Tiger Mask W | Cobalah Sayang Berpikir Dewasa | Fredy Peccerelli

Il figlio più piccolo

Film 2010 | Drammatico 100 min.

Regia di Pupi Avati. Un film con Christian De Sica, Laura Morante, Luca Zingaretti, Sydne Rome, Nicola Nocella. Cast completo Genere Drammatico - Italia, 2010, durata 100 minuti. Uscita cinema venerdì 19 febbraio 2010 distribuito da Medusa. - MYmonetro 2,62 su 57 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Il film ha ottenuto 3 candidature e vinto 2 Nastri d'Argento, In Italia al Box Office Il figlio più piccolo ha incassato nelle prime 9 settimane di programmazione 2,1 milioni di euro e 959 mila euro nel primo weekend.

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Consigliato nì!
2,62/5
MYMOVIES 2,75
CRITICA 2,47
PUBBLICO 2,93
CONSIGLIATO SÌ
Il figlio pù piccolo non è un piccolo film!
mercoledì 24 marzo 2010
mercoledì 24 marzo 2010

Descrive la realtà dei nostri tempi, e della nostra Italia in particolare, fotografata in certi ambienti, sporcati, oltre che dalla delinquenza, da grande volgarità e bruttezza dell’anima. Gli attori sono bravissimi e si muovono in un’atmosfera, a tratti inquietante e a tratti struggente, sottolineata da un andamento musicale perfetto per la storia rappresentata. Ho letto varie recensioni e, pur tra gli elogi, mi è parso che alcune voci lamentino che il film avrebbe dovuto essere più ‘di denuncia’, che sia troppo assolutorio. E così 'Il figlio più piccolo' rischia di essere scambiato per un film ‘piccolo’, ma tale non è! Occorre guardarlo con molta attenzione per riuscire ad interpretare come si deve e a comprenderne il senso ultimo. Dal tono volutamente dimesso, quasi con i toni di una ‘commedia all’italiana’, il film rifiuta del tutto la ‘denuncia’, quella spicciola - da quattro soldi – che siamo abituati a fare nelle chiacchere da bar o davanti alla tele accesa, schierandoci per questo o quel partito politico... chiedendoci cosa sia meglio o peggio. Qui siamo in uno spazio più alto, quello del ‘ non giudizio’, quel luogo o ‘Campo’ come lo chiama Rumi, il poeta e mistico sufi, dove si sospende ogni giudizio appunto. Quello stesso ‘Campo’ può corrispondere al ‘Regno dei cieli’ qui sulla terra. A Pupi Avati non interessa ‘la denuncia’. Intuitivamente, con la forza dell’emozione, va verso questo ‘Campo’ su una strada già tracciata da grandi anime. Con la stessa forza dell’emozione indica il cammino, attraverso le soluzioni che sceglie per la sua storia, indicate dalle espressioni e posture dei suoi attori. I protagonisti ‘delinquenti e cattivi’ sono dei perdenti fragili (e quando mai la Forza è personificata dalla delinquenza?) e i ‘buoni’ alla fine vincono, perchè risultano felici (anche se la visione comune li vede come dei ridicoli ingenui). Ci sono, nel film, tanti particolari che indicano la strada per comprendere... gli sguardi persi di Baietti/De Sica, così terribilmente bamboccione fino a quell’ultima scena sul terrazzino di casa, ripreso dal basso, quasi una larva. E l’abbraccio finale tra lui e il professor Bollino “ Abbracciamoci! Sedici anni siamo stati insieme e non ci siamo mai abbracciati... sono stati poi anni belli!” Lo dicono, ma non ci credono neanche loro. E, mentre il professor Bollino narra qualcosa che potrebbe spiegare le origini del perché si è messo dietro a tutto questo, e che poi potrebbe spiegare anche i sandali, il suo essere ipocondriaco, il somatizzare e altro ancora, ecco che Baietti/De Sica non lo ascolta neppure, si addormenta. Uomini che non sono mai diventati uomini. Invece, l’emozione sul volto di Baldo e della madre Fiamma... il loro amare, riaccogliere, nonostante tutto, quel miserabile che è Baietti... bé, non c’è dubbio che sono loro i vincitori morali nella storia, con quel sentimento della ‘compassione’ che a noi pare così ingenuo e fuori moda. Fare una semplice denuncia è oramai un atto di arcaica modalità. Pupi Avati segue un’altra via, indicata da grandi figure spirituali, e ora avallata dalle più attuali conoscenze quantistiche. Il Dalai Lama invita ad una rivoluzione interiore... modificare l’esistente partendo da un proprio cambiamento. Più che l’odio e la rabbia, il sentimento della compassione può modificare, in meglio, la realtà esterna.

Avati apre il suo sguardo e il suo spirito critico verso la decadenza dei nostri costumi.
Recensione di Edoardo Becattini
venerdì 12 febbraio 2010

Luciano Baietti è un piccolo imprenditore scaltro e ambizioso che nel giorno stesso in cui sposa la donna da cui ha avuto due figli, scompare assieme a un eccentrico contabile appena uscito da seminario, portando con sé la proprietà di tutti i beni immobili. Diciotto anni dopo è dirigente della Baietti Enterprise, una delle più importanti società immobiliari del paese, nonché capo di un impero economico costruito su raccomandazioni, ricatti, società fantasma e connivenze politiche. Alla vigilia delle seconde nozze con una ricca romana politicamente in vista, Baietti richiama la prima moglie, che nel frattempo non ha mai smesso di amarlo, e il figlio più piccolo, Baldo, studente dams innamorato di film splatter, per invitarlo ad essere testimone di nozze e nuovo dirigente del suo impero d'affari.
Nonostante l'età, Pupi Avati resta sempre il più fanciullesco, "il figlio più piccolo" nella famiglia degli autori italiani: il più eclettico, il più prolifico, il più sognatore, quello che pare procedere con passo incerto ma spedito, con l'atteggiamento più introverso e col carattere più pacifico. Fra i colleghi della sua generazione, l'unico a non essersi mai realmente interessato a perseguire un progetto di cinema "politico" anche nel momento in cui tutti, non solo Bellocchio e Bertolucci, sposavano la passione artistica con il fermento politico. Partito con horror e commedie grottesche, col tempo il suo sguardo si è rivolto sempre più spesso alla storia e al reale, ma sempre mantenendo un filtro che ne facesse percepire una distanza, di volta in volta nostalgica, onirica, sommessa, inibita.
Il mistero sulla sua agilità giovanile si mantiene anche al suo quarantesimo film. Quel che trova invece conferma, dopo Il papà di Giovanna, è un certo imbarazzo a farsi cantore di storie che vadano oltre l'operetta morale o il romanzo di formazione, quasi che la qualità del suo cinema volesse restare sempre media o "minore" per determinazione.
Nello scontro, per la prima volta cercato e trovato, con la decadenza dei nostri costumi, il principio che Avati mette in gioco è radicale ma interessante: l'Italia si riduce ad un contrasto fra furbetti del quartierino e Candidi sognatori, fra chi ha fatto sì che corruzione, volgarità e impunità diventassero i soli valori e chi ha lasciato passivamente che ciò accadesse, per quieto vivere o perché incapace di comprendere i mutamenti in atto. Ma l'inedito spirito militante e la capacità critica costituiscono solo la tesi, alla quale il regista bolognese pare aderire più per pietà che per rabbia verso i suoi "furbetti", e più con patetica tenerezza che con l'intenzione di scuotere le coscienze dei più ingenui. Non c'è assolutamente niente di sbagliato nel desiderio di salvare dalla vis polemica l'umanità dei suoi personaggi, ma trasformare tutti i comprimari in caratteristi eccentrici e i protagonisti in ometti patetici, serve solo ad edulcorare la forza della sua tesi. Dallo "squalo" della finanza ipocondriaco in sandali da frate Zingaretti alla cantante hippie e polemica Morante, dalla nuova moglie, volgare borghesuccia romana che combatte la partitocrazia della politica con una squadra di tronisti palestrati, fino ai due "piccoli" protagonisti del film, l'imprenditore miserabile De Sica e lo studente sovrappeso Nocella, sono tutti elementi che, presi singolarmente, confermano la bravura di Avati come scrittore inventivo e come "regista di attori".
Ma la realtà attuale italiana rivela una mentalità già da sé così piccola nel suo esibizionismo esasperato, che uno sguardo circoscritto, troppo spesso pacifico e bonario, non incide né su di essa, né tanto meno sulla possibilità di trarre da essa un grande racconto.

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IL FIGLIO PIÙ PICCOLO
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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
mercoledì 24 marzo 2010
Susanna Trippa

Descrive la realtà dei nostri tempi, e della nostra Italia in particolare, fotografata in certi ambienti, sporcati, oltre che dalla delinquenza, da grande volgarità e bruttezza dell’anima. Gli attori sono bravissimi e si muovono in un’atmosfera, a tratti inquietante e a tratti struggente, sottolineata da un andamento musicale perfetto per la storia rappresentata.

martedì 17 agosto 2010
angelo umana

“Se possiamo capirci qualcosa in quello che sta succedendo” dice Laura Morante, nel film madre del figlio più piccolo e più sprovveduto, e moglie di Christian De Sica, mega presidente e A.D. del mega-gruppo Baietti, sprovveduto pure lui e strumento ricattabile del furbo direttore generale Luca Zingaretti e degli altri componenti del consiglio d’amministrazione.

venerdì 5 marzo 2010
alespiri

Pupi Avati è un talento del nostro cinema ed è capace di inventarsi personaggi quasi surreali e cucirli intorno ai suoi interpreti in maniera impeccabile, come un grande maestro di sartoria. Così ha fatto per Albanese e Katia ricciarelli nella splendida "Seconda notte di nozze"; così è stato capace di scoprire talentuosità nascoste in attorucoli persi [...] Vai alla recensione »

mercoledì 24 febbraio 2010
paolinapaperina

Ho avuto la triste iniziativa di portare i figli (3 dai 15 ai 22 anni) a vedere questo film che attendevo da tempo. Troppe aspettative tutte deluse. Non so dire se e' stata maggiore la noia di una trama che non riesci a capire dove voglia andare a parare, o la penosa interpretazione di De Sica, che probabilmente non era ben diretto; Pupi Avati non doveva essere convinto neanche lui di quello [...] Vai alla recensione »

martedì 6 luglio 2010
Vittorio

Film non certo facile e soprattutto non commerciale.... Storia profonda, con un ottimo De Sica che finalmente esce dai panni da comico di serie b per una parte da vero attore!! Film da vedere....

lunedì 1 marzo 2010
Igorb

Tutta la parte relativa al malaffare, purtroppo attualissima, è trattata in modo sciatto e banale (a parte la buona interpretazione di Zingaretti)il resto della storia familiare rasenta il ridicolo. De Sica, anche sforzandosi, non riesce ad uscire dal suo solito eterno ruolo. Non c'è traccia della mano solitamente poetica di Avati,tutto è superficiale e scontato, una grande delusione.

sabato 20 febbraio 2010
Woofer64

Ho riconosciuto la mano di Pupi Avati solo nell'ultima scena. Si tratta di un film molto amaro. Agli appassionati dei film di Pupi Avati mancherà la sua visione un po' sognatrice che permea la sua produzione. Formidabile l'interpretazione di Zingaretti e di De Sica nell'inedito ruolo di cattivi.

domenica 6 giugno 2010
ultimoboyscout

Quando non si dedica a film di infimo livello (vedasi vacanze varie a destra e a manca) dimostra tutta la sua incredibile qualità recitativa da attore vero. E poi Laura Morante si conferma attrice di altissimo livello, ma la grande sopresa è Nicola Nocella all'esordio cinematografico. Davvero bravo, simaptico, convincente, sembra uno scafato e smaliziato.

venerdì 23 aprile 2010
Spike

Il film è fatto dignitosamente (pessimo come capita spesso in italia il doppiaggio fuorisincrono in alcune scene) ma la trama sa di già sentito: nei tg, talk show...non ci offre una nuova visione di fenomeni che in Italia sono esistiti e probabilmente continuano ad esistere. Se il film fosse stato girato quattro/cinque anni fa, prima che scoppiassero i casi Ricucci, Fiorani.

lunedì 15 marzo 2010
Maria F.

E' reso molto bene il purtroppo "sempreverde" mondo dei cinici affaristi, che solitamente come è evidenziato nel film hanno pure la fortuna - di solito - di essere adorati e supportati da una moglie innamorata fino all'inverosimile. La donna pur vivendo in un mondo "mettete dei fiori nei vostri cannoni" non è del tutto ignara di avere accanto un poco di buono ma continua ahimè! ad essere attratta [...] Vai alla recensione »

mercoledì 24 febbraio 2010
luciacinefila

non per ripetermi ma grande........... Zingaretti....e il nostro desica..niente male! certo un film per molti aspetti "semplicistico" quasi retorico..e colmo di una tristezza incommensurabile!!!! comunque da vedere..anche perchè di solito trascuro il cinema italiano...e quindi stavolta volevo potre giudicare di persona!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

domenica 7 marzo 2010
muscolo

film da vedere.

domenica 28 febbraio 2010
checche

Il film ha uno svolgimento lento e prevedibile. La recitazione degli attori è statica e non ispira nessun tipo di sentimento. Non vi è nessun tentativo di approfondire il carattere dei personaggi. Mi sarei decisamente aspettato di più in un film d'autore.

sabato 20 febbraio 2010
Domenico2067

la maniera in cui è stato affrontato il tema mi è sembrata un po' superficiale. il film scivola senza impennate nè è scosso da momenti particolarmente poetici. Si regge su De Sica.

giovedì 25 febbraio 2010
Lalli

nn è male qst nuovo film di Pupi Avati, forse un po' estremizzato ma nn è male. è l' Italia di oggi, d ieri, d domani, le persone di oggi, di ieri, d domani che pur d arrivare in fondo o d salvarsi il culo farebbero d tutto e cm sempre i piu buoni o i piu ingenui sono quelli che c rimettono. il figlio più piccolo è di un'ingenuità e di una bontà sconcertante(forse troppo) così come la madre.

lunedì 22 febbraio 2010
giulio sperelli tosi

Ottimo cast degli attori principali, il resto è tutta una farsa di comparse prestate dalla televisione, ad auspicare un risultato degno della miglior fiction. La verità è che non assomiglia neanche alla più mediocre. Bravi Zingaretti, Morante, De Sica. Mal girato, Mal montato, noioso, banale, scontato. L'utopia finale è degna del mondo dei balocchi. Italia amore mio.

sabato 20 febbraio 2010
beppe's

Deludente, mi aspettavo di più, brava la Morante e Zingaretti. La storia è inverosimile, a tratti noiosa. Il tema della corruzione e dei malaffari è tuttavia molto attuale

venerdì 19 febbraio 2010
MART4

era da tanto che non mi addormentavo al cinema......  lentissimo...                                                         &n [...] Vai alla recensione »

mercoledì 23 novembre 2011
Filippo Catani

Un giovane imprenditore senza scrupoli sposa una giovane e ingenua ragazza che abbandonerà subito dopo il matrimonio insieme ai figli per dedicarsi a sempre nuove spericolate avventure finanziarie con al seguito un fido amico forse più squalo di lui. Dopo quasi vent'anni l'uomo si farà di nuovo vivo con la famiglia in quanto sia l'azienda da lui presieduta che il nuovo [...] Vai alla recensione »

domenica 28 febbraio 2010
voilà

Christian De Sica sveste finalmente i panni del solito personaggio che propone ogni anno e pur interpretando un altro mascalzone cambia decisamente struttura narrativa in favore di una recitazione più posata e meno leggera, tutto questo grazie a Pupi Avati che riesce sempre a tirare fuori da un attore comico una grande recitazione drammatica

lunedì 22 febbraio 2010
nappa73

Film molto amaro che però ha il pregio di mostrare un De Sica diverso dal solito attore da cinepanettone.Ottimo come sempre Zingaretti e complessivamente da promuovere il film anche se sicuramente non si tratta del miglior film di Pupi Avati.

giovedì 14 marzo 2013
De sica 98

 Un uomo accecato daggli affari, che non  vede quanto valga di più l'amore della suna famiglia.... Ma arrivo il fallimento anche per lui e così  si accorse di aver un figlio che le chiedeve di essere amato, e  una  moglie che voleva passare la vita con lui.... Il dramma di una famiglia che come un puzle era incompleta , con un tassello mancante, poi completato [...] Vai alla recensione »

domenica 16 settembre 2012
annarella06

Christian De Sica come non l'avevo mai visto. Prima di questo film non lo apprezzavo come attore. Ora la penso diversamente, perchè la sua grandissima interpretazione, nel ruolo del padre, mi ha molto emozionata.   Anche il resto del cast ha offerto una interpretazione eccellente, in particolare l’attore che interpreta il figlio più piccolo.

martedì 23 marzo 2010
Maria F.

Chiedo scusa,desidero solo avere un'informazione in merito alla mia recenzione del 15.3 u.s. Il commento è stato da voi accettato ma non è stato mai votato. Beninteso, se non è piaciuto mi sta bene , ma vorrei che mi confermaste che non c'è nessun inghippo - per così dire - di percorso. Resto in attesa di Vostra gentile e sollecita risposta.

sabato 27 febbraio 2010
Maria

si ha la sensazione, nella prima parte del primo tempo, di un film di denuncia, carico di tensione e quasi cinico, invece tutto si perde in una melassa appena appena più dignitosa di una soap opera, e nella solita superficialità di Avati nel trattare questi temi. Gli riconosco una grande abilità tecnica ma i suoi film - ad eccezione di Regalo di Natale e forse Il cuore altrove - non mi convincono [...] Vai alla recensione »

lunedì 22 febbraio 2010
paolosesto

Si, mi aspettavo un gran De Sica & Morante, ma credo che il figlio, come attore non protagonista sia la sorpresa migliore di un film poco sviluppato, buttato lì sperando che il pubblica potesse apprezzare; Zingaretti e Battista ottimi, ma il resto è mediocre.

sabato 20 febbraio 2010
claudiorec

Il film scivola via fluidissimo, grazie anche a perfette collocazioni degli attori: bravissimo Nocello, ottimo De Sica, sopre le righe Morante e Zingaretti! Che altro dire, un applauso anche al regista! Consigliato

sabato 24 marzo 2012
Laerte

Pupi Avati è sicuramente un regista di talento. Molti sono gli spunti interessanti, e ottima l'idea di partenza. La figura di un padre (De Sica) che per interessi abbandona moglie (Morante) e figli, la politica italiana fatta di sotterfugi, e il momento in cui il padre/politico avrà bisogno della sua ex-famiglia per salvare il suo fragile impero.

venerdì 26 febbraio 2010
solaris

Il sogno di questo padre sgangherato era solo quello di fare soldi... Il sogmo del figlio è una assurda trama di film che non si capisce dove voglia portare, cosa voglia trasmettere... La madre vive nei sogni... In realtà non credo che lo spettatore sia molto coinvolto da questa trama, che poteva essere sviluppata in modo ben diverso. Si salva solo l'interpretazione del giovane attore e anche De Sica [...] Vai alla recensione »

domenica 21 febbraio 2010
iltex74

Come ci ha sempre abituati, Pupi Avati racconta le storie semplici rendendole ricche e degne di essere raccontate. Questa ne è l'ennesima conferma, dopo lo scivolone, un pò distratto, dell'ultimo "Gli amici del Bar Margherita". Bravo. Era da mesi che non uscivo da una sala e mi ritrovavo soddisfatto del film appena visto.

domenica 21 febbraio 2010
marezia

Pellicola che riscatta De Sica da tanti, TROPPI ruoli di una comicità indecente. Veramente BRAVISSIMO, come BRAVISSIMO è il figlio più piccolo, un Nicola Nocella di una tenerezza disarmante. Il trailer mi aveva fatta pensare immediatamente a "La seconda notte di nozze", vero CAPOLAVORO seguito da prodotti più o meno riusciti che mi avevano a volte annoiata, a volte innervosita e in effetti non mi sbagliavo. [...] Vai alla recensione »

sabato 20 febbraio 2010
lucamilanista

nn è affatto bello noioso e monotono

mercoledì 23 giugno 2010
marezia

Nastroooooooooooooooooooooo

sabato 20 febbraio 2010
melania

Il film é bello ma ti lascia l'amaro in bocca.La protagonista ricorda il libro "donne che amano troppo",bravi gli attori,un film da vedere ma preparatevi...è estremamente cinico.

mercoledì 17 febbraio 2010
martalari

Christian De Sica nel film "IL FIGLIO PIU' PICCOLO"è spietatissimo e cinico uomo d'affari che con il suo fedele "Zingaretti" riesce a scalare l'impero economico, ma appena arrivano le prime difficoltà gli viene proposta una via di uscita: intestare tutto ad uno dei figli che ha "abbandonato" insieme alla ex moglie (Laura Morante) che ancora lo ama, nonostante il suo menefreghismo Il film sale [...] Vai alla recensione »

giovedì 8 ottobre 2009
Giorgio

Per chi usa denigrare i cnepanettoni, vorrei rimarcare che Christian partecipa anche a film di livello e che ha delle qualità notevoli come attore a tutto campo. Se poi il grande pubblico lo preferisce in ruoli da cinepanettoni lui non ne ha certo colpa, e poi non penso che sia un demerito.Ricordo che i grandi attori come Sordi, Gassman, Tognazzi e altri passavano disinvoltamente e con successo dal [...] Vai alla recensione »

mercoledì 19 agosto 2009
silvio de meo

Un uomo amorale per salvarsi dal fallimento, cade negli artigli di un commercialista e finisce per ingannare sua moglie e suo figlio.Speranzoso di vedere un cast diretto come al solito in un modo magistrale....silvio de meo

martedì 21 luglio 2009
silvio de meo

Carissimi ,mi chiamo Silvio de Meo,sono un attore di teatro la mia piazza principale è Milano;Ho partecipato al film:"Il figlio più piccolo"di Pupi Avati.Ho avuto modo di conoscere i fratelli Avati e li ringrazio per l'opportunita' datami;anche se la parte èstata piccola ne sono felice ugualmente.....spero questo abbia creato un precedente!!!Chissà!Baci a tutti: Silvio de Meo

venerdì 12 marzo 2010
hanami

I film di Avati sono quasi tutti mediamente gradevoli. Questo no. Forse la trama poco intrigante e bislacca, forse i personaggi mal riusciti e mal interpretati : la Morante piuttosto che scemetta sembra proprio cretina, da DeSica ci si aspetta ogni attimo la battuta triviale, Nocella sembra chiedersi :che ci faccio io qui ? Sydne Rome lasciamo perdere, Zingaretti oppure il fratello disgraziato di [...] Vai alla recensione »

venerdì 15 ottobre 2010
paride86

Non mancano momenti interessanti o riferimenti alla società italiana di oggi, eppure "Il figlio più piccolo" è un film abbastanza scialbo e insapore. De Sica e Morante sopra le righe - e non è un complimento.

lunedì 22 febbraio 2010
pipay

Ottimo film. Uno dei migliori di Pupi Avati. Ricco di contenuti, attualissimo, pieno di ritmo. La storia non è del tutto credibile, ma la sceneggiatura tuttavia è ben studiata, brillante, riuscita. Notevole l'interpretazione di De Sica, in un ruolo drammatico che gli è perfettamente congeniale. Molto disinvolto, come al solito, Luca Zingaretti. Maurizio Battista perfetto nella parte dell'autista tuttofare. [...] Vai alla recensione »

domenica 31 ottobre 2010
francescol82

De Sica sembrava proprio un pesce fuor d'acqua nell'interpretare un ruolo che non fosse il suo solito dei cinepanettone. Per il resto niente da dire,  il film è piacevole.

lunedì 1 marzo 2010
giofredo'

Ritengo di non conoscere, neanche lontanamente, l' attivita' artistica di Pupi Avati,ma il film in se per se,tema compreso, non ha evidenziato niente che ti potesse colpire. Anzi, alcune immaggini, se pur brevi,si sono rilevate pure fuori fuoco, non da confonfersi con la " messa a fuoco differenziata " che tecnicamente è ben lontana da considerarsi come una stonatura, o cio'che ho considerato tale [...] Vai alla recensione »

FOCUS
INCONTRI
martedì 9 febbraio 2010
Edoardo Becattini

Il candido stacanovista A poco più di settant'anni, Pupi Avati procede a quei ritmi produttivi serratissimi cui solo i grandi vecchi del cinema paiono adeguarsi. Come Woody Allen, Clint Eastwood o Manoel De Oliveira, Avati gira in media più di un film all'anno, accompagnando da qualche tempo l'uscita di ognuno di questi con un romanzo tradotto dalla relativa sceneggiatura. Forse uno dei motivi di tanta prolificità sta nelle dimensioni del suo cinema, “piccolo” quasi per definizione.

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Federico Pontiggia
Il Fatto Quotidiano

Dopo La cena per farli conoscere e Il papà di Giovanna, Pupi Avati conclude una"ideale trilogia sui padri" con Il figlio più piccolo. Interpretato da Christian De Sica, che molla moglie e due figli per costruire un impero economico da furbetto del quartierino, Luca Zingaretti, il suo "angelo custode" commercialista, Laura Morante, consorte fanée e innamorata, e l'esordiente Nicola Nocella, il figlio [...] Vai alla recensione »

Natalia Aspesi
La Repubblica

Il figlio più piccolo, nuovo film di Pupi Avati, è atteso soprattutto per la presenza di Christian De Sica in un ruolo se non drammatico, per lo meno serio. Domanda: il re degli amatissimi cinepanettoni, il divo dei fortunati cineNatali di Neri Parenti, il comico del cinetrash italiano sempre a lamentarsi di non veder riconosciuto il suo sommo valore (Charlie Chaplin, Woody Allen, Vittorio De Sica?), [...] Vai alla recensione »

Valerio Caprara
Il Mattino

Con quasi quaranta titoli in filmografia Pupi Avati si conferma un vero storyteller, un narratore di storie in grado di dialogare con ogni tipo di pubblico e di variare a suo piacimento i toni mantenendo stabile e affidabile il quadro drammaturgico prescelto. Tanto è vero che, per certi versi, la serie infinita di situazioni e temi esplorati nei singoli film possono apparire, nella memoria dello spettatore [...] Vai alla recensione »

Gian Luigi Rondi
Il Tempo

Pupi Avati e la famiglia. Se n'è occupato varie volte nel corso della sua felice, quarantennale carriera. Di recente, ne «La cena per farli conoscere», cronaca semiseria ma finissima di tre figlie, nate ciascuna da una madre diversa, che si impegnano a risolvere i problemi di un padre, attore televisivo di scarso successo, arrivato a tentare il suicidio dopo un intervento di plastica facciale mal riuscito. [...] Vai alla recensione »

Luigi Paini
Il Sole-24 Ore

Pupi Avati da Bologna. Professione: congegnatore di storie. E ancora: osservatore del mondo, fustigatore dei vizi, ritrattista di brutti ceffi e piccoli, ingenui, dolcissimi idioti. Come la "scemina" (la sempre bellissima Laura Morante), innamorata per tutta la vita di un losco figuro che sembra uscito, pari pari, dalle peggiori intercettazioni pubblicate sui giornali di questi giorni.

Boris Sollazzo
Liberazione

Pupi Avatar. Una battutaccia felice - creazione del vignettista Emiliano Carli - che girava qualche tempo fa su internet e che fotografa molto bene il regista più prolifico di casa nostra. Già, perchè ormai solo Moccia può minacciare i ritmi del cineasta bolognese, che viaggia sulla media di un paio di film l'anno, con alterne fortune e incassi comunque niente male.

Paola Casella
Europa

Che peccato, affrontare un soggetto così nell'Italia di oggi e sperperarlo in una commedia così così che non affonda mai il colpo e si perde in macchiette improbabili! Il nuovo film di Avati parte da due "furbetti del quartierino" (De Sica al suo primo ruolo drammatico e Zingaretti), di quelli che stanno al centro delle nostre cronache, e che andrebbero raccontati coraggiosamente come perdenti tout [...] Vai alla recensione »

Lietta Tornabuoni
La Stampa

Un uomo appare sul portone del convento, in abito non fratesco ma con i piedi nudi nei sandali. Dice con calma al suo accompagnatore una frase terribile: «Ormai è troppo tardi per tutto», e sembra un anticipato giudizio sulla storia del film e del Paese. L'uomo è Luca Zingaretti, che ne Il figlio più piccolo di Pupi Avati offre una eccellente prova d'attore: gli basta un paio di baffi per cancellare [...] Vai alla recensione »

Alessio Guzzano
City

C'è sempre un ricordo a cui è ancorata una vita, nei film di Pupi Avati. La vita di un perdente, di uno sfigato, di un illuso, di un «diverso come sono diversi quelli che sono diversi». Qui è il secondogenito di un imprenditore mascalzone che lo abbandonò col fratello e la madre picchiatella: una struggente Laura Morante sposa gabbata. Quando il padre lo cerca dopo 20 anni per intestargli società fraudolent [...] Vai alla recensione »

Silvio Danese
Quotidiano Nazionale

Spiazzante, non conciliato, il nuovo Avati irrompe nel paesaggio italico della finanza criminale, al suo livello più "domestico" e approssimativo, cioè crudele e nichilista, i soliti ignoti di un mondo che ha ribaltato il sogno liberatorio del colpo grosso nell'incubo quotidiano dell'apparenza, dietro cui non c'è niente. Nel 1992, incipit di Tangentopoli, un ex seminarista economo si associa a un piccolo [...] Vai alla recensione »

Maurizio Cabona
Il Giornale

Il consueto alter ego cinematografico di Pupi Avati è trascurato dalle ragazze e dalle donne, infatti è tanto sensibile quanto sgraziato. È così anche il personaggio interpretato da Nicola Nocella nel Figlio più piccolo, che, oltre a non piacere alle ragazze (salvo una proiezionista, incarnazione del cinema, passatempo per solitari), ha una madre (Laura Morante) sempre invaghita, dopo vent'anni, di [...] Vai alla recensione »

Paul Bompard
Times Higher Education

Un "furbetto del quartierino", cinico e volgare, costruisce un impero finanziario, ma quando teme di finire in prigione riprende contatto con il figlio avuto dal primo matrimonio per donargli tutti i suoi beni, debiti compresi, sperando di sfuggire alla giustizia. L'idea non è male, ma il risultato è un concentrato di tutto ciò che c'è di più banale nel cinema mainstream italiano.

Roberto Nepoti
La Repubblica

Il figlio più piccolo Regia di Pupi Avati. Con C. De Sica, L. Zingaretti La storia, tratta dall' omonino romanzo (Garzanti) di Avati, comincia con la cacciata dal convento di padre Sergio, per la sua attività di consulente finanziario: tornato nel mondo, diventerà l' anima nera di Christian De Sica (Luciano), finalmente in un ruolo serio e senza il suo sorrisone e il linguaggio-barzelletta.

Fabio Ferzetti
Il Messaggero

Avevamo lasciato Avati intenerito dai suoi ricordi bolognesi di gioventù, reinventati con goliardico brio e qualche nota acida ne Gli amici del Bar Margherita. Lo ritroviamo indignato, anzi inferocito in un film dove tutto è lugubre, squallido, senza speranza, sia per quanto racconta che per il tono con cui lo racconta. Con una coesione così inestricabile fra i personaggi messi in scena e lo sguardo [...] Vai alla recensione »

Arianna Finos
Il Venerdì di Repubblica

Dopo una teoria di mogli nevrotiche e recriminanti, Laura Morante disegna per Pupi Avati una ex consorte morbida, passiva, perfino naif. In Il figlio più piccolo (in sala da oggi), il regista bolognese racconta l'Italia dei furbetti del quartierino attraverso le vicende di un faccendiere, evasore fiscale, corruttore, padre degenere, incarnato da Christian De Sica, ottimo nel suo primo ruolo drammatico. [...] Vai alla recensione »

NEWS
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domenica 20 giugno 2010
 

L'anno degli ex aequo Paolo Virzì e Ferzan Ozpetek hanno fatto incetta di premi alla 64° edizione dei nastri d'Argento con cinque premi a testa. Mine vaganti ha trionfato nelle categorie miglior commedia, attore non protagonista (Ennio Fantastichini, [...]

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martedì 30 giugno 2009
Edoardo Becattini

Speranze veneziane A un anno di distanza dalle celebrazioni per i suoi tre lustri come società di produzione e distribuzione, Medusa ha annunciato i titoli che costituiranno la sua prossima stagione cinematografica e svelato alcune anticipazioni dei [...]

winner
miglior attore
Nastri d'Argento
2010
winner
miglior attore non protag.
Nastri d'Argento
2010
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