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mercoled 14 novembre 2018

Emily Blunt

Nel regno di Mrs. Blunt

35 anni, 23 Febbraio 1983 (Pesci), Londra (Gran Bretagna)
occhiello
Ti sei venduta l'anima la prima volta che ti sei messa un paio di Jmmy Choo! Tu non te li meriti, mangi carboidrati cristo santo!
dal film Il diavolo veste Prada (2006) Emily Blunt Emily
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Emily Blunt
BAFTA 2017
Nomination miglior attrice per il film La ragazza del treno di Tate Taylor

Golden Globes 2015
Nomination miglior attrice in un film brillante per il film Into the Woods di Rob Marshall

Golden Globes 2013
Nomination miglior attrice in un film brillante per il film Il pescatore di sogni di Lasse Hallstrm

Golden Globes 2010
Nomination miglior attrice in un film drammatico per il film The Young Victoria di Jean-Marc Valle

Golden Globes 2007
Nomination miglior attrice secondaria serie miniserie film tv per il film Gideon's Daughter di Stephen Poliakoff

Golden Globes 2007
Nomination miglior attrice non protagonista per il film Il diavolo veste Prada di David Frankel

Golden Globes 2007
Premio miglior attrice secondaria serie miniserie film tv per il film Gideon's Daughter di Stephen Poliakoff



Joe Johnston "restaura" l'ultimo dei mostri classici creati dalla Universal.

The Wolfman: attenti al lupo

mercoled 27 gennaio 2010 - Marzia Gandolfi cinemanews

The Wolfman: attenti al lupo L'uomo lupo l'ultimo dei mostri classici creati dalla Universal, ispirato dalla mitologia e dal folclore. Diversamente da Dracula e da Frankenstein, il licantropo di George Waggner non ha una fonte letteraria nobile ma nasce negli anni Quaranta dalla penna dello sceneggiatore Curt Siodmak. Settant'anni e incalcolabili lune piene dopo nella stessa brughiera si scatena una battuta di caccia contro il giovane Lawrence Talbot, straniero in patria e in famiglia, condannato dal Fato e dal morso di un mostro a scoprire le zone buie del suo essere. Diretto da Joe Johnston, The Wolfman "restaura" lupo, orrore e ululato, insistendo sui traumi familiari e sulla trasformazione. Il licantropo gentiluomo, vestito da Milena Canonero e invaghito della dolce moglie del defunto fratello, interpretato con carattere e un (grande) cuore che batte da Benicio Del Toro, attore dalle infinite forme, seducente e ripugnante dentro la vecchia tradizione gotica conciliata col melodramma. A Roma per presentare il film di cui interprete e produttore, Del Toro ci racconta come si costruisce un mostro e si affronta la paura di s. Lo accompagna dentro e fuori dallo schermo la grazia di Emily Blunt, che rivela i suoi esordi al cinema e le sfide del mestiere d'attore.

Tradizione e innovazione
Benicio Del Toro: L'idea, girando The Wolfman, era quella di omaggiare la versione del 1941. La nostra sfida, la mia, quella degli sceneggiatori, dei produttori e del regista, era di riuscire a creare sullo schermo una storia fantastica che fosse allo stesso tempo credibile. Abbiamo per questa ragione affrontato la licantropia come una malattia, come una dipendenza incontrollabile. Ci interessava forse meno trattare il tema della bestia, per noi era pi importante rappresentare la furia di un uomo senza controllo. Gli sceneggiatori, prendendo spunto dall'Amleto, hanno inserito la relazione padre-figlio, sviluppandola in maniera conflittuale. Differentemente dalla versione scritta negli anni Quaranta da Curt Siodmak, il mio personaggio smette in un certo senso di essere una vittima passiva, il mio Lawrence Talbot agisce e prova a interpretare il proprio destino. Vuole scoprire chi o che cosa ha provocato la morte del fratello, vuole fermare la brutalit paterna, vuole innamorarsi e si innamora. Padre e figlio sono nel film come due spermatozoi che devono trovare la direzione, nessuno dei due in fondo vincer ma il mio Talbot andr molto vicino al trionfo.

Per l'attrice pronto Il ruolo di Black Widow.

Emily Blunt in Iron Man 2?

venerd 16 gennaio 2009 - a cura della redazione cinemanews

Emily Blunt in Iron Man 2? Conosciuta dal grande pubblico grazie a Il diavolo veste Prada, (interpretazione che le ha valso un Golden Globe), Emily Blunt in trattative per Iron Man 2, dove potrebbe interpretare il ruolo di Natasha Romanoff, una spia che nei fumetti Black Widow, la vedova nera, vestita con un costume attillato. La notizia si aggiunta ai precedenti rumour che parlano di Mickey Rourke e Sam Rockwell, pronti a interpretare due villain. Le riprese del film inizieranno a primavera.

   

Sherlock Gnomes

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(mymonetro: 3,00)
Un film di John Stevenson. Con Johnny Depp, Emily Blunt, James McAvoy, Maggie Smith, Michael Caine.
continua»

Genere Animazione, - USA 2018. Uscita 12/04/2018.

A Quiet Place - Un Posto Tranquillo

* * * - -
(mymonetro: 3,25)
Un film di John Krasinski. Con Emily Blunt, John Krasinski, Millicent Simmonds, Noah Jupe, Cade Woodward.
continua»

Genere Horror, - USA 2018. Uscita 05/04/2018.

My Little Pony: Il Film

* * * - -
(mymonetro: 3,00)
Un film di Jayson Thiessen. Con Emily Blunt, Lorella Cuccarini, Uzo Aduba, Ashleigh Ball, Kristin Chenoweth.
continua»

Genere Animazione, - USA, Canada 2017. Uscita 06/12/2017.

La ragazza del treno

* * - - -
(mymonetro: 2,43)
Un film di Tate Taylor. Con Emily Blunt, Haley Bennett, Rebecca Ferguson, Justin Theroux, Luke Evans.
continua»

Genere Thriller, - USA 2016. Uscita 03/11/2016.

Il cacciatore e la Regina di Ghiaccio

* * - - -
(mymonetro: 2,25)
Un film di Cedric Nicolas Troyan. Con Chris Hemsworth, Charlize Theron, Jessica Chastain, Emily Blunt, Nick Frost.
continua»

Genere Avventura, - USA 2016. Uscita 06/04/2016.
Filmografia di Emily Blunt »

mercoled 24 ottobre 2018 - Un film duro ed incendiario che si fonda sugli archetipi del mito americano. Al cinema.

Soldado, un saggio di regia che dimostra la forza estetica di Sollima

Lorenzo Ciofani, vincitore del Premio Scrivere di Cinema cinemanews

Soldado, un saggio di regia che dimostra la forza estetica di Sollima Stefano Sollima non il primo regista italiano chiamato a dirigere un film negli Stati Uniti. Prima di lui ricordiamo almeno Franco Amurri, Carlo Carlei, Gabriele Muccino, che hanno davvero lavorato dentro le dinamiche dell'industria americana con maestranze in prevalenza non italiane. Il rischio di farsi schiacciare dalla macchina notevole, tant' che in molti, da Vittorio De Sica a Federico Fellini, hanno respinto le lusinghe hollywoodiane, mentre altri le hanno accettato portandosi al seguito fidati collaboratori (Paolo Virz ne l'ultimo esempio).

A suo modo, Sollima compie un'operazione analoga a quella de La ricerca della felicit di Muccino: interpretare un racconto tipicamente americano con lo sguardo peculiare che ha altres motivato l'ingaggio dell'autore straniero. L il "feel good movie" a partire da una storia vera, qui l'action-thriller realistico. Ancora: l, un problematico ma fiducioso ripensamento dell'edonismo reaganiano; qui, una bomba detonata nella propaganda trumpiana per rivelarne le contraddizioni. La differenza sostanziale tra i due nella complicit con i personaggi e il pubblico, che in Sollima volontariamente latitante come s'impone ad un regista come lui intriso di pessimismo.
Forse la distanza geografica dai luoghi dello scontro e un maggior disincanto politico ci aiutano a leggere Soldado (guarda la video recensione) senza la mappa ideologica di una politica governativa intrisa di xenofobia antimessicana. Aggrapparsi alla tesi secondo cui il film grondi di stereotipi razzisti sembra la spia di una cattiva coscienza che finisce per non sottolineare l'intelligenza con cui Sollima adatta la sua specifica prospettiva ad una complessa macchina produttiva. D'altronde, Soldado un film che gli appartiene completamente, un vero saggio di regia che dimostra la sua forza estetica, la cui apoteosi sta nell'incredibile sequenza degli elicotteri.

Pi che il sequel di Sicario di Denis Villeneuve, ne un'appendice meno cerebrale ed inquietante, la dilatazione di un universo narrativo abitato dai due sopravvissuti del precedente film. Che ora tra i controversi Josh Brolin e Benicio del Toro manchi una figura come quella di Emily Blunt, in grado di incarnare la possibilit di una flebile speranza, indica lo scetticismo di un regista morale che si muove in un contesto amorale senza moraleggiare. Pigramente accusato, dacch si imposto prima con la serialit e poi al cinema, di narrare il male esercitando una pericolosa fascinazione nei confronti dei personaggi negativi, qui evita il rischio degli effetti collaterali mostrando un'efferata corale criminale avulsa dal romanticismo della malavita, in cui i presunti buoni sono fin troppo cinici per essere davvero esemplari rispetto ai bruti dei cartelli messicani.
Oltretutto, Sollima sa dare la giusta voce alla sceneggiatura di Taylor Sheridan, ultimo alfiere del western che si riverbera nella contemporaneit, con la sapienza artigianale di un regista cresciuto alla scuola del genere, facendo in modo che sugli archetipi del mito americano si fondasse un film talmente duro ed incendiario. Dopo Roma e Napoli, ormai da lui stesso ricodificate, stavolta esplora gli spazi della frontiera tra Texas e Messico s consapevole di quanto quel territorio sia il luogo di un conflitto eternamente rifocillato dalle narrazioni del potere, ma anche lasciandosi affascinare, specie nella seconda parte, da uno straniamento (i cieli, l'arsura) che accompagna verso il finale aperto su un'amarezza sconfinata.

   

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