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mercoled 12 dicembre 2018

Alba Rohrwacher

Io sono l'Alba del cinema italiano

39 anni, 27 Febbraio 1979 (Pesci), Firenze (Italia)
occhiello
e tutte le cose che mi dicevi, che.. che basta volerle le cose.. volerle davvero con tutta te stessa e accadono...
dal film Il pap di Giovanna (2008) Alba Rohrwacher Giovanna Casali
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Alba Rohrwacher
Nastri d'Argento 2018
Nomination miglior attrice per il film Figlia mia di Laura Bispuri

David di Donatello 2015
Nomination miglior attrice per il film Hungry Hearts di Saverio Costanzo

Globi d'oro 2015
Nomination miglior attrice per il film Hungry Hearts di Saverio Costanzo

Globi d'oro 2015
Premio miglior attrice per il film Hungry Hearts di Saverio Costanzo

Festival di Venezia 2014
Premio coppa volpi migliore interpretazione femminile per il film Hungry Hearts di Saverio Costanzo

David di Donatello 2011
Nomination miglior attrice per il film La solitudine dei numeri primi di Saverio Costanzo

Nastri d'Argento 2011
Nomination miglior attrice per il film La solitudine dei numeri primi di Saverio Costanzo

Nastri d'Argento 2011
Premio miglior attrice per il film La solitudine dei numeri primi di Saverio Costanzo

David di Donatello 2010
Nomination miglior attrice non protagonista per il film L'uomo che verr di Giorgio Diritti

Nastri d'Argento 2010
Nomination miglior attrice per il film Cosa voglio di pi di Silvio Soldini

David di Donatello 2009
Nomination miglior attrice per il film Il pap di Giovanna di Pupi Avati

Nastri d'Argento 2009
Nomination miglior attrice per il film Il pap di Giovanna di Pupi Avati

David di Donatello 2009
Premio miglior attrice per il film Il pap di Giovanna di Pupi Avati

Nastri d'Argento 2009
Nomination miglior attrice non protagonista per il film Due partite di Enzo Monteleone

David di Donatello 2008
Nomination miglior attrice non protagonista per il film Giorni e nuvole di Silvio Soldini

David di Donatello 2008
Premio miglior attrice non protagonista per il film Giorni e nuvole di Silvio Soldini

Nastri d'Argento 2008
Nomination miglior attrice per il film Riprendimi di Anna Negri



L'attore racconta con Gianni Zanasi e Alba Rohrwacher il film Troppa grazia, presentato alla Quinzaine di Cannes e dal 22 novembre al cinema.

Elio Germano: Ognuno di noi ha i suoi demoni e le sue... madonne

gioved 8 novembre 2018 - Paola Casella cinemanews

Elio Germano: Ognuno di noi ha i suoi demoni e le sue... madonne Troppa grazia un film anomalo come tutti quelli scritti e diretti da Gianni Zanasi: difficile catalogarlo secondo un unico genere. Al suo interno si muovono personaggi credibili che affrontano situazioni al limite della credibilit. Ma le relazioni (e le reazioni) sono autentiche, hanno il sapore della vita vissuta: anche per gli attori che li interpretano. Ne abbiamo parlato con il regista e parte del cast. "Troppa grazia un film stra-ordinario in cui si ride molto. una lettera d'amore e un'ode pagana agli artisti". Elio e Alba, nel film la vostra sembra una coppia rodata da tempo: come avete raggiunto quel livello di familiarit, da attori?
Elio Germano: Alba ed io ci conosciamo da tanti anni, abbiamo cominciato a lavorare insieme quando lei era appena uscita da Centro Sperimentale e ci troviamo bene. Inoltre ogni film di Zanasi compartecipato: la sceneggiatura molto precisa, ma lui pronto a metterne in discussione ogni aspetto e personaggio, il che apre la strada a far emergere pi gli esseri umani che i performer.
Alba Rohrwacher: La forza del rapporto fra i nostri due caratteri era gi in sceneggiatura. C' una scena bellissima che descrive perfettamente la fine di un amore fra due che si sono amati profondamente e che in qualche modo non riusciranno mai a lasciarsi. Prima di rivederlo sul grande schermo non avevo capito che Troppa grazia fosse una storia d'amore, e che le scene fra me ed Elio fossero lo scheletro attorno a cui tutta la vicenda si animava.

Alba, come si rapportata con Hadas Yaron, che interpreta il ruolo della Madonna?
Alba: Quando ho conosciuto Hadas ho provato subito un sentimento di vicinanza con lei che ha facilitato il nostro rapporto artistico. Poi ci siamo trovate insieme nel campo in cui Lucia vede per la prima volta la Madonna, e quando Hadas arrivata un venticello le ha sollevato il velo dal capo. Era come se si fosse materializzata improvvisamente, nella maniera pi semplice, e da l siamo partiti. Poi abbiamo lavorato molto di improvvisazione, guidate dalle voci di Gianni Zanasi. La scena della lotta stata impegnativa e divertente: sono portata all'autoflagellazione, ma in genere interiore, qui invece ha raggiunto livelli fisici notevoli, dato che si trattato di prendersi seriamente a schiaffi (ride).

Ospiti del Rendez-vous Festival, il regista, Alba Rohrwacher e Louis Garrel raccontano il loro ultimo film, al cinema dal 25 aprile.

I fantasmi di Ismael, l'8 di Arnaud Desplechin

marted 10 aprile 2018 - Paola Casella cinemanews

I fantasmi di Ismael, l'8 di Arnaud Desplechin "I fantasmi di Ismael l'8 di Arnaud Desplechin", afferma Alba Rohrwacher, a Roma insieme al regista e a Louis Garrel per presentare il film nell'ambito della rassegna di nuovo cinema francese Rendez-Vous, "non solo perch racconta la crisi amorosa e lavorativa di un regista, ma anche perch pieno di rimandi, rincorse, vertigini e riferimenti all'arte, ma riesce a rimanere concreto e accessibile al pubblico". "Ho deciso di fare cinema fra i 9 e i 12 anni dopo aver visto i film di Fellini", le fa eco il regista francese. "Non li avevo pi rivisti fino a 4-5 anni fa, ma anche la seconda volta sono rimasto incantato". "I fantasmi di Ismael un autoritratto galvanizzante che combina nella stessa opera intimit, politica, arte, corpo, pensiero e processo creativo" Dalla recensione de I fantasmi d'Ismael, MYmovies.it Desplechin, in che cosa si sente simile a Fellini?
DESPLECHIN: "Fellini non dimenticava che il cinema un'arte per i poveri e i bambini, e coglieva benissimo l'aspetto musical e giocoso di ognuno dei suoi film. Spero di avere la stessa capacit di rivolgermi ai giovani e alle classi popolari, e di conservare il suo stesso piacere infantile nel fare il mio mestiere".

Il regista al centro di I fantasmi d'Ismael le assomiglia?
DESPLECHIN: "No, perch Ismael fuma, beve e fa sesso con svariate donne. Io non saprei mai essere cos eccessivo".

Le protagoniste di Vergine giurata parlano del film.

Berlinale 2015, intervista ad Alba Rohrwacher e Laura Bispuri

venerd 13 febbraio 2015 - Gabriele Niola cinemanews

Berlinale 2015, intervista ad Alba Rohrwacher e Laura Bispuri Alla base di Vergine giurata ci sono i cortometraggi di Laura Bispuri, da l, da quel terzetto molto coerente e compatto (Passing time, Biondina e Salve Regina) qualcuno ha pensato di passare alla regista il libro "Vergine giurata", giudicandolo in linea con le sue opere. Lo era: "Mi ha folgorata. Ci ho visto molte somiglianze tra i personaggi dei corti, infatti nella fase di preparazione facevo leggere la sceneggiatura e insieme vedere i miei lavori, sperando che si potesse riconoscere un filo. Ora che il film finito posso dire che questo filo c'". Continua»

   

Oggi in concorso David Cronenberg e Bennett Miller.

Cannes 67, 11 minuti d'applausi per Le meraviglie

luned 19 maggio 2014 - a cura della redazione cinemanews

Cannes 67, 11 minuti d'applausi per Le meraviglie "Avevo molta voglia di raccontare il paesaggio agrario italiano e di farlo attraverso una famiglia. Non c' gloria, n rabbia, arrivato il momento del perdono e della tenerezza", cos Alice Rohrwacher, unica regista a rappresentare l'Italia a Cannes, parla del suo ultimo fiabesco lavoro, Le meraviglie. Presentato ieri in concorso ed accolto con ben undici minuti di applausi al termine della premire, il film stato accompagnato sulla Croisette dalla regista e dagli interpreti Alba Rohrwacher, Sam Louwyck e una fotografatissima Monica Bellucci.

Oggi a farla da protagonista il cinema americano. Al centro di questa sesta giornata del Festival troviamo, infatti, un habitu della kermesse, il canadese David Cronenberg che presenter in concorso il suo ultimo attesissimo lavoro, Maps To the Stars (nelle sale italiane dal 21 maggio). Incentrato sullo star system hollywoodiano, il film racconta di una famiglia piegata dalle logiche dell'industria cinematografica, tra aspiranti attori frustrati e vecchi fantasmi del passato. Con un cast in cui svettano nomi del calibro di Julianne Moore, Robert Pattinson e Mia Wasikowska, il nuovo Cronenberg tenta di mettere tutti d'accordo dopo la tiepida accoglienza dei suoi ultimi film, A Dangerous Method e Cosmopolis. A portare la bandiera a stelle e strisce oggi sar anche il candidato all'Oscar, Bennett Miller (Truman Capote: A sangue freddo), un novizio della manifestazione, che concorre per la Palma d'Oro con il suo Foxcatcher. Tratto dalla storia vera dell'uccisione di David Schultz, campione olimpico di wrestling, assassinato nel 1996 per mano dell'amico e allenatore John du Pont, il film vede come protagonisti Channing Tatum e Steve Carell (40 anni vergine, Little Miss Sunshine).

In scena per la Settimana della Critica vedremo il secondo film horror in gara (il primo stato It Follows di David Robert Mitchell), When Animals Dreams, opera prima del danese Jonas Alexander Amby definito da Tesson come un film "protestante con un tocco femminista". Una ragazza adolescente vive in un piccolo villaggio di pescatori vittima di umiliazioni e soprusi. Quando scopre di essere un licantropo sar finalmente libera di vendicare se stessa e la madre gravemente malata. Il film concorre anche per la Camra d'Or al Miglior Debutto.

Per la rassegna Cannes liveScreen segnaliamo, infine, la programmazione streaming del film vincitore del Grand Prix Speciale Giuria 2012, Il ragazzo con la bicicletta di Jean-Pierre e Luc Dardenne, che sar mostrato su MYMOVIESLIVE! questa sera alle ore 21.30.


Fai clic QUI per vedere le foto della giornata di ieri.

All'attrice fiorentina il Nastro d'argento come miglior attrice protagonista.

Alba Rohrwacher, fragilit e talento

marted 28 giugno 2011 - Giovanni Bogani cinemanews

Alba Rohrwacher, fragilit e talento Ha quella continua esitazione, quella timidezza che diventata charme, arma di seduzione. Gli occhi chiarissimi, la pelle diafana, la voce che un filo sottilissimo. D la sensazione di una grande sensibilit, e di una fragilit estrema. Eppure, Alba Rohrwacher una donna forte. riuscita, in pochi anni, a diventare unicona del cinema italiano.
La ragazza nata a Firenze e cresciuta in Umbria, la ragazza esile con quel cognome cos difficile, per chi vuol essere ricordato dal pubblico italiano che riesce adesso, a fatica a dire Ozpetek, si costruita un percorso tutto suo, di film indipendenti, mai banali, fino ad essere contesa dai registi cult del nostro cinema.
Una corsa verso laltro: il David di Donatello vinto come migliore attrice non protagonista per Giorni e nuvole di Silvio Soldini, e poi Mio fratello figlio unico di Luchetti, dove sorella del fascista per caso Elio Germano, Caos calmo insieme a Moretti, Io sono lamore di Guadagnino, Il pap di Giovanna di Pupi Avati. E ora, il Nastro dargento come miglior attrice protagonista per La solitudine dei numeri primi di Saverio Costanzo. Incontriamo Alba Rohrwacher a Taormina, a margine della cerimonia del pi antico premio cinematografico italiano.

   

Cinque donne e un festival.

5x1: A Roma, la festa delle donne

marted 13 ottobre 2009 - Stefano Cocci cinemanews

5x1: A Roma, la festa delle donne A pochi giorni dall'inizio dell'ormai ex festa veltroniana si pu dire che il Festival Internazionale del Film di Roma sta finalmente assumendo una sua dimensione. Lontana dal padre putativo e anche dalla madre adottiva Goffredo Bettini che lo ha diretto agli inizi la quarta edizione pu essere considerata quella dello slancio in avanti definitivo. Messe da parte velleit autoriali e appetito da aperitivo accanto al tappeto rosso, la selezione in concorso del 2009 si dimostra sobria ma anche attenta alle esigenze del pubblico, come dimostra Up in the air di Reitman con Clooney, e le ricche selezioni parallele, tra documentari e voglia di sperimentare.
Scartabellando tra le pieghe del Festival tra ruggiti di vecchi leoni come Ivory, Littin e Hallstrom, fa piacere leggere i nomi di donne, giovani e meno giovani, che rappresentano il passato, il presente e soprattutto il futuro del nostro cinema. Con madrina del festival Margherita Buy e l'opera prima di Stefani Sandrelli regista, a Roma sfileranno sul tappeto rosso cinque stelle emergenti ma anche un po' di pi della celluloide del Belpaese: Maya Sansa, Isabella Ragonese, Valeria Solarino, Alba Rohrwacher e Moran Atias. Ed il caso di esclamare: veramente un bel cinema.

I protagonisti del film di Guadagnino si raccontano.

Io sono l'amore: la Swinton e Guadagnino di nuovo insieme

luned 7 settembre 2009 - Marlen Vazzoler cinemanews

Io sono l'amore: la Swinton e Guadagnino di nuovo insieme Presentato nella sezione Orizzonti di Venezia 66, Io sono l'amore di Luca Guadagnino rivede collaborare di nuovo insieme il regista e l'attrice Tilda Swinton, in questo film anche nei panni di produttrice. La famiglia Recchi fa parte della borghesia lombarda. L'impresa di famiglia comanda le strategie di successione interna e il consolidamento degli altri ruoli. La passione che sboccer tra Emma e Antonio porter allo spezzarsi dei legami e degli equilibri. Il prezzo da pagare altissimo e l'unica forma di redenzione l'amore.

Una "shooting star" dal cognome impronunciabile.

Alba Rohrwacher, 30 anni di candidi ritratti

venerd 27 febbraio 2009 - Lisa Meacci cinemanews

Alba Rohrwacher, 30 anni di candidi ritratti In occasione dei suoi trent'anni, vogliamo regalare questo piccolo omaggio ad Alba Rohrwacher, una delle attrici italiane pi apprezzate del momento.
Applaudita all'ultimo Festival di Berlino, Alba pu vantare di essere stata selezionata tra le dieci "shooting stars" (gli attori pi promettenti del 2009) in una kermesse dove gi essere italiani ed essere presenti era una rarit. Ma di questi giorni anche la notizia che l'attrice dal candido ritratto, questa estate sar a Trieste come ospite della decima edizione del festival Maremetraggio: la manifestazione ha intenzione di dedicarle una "retroprospettiva", uno spazio ad hoc per raccontare attraverso il cinema e la sua voce, quello che stato il suo percorso formativo e i desideri per il futuro.

Nelle sale con Il pap di Giovanna, la timida attrice si racconta.

Alba Rohrwacher: intervista esclusiva

marted 16 settembre 2008 - Marianna Cappi cinemanews

Alba Rohrwacher: intervista esclusiva La chiamano Lucia, Alice, Giovanna, Liz, Violetta oppure Elisabetta, ma il suo nome Alba Caterina Rohrwacher. Nata sotto il segno dei pesci, da piccola avrebbe voluto scappare con un circo francese ma rimasta ad arricchire il cinema italiano. Capace di "giorni" e di "nuvole", di commedie e di drammi, portatrice sana di un creativo "caos calmo".
La vedremo nel futuro prossimo in Due Partite, il film che Enzo Monteleone ha tratto dalla pice omonima di Cristina Comencini, Io sono l'amore, per la regia di Luca Guadagnino, e In carne ed ossa di Christian Angeli. Qui parla di s, del suo lavoro e dei suoi (gi) tanti personaggi: una storia di studio e di passione.

Pupi Avati e gli attori presentano il film al Festival di Venezia.

Il pap di Giovanna: un film che arriva al cuore

luned 1 settembre 2008 - Désirée Colapietro Petrini cinemanews

Il pap di Giovanna: un film che arriva al cuore Con l'obiettivo puntato sull'Italia della prima met del Novecento, Avati offre, con Il pap di Giovanna, il minuzioso ritratto della sua citt natale, Bologna, in cui un drammatico fatto di cronaca cambia e rivoluziona la vita di Michele Casali (Silvio Orlando), da molti anni sposato a una donna costretta ad amarlo, Delia (Francesca Neri), e padre dell'adolescente Giovanna (Alba Rorhwacher). Siamo sul finire degli anni Trenta e, anche qui, come nel film di Ozpetek, si parla di un terribile incidente di cronaca: la ragazza uccide per gelosia la sua compagna di banco e, giudicata inferma di mente e ricoverata in un manicomio, viene abbandonata da una madre che improvvisamente rinnega tutta la famiglia. "Il personaggio di Delia", ha spiegato Francesca Neri, " una madre terribile e calarmi nei suoi panni stata un'esperienza interessante che per mi ha anche fatto soffrire molto. Pupi mi ha fatto capire che non si pu giudicare dall'esterno, certe situazioni bisogna viverle ed per questo che alla fine, proprio grazie a lui, Delia mi fa quasi tenerezza. Vivere la sua difficolt stato un viaggio di sofferenza. Non la giustifico, ma in qualche modo oggi capisco. Capisco che una madre possa vivere questo dolore con un certo distacco".

Anna Negri gira un "documentario" sentimentale sul precariato e la sua influenza sui comportamenti sociali.

Riprendimi: in principio era amore

luned 7 aprile 2008 - Marzia Gandolfi cinemanews

Riprendimi: in principio era amore Presentato in concorso al Sundance Film Festival 2008, Riprendimi un film a basso costo, che riflette sulla precariet lavorativa e sentimentale di una giovane coppia (dis)occupata nel mondo dello spettacolo. Due documentaristi, un cameraman e un fonico, decidono di pedinare le giornate di Lucia e Giovanni e di registrare la loro imminente crisi. L'espediente narrativo del film di Anna Negri, che torna alla regia dopo otto anni, quello del mockumentary, un finto testo che utilizza i codici e le pratiche linguistiche del documentario per rappresentare un soggetto finzionale. Riprendimi si prende comicamente gioco dei codici del documentario ma anche del sistema culturale popolare in cui si inserisce. Cos Anna Negri, parodiando il documentario e tutte quelle forme di rappresentazione della realt fintamente realiste, pone l'attenzione del pubblico su una coppia che non riesce a crescere (emotivamente e socialmente), mettendo in scena il suo "atto di accusa" nei confronti della "societ liquida" (una societ che non mantiene la stessa forma per lungo tempo), e della capacit del cinema di mettere in scena la verit. Un'ibridazione tra cinema e realt che scopre col sorriso il gusto pieno e amaro della vita.

Troppa grazia

* * * - -
(mymonetro: 3,11)
Un film di Gianni Zanasi. Con Alba Rohrwacher, Elio Germano, Giuseppe Battiston, Hadas Yaron, Carlotta Natoli.
continua»

Genere Commedia, - Italia, Spagna, Grecia 2018. Uscita 22/11/2018.

Lazzaro Felice

* * * - -
(mymonetro: 3,14)
Un film di Alice Rohrwacher. Con Adriano Tardiolo, Alba Rohrwacher, Tommaso Ragno, Luca Chikovani, Agnese Graziani.
continua»

Genere Drammatico, - Italia 2018. Uscita 31/05/2018.

I fantasmi d'Ismael

* * - - -
(mymonetro: 2,38)
Un film di Arnaud Desplechin. Con Mathieu Amalric, Marion Cotillard, Charlotte Gainsbourg, Louis Garrel, Alba Rohrwacher.
continua»

Genere Drammatico, - Francia 2017. Uscita 25/04/2018.

Figlia mia

* * * - -
(mymonetro: 3,24)
Un film di Laura Bispuri. Con Valeria Golino, Alba Rohrwacher, Sara Casu, Michele Carboni, Udo Kier
Genere Drammatico, - Italia, Svizzera, Germania 2018. Uscita 22/02/2018.

The Place

* * - - -
(mymonetro: 2,14)
Un film di Paolo Genovese. Con Valerio Mastandrea, Marco Giallini, Alessandro Borghi, Silvio Muccino, Alba Rohrwacher.
continua»

Genere Drammatico, - Italia 2017. Uscita 09/11/2017.
Filmografia di Alba Rohrwacher »

domenica 25 novembre 2018 - Da sempre Gianni Zanasi, con atteggiamento di emiliana surrealt, ha cocciutamente inseguito un cinema di minorit al tempo stesso emozionante e scombinato. Al cinema.

Troppa grazia: un cinema alternativo e autentico come pochi

Roy Menarini cinemanews

Troppa grazia: un cinema alternativo e autentico come pochi Il cinema italiano assediato dalle convenzioni. Sia il cinema di genere sia il cinema d'autore vengono spesso percepiti come stereotipati. Talvolta questo aspetto - non certo un problema recente - stato identificato con la centralizzazione "romana" dei prodotti, e con estetiche (vuoi sociologiche e periferiche, vuoi urbane e borghesi) oleografiche. A questo stato di cose ha reagito una delocalizzazione delle produzioni che, tra anni Novanta e oggi, ha fatto parlare di volta in volta di nuova onda napoletana, cinema pugliese, cinema sardo, friulano e cos via. Un po' i centri di produzione e un po' le film commisison hanno fatto il resto, cercando di spalmare su tutto il territorio nazionale i prodotti cinematografici e di svecchiare l'immaginario romanocentrico con iniezioni di "bio-diversit" cinematografica. Non sempre le cose hanno funzionato, e spesso hanno stupito di pi i film e gli autori che hanno saputo trovare davvero nella provincia un serbatoio poetico alternativo. Tra di loro certamente Gianni Zanasi, modenese, che con atteggiamento di emiliana surrealt ha cocciutamente inseguito un cinema di minorit al tempo stesso emozionante e scombinato, pieno di idee non convenzionali e privo di ambizioni eccessive. Quelli di Zanasi sono sempre piccoli film, anche se uno di essi - Non pensarci - stato persino esteso a serie televisiva. Troppa grazia esprime questa alterit, questo suo posizionamento esterno ai codici del cinema italiano, principalmente attraverso la discontinuit. Autentico come pochi, Zanasi - anche montatore del film, non a caso - possiede come cifra stilistica quella di sabotare ogni equilibrio comodo e rotondo dentro le storie che narra. I suoi racconti per immagini sono fatti di stasi e accelerazioni, euforie e pesantezze, momenti comici e malinconie, montaggi serrati e improvvisi blocchi, come se il primo pericolo fosse la sceneggiatura-standard del cinema italiano, e la permanenza dello stesso mood sentimentale dell'inizio alla fine del film.

venerd 16 novembre 2018 - Un film stra-ordinario in cui si ride molto. Una lettera d'amore e un'ode pagana agli artisti. Recensione di Paola Casella, legge Roberta Azzarone.

Troppa grazia, la video recensione

A cura della redazione cinemanews

Troppa grazia, la video recensione Lucia una geometra nota per la sua pignoleria. Il sindaco del paese le affida un rilevamento su un terreno destinato a diventare un impero immobiliare. Ma su quel terreno Lucia vede la Madonna, che le ordina di costruire una chiesa. Troppa grazia un film stra-ordinario, nel senso che completamente fuori norma: dunque perfetto per raccontare la storia di un incontro paranormale. Alba Rohrwacher, mai cos brava e bella, mette a disposizione corpo, mente e cuore senza mai tirarsi indietro. la sua essenza luminosa a dare a Lucia quella credibilit continuamente sfidata da una trama che spiazza noi come la protagonista. Si ride molto, ma Troppa grazia non soltanto una commedia. una lettera d'amore a chi non si accontenta, in un'epoca in cui accontentarsi sembra un destino inevitabile.In occasione dell'uscita al cinema di Troppa grazia in sala dal 22 novembre, Roberta Azzarone interpreta la recensione di Marzia Gandolfi.

   

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June 2016 | Season 3 Episode 3 Magenta | Principles of Instrumental Analysis, 7th Edition