieste per trovare notizie su una donna seppellita nel cimitero ebraico. Da qui comincia una ricerca a pi voci e volti, tra Italia e Slovenia, attraverso personaggi che, poco per volta, costruiscono i contorni della storia. Sperimentazioni linguistiche e geografie politiche e umane di confine, passato e presente, realt e finzione si mescolano in questo nuovo racconto di Elisabetta Sgarbi. Scritto con Eugenio Lio, musiche a cura di Franco Battiato. Prodotto da Betty Wrong con Rai Cinema e distribuito da Istituto Luce Cinecitt; uscita febbraio 2019.

Ovunque proteggimi diretto da Bonifacio Angius sar presentato in prima mondiale nella sezione Festa Mobile.
Il film la storia di Alessandro, cinquantenne rabbioso, ingenuo e romantico al tempo stesso, cantante di musica folk. Nella sua vita l'amore un ricordo sbiadito, fino a quando, in una corsia d'ospedale, incontra Francesca, grandi occhi verdi, malinconici e luminosi, i modi spontanei di una bambina, e il desiderio di fuggire da un mondo che non gli appartiene pi. Nel torrido agosto di una Sardegna fatta di campagne dorate, cemento rovente, e mare che luccica in lontananza, Alessandro e Francesca si mettono in viaggio alla ricerca di un'ultima occasione. Bonifacio Angius - regista di Perfidia (2014) - dirige un racconto di personaggi che vogliono uscire dalla loro gabbia e prendere a pugni il destino. Il film, prodotto da Ascent Film con Rai Cinema, uscir al cinema il 29 Novembre distribuito da Ascent Film in collaborazione con Altrisguardi.

Ragazzi di stadio, quarant'anni dopo film documentario diretto da Daniele Segre sar presentato in prima mondiale nella sezione Festa Mobile.
Daniele Segre torna a raccontare il mondo degli ultr miscelando il repertorio costituito dalle fotografie pubblicate nel libro "Ragazzi di stadio" (Mazzotta, 1980) e dei suoi due film Il potere deve essere bianconero (1977) e Ragazzi di stadio (1980). Fra fumogeni, cori da stadio, fuochi d'artificio e bandiere tricolori, i protagonisti raccontano cosa la curva abbia rappresentato per loro nel tempo - una fuga, una famiglia, un rito arcaico attraverso cui dar sfogo al proprio istinto - dal passato dei Fighters di Beppe Rossi ai Drughi II anello curva sud, di oggi, della Juventus.
Il film una produzione I Cammelli S.a.s. con Rai Cinema in associazione con 13 Productions e sar distribuito in sala da I Cammelli S.a.s.

Colette diretto da Wash Westmoreland sar presentato in prima italiana nella sezione Festa Mobile, e vanta un cast stellare dove spiccano Keira Knightley, Dominic West e Fiona Shaw.
Keira Knightley veste i panni di una delle figure femminili pi rivoluzionarie del '900. Dal matrimonio in giovane et alle relazioni extraconiugali con uomini e donne, passando per la scrittura, il teatro, il cinema, la moda, Colette provoca, scandalizza, e arriva a rivendicare la sua arte e il suo nome (i suoi libri erano pubblicati con il nome del marito Willy, interpretato da Dominic West). Dal regista di Still Alice, la storia dell'emancipazione di un'icona, in un'accurata ricostruzione della sfrontata Belle poque. Il film uscir in Italia il 6 Dicembre distribuito da Vision Distribution.

Can you ever forgive me? (Copia originale) diretto da Marielle Heller sar presentato in prima italiana nella sezione Festa Mobile, ed una commedia agra ispirata alle memorie della scrittrice Lee Israel, con Melissa McCarthy e Richard E. Grant.
Quando gli editori si orientano su libri sempre pi semplici e corrivi, la scrittrice Lee Israel si trova senza lavoro. I suoi tanti volumi dedicati, tra gli altri, a Katharine Hepburn ed Este Lauder, non la salvano dal tracollo economico. Passa allora a redditizie truffe letterarie: falsifica lettere di celebrit decedute. Falso e originale, copia e collezionismo, riproducibilit intellettuale pi che tecnica. Il film sar distribuito in Italia dal 28 febbraio 2019 da 20th Century Fox.

Mandy diretto da Panos Cosmatos con Nicolas Cage, Andrea Riseborough, Linus Roache, sar presentato in prima italiana nella sezione After Hours.
La serenit di una coppia isolata nei boschi spezzata da una setta dedita all'occulto: niente sar pi come prima. Dal regista di Beyond the Black Rainbow, un horror lisergico che si sviluppa sinuoso come un disco suonato al contrario. Ma anche un indiavolato tour de force del protagonista: un Nicolas Cage splatter che sbrocca come non ha mai sbroccato. Sorprendente e sanguinoso: uno dei film dell'anno. Uscir in Italia nel 2019 distribuito da Leone Film Group.

   

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