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The Wife - Vivere nell'ombra

Film 2017 | Drammatico +13 100 min.

Titolo originaleThe Wife
Anno2017
GenereDrammatico
ProduzioneUSA, Svezia, Gran Bretagna
Durata100 minuti
Al cinema162 sale cinematografiche
Regia diBjörn Runge
AttoriGlenn Close, Jonathan Pryce, Christian Slater, Max Irons, Harry Lloyd, Annie Starke Logan Lerman, Alix Wilton Regan, Catharina Christie, Karin Franz Körlof.
Uscitagiovedì 4 ottobre 2018
TagDa vedere 2017
DistribuzioneVidea
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 3,30 su 18 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Björn Runge. Un film Da vedere 2017 con Glenn Close, Jonathan Pryce, Christian Slater, Max Irons, Harry Lloyd, Annie Starke. Cast completo Titolo originale: The Wife. Genere Drammatico - USA, Svezia, Gran Bretagna, 2017, durata 100 minuti. Uscita cinema giovedì 4 ottobre 2018 distribuito da Videa. Oggi tra i film al cinema in 162 sale cinematografiche Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,30 su 18 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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La relazione di una coppia sposata va in pezzi durante un viaggio per partecipare alla cerimonia del Premio Nobel a Stoccolma. The Wife - Vivere nell'ombra è 10° in classifica al Box Office, ieri ha incassato € 14.712,00 e registrato 2.820 presenze.

Consigliato sì!
3,30/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 3,33
PUBBLICO 3,57
CONSIGLIATO SÌ
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Una coppia di grandissimi attori duetta e duella sul tema di ragione e sentimento, ambizione e compromesso, matrimonio e realizzazione di sé.
Recensione di Marianna Cappi
lunedì 1 ottobre 2018
Recensione di Marianna Cappi
lunedì 1 ottobre 2018

Joe Castleman e la moglie Joan vengono svegliati all'alba da una telefonata proveniente dall'Europa. È la notizia che Joe ha vinto il premio Nobel per la letteratura. Mentre si prepara e poi ha luogo il loro soggiorno a Stoccolma in vista della premiazione, Joan ripensa ai quarant'anni passati al fianco del marito, al patto segreto su cui si è basato il loro matrimonio, al sacrificio lungo una vita della sua più grande ambizione. Qualcosa in lei matura. Un punto di rottura.

Jane Anderson, la sceneggiatrice di Olive Kitteridge, rilegge il romanzo di Meg Wolitzer su una donna devota e elegante, che dalla fama del marito ha ottenuto di poter vivere come desiderava, pagando per questo un prezzo che è andato aumentando senza pietà.

Il prezzo da pagare era sapere che era lei ad avere un dono, ma lui ad avere la capacità di farlo fruttare, oltre che l'accesso ad una scena professionale spiccatamente più ben disposta verso gli autori uomini.

La trasformazione del non meglio specificato premio finlandese del romanzo nel massimo dei riconoscimenti, il Nobel, non solo alza in maniera spettacolare la posta in gioco, ma permette anche una divertente incursione dietro le quinte del protocollo svedese e nelle stranezze del contesto della cerimonia; quinte dietro le quali s'insinua anche uno dei personaggi chiave del film, il giornalista Nathaniel Bone, che segna il gradito ritorno sullo schermo di Christian Slater.

Il regista Björn Runge mette la sua esperienza teatrale e il suo gusto per il dettaglio al servizio di una coppia di attori di enorme talento, capaci di inscenare un'intimità lunga decenni e di vampirizzarsi a vicenda a piccoli morsi, in una perfetta allegoria della relazione matrimoniale, dei compromessi che domanda e della dinamica duale che la contraddistingue, così che la ragione e il torto non sono mai limpidamente attribuibili, colpe e meriti non sono mai solo dell'uno o dell'altro, ma cause ed effetti della relazione stessa.

Glenn Close è The Wife, credibile fin nel più piccolo gesto, ma è forse Jonathan Pryce a vestire la parte più difficile e dolorosa, quella di un uomo celebrato come un dio in terra e terrorizzato dalla propria mediocrità, mentre le loro controparti più giovani, all'opera nei flashback anni Cinquanta, non sono che pallide presenze al loro confronto. Eppure la vera protagonista del film, perfino ingombrante, è la sceneggiatura, modulata su dialoghi ben calibrati ("I am a king maker") e sulle loro eloquenti variazioni (dal giovanile entusiasmo di "We're getting published!" al senile trasparire dell'ego in "I won the Nobel!", che il regista incastona nella ripetizione della stessa scena).

L'approssimarsi del finale obbliga ad una soluzione un duetto/duello che fuori di finzione probabilmente non la troverebbe mai.

Sei d'accordo con Marianna Cappi?
PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
martedì 9 ottobre 2018
samanta

The Wife (La moglie titolo migliore di Una vita in ombra) è un film di coproduzione USA, UK e Svezia diretto da Bjorn Runge regista svedese con un discretto curriculum di film prevalentemente circoscritto alla cinematografia svedese. Trama [Spoiler]: Joe Castleman (Jonathan Price) scrittore di successo e sua moglie Joan (Glenn Close), in un mattino del 1992 nella loro casa nel Connecticut [...] Vai alla recensione »

venerdì 12 ottobre 2018
Flyanto

 Già dal titolo, “The Wife – Vivere nell’Ombra”, si intuisce che in quest’opera cinematografica diretta dal regista svedese Biorn Runge, il personaggio principale della storia è costituito dalla figura femminile di una coppia e, più precisamente, dalla moglie di un noto scrittore americano che sta per essere insignito a Stoccolma del prestigioso [...] Vai alla recensione »

giovedì 11 ottobre 2018
Valter Chiappa

Su cosa si fonda un matrimonio? Quali compromessi, quanti arretramenti? Non fatevi ingannare dalla (come al solito) arbitraria traduzione del titolo, che, superflua, accompagna quello originario; men meno dal banale luogo comune in locandina “dietro ogni grande uomo c’è sempre una grande donna”. Nella sceneggiatura di “The Wife” c’è molto altro.

giovedì 11 ottobre 2018
Vittorio

Nell’autocostrizione che un amore creduto immenso rende vittima una moglie, scrittrice, sicura guida letteraria di uno scrittore , l’eccellente Jonathan Price, grande di nome , ma confinato ,altrimenti,in ambiti di aurea mediocrità , l’assegnazione a lui del Premio Nobel per la letteratura scoperchia , tramite la romanzesca, poco giustificata ma fondamentale ai fini del compiersi [...] Vai alla recensione »

sabato 6 ottobre 2018
Maurizio.Meres

Questo film tratto da un romanzo scritto da un Americana Meg Wolitzer rispecchia in pieno la fase culminate della crisi esistenziale di una coppia vissuta nella reciproca falsità verso tutti,soprattutto da parte di lei Joan vera e propria ispiratrice e soprattutto interprete materiale di tutto il lavoro letterario del marito Joe,vissuta nell'ombra senza mai chiedere, un amore quasi divino [...] Vai alla recensione »

venerdì 5 ottobre 2018
vanessa zarastro

Molte sono le donne messe in ombra dai mariti ingombranti e famosi. Troppe, è quindi importante parlarne. Ambientato negli anni Novanta, “The wife – vivere nell’ombra” è un adattamento del romanzo di Meg Wolitzer, scrittrice newyorkese. Negli Stati Uniti il senso della coppia è molto forte, molto sentito, e spesso gli uomini devono tutto alla propria moglie. [...] Vai alla recensione »

domenica 7 ottobre 2018
fabio rugge

Ok. Ottima prova di attori (protagonisti) e regista. Ma la storia si reggebbe meglio (non ho detto bene) se adattata al teatro e spostata di qualche decennio all'indietro. Per carità, non c'è bisogno di risailre tanto nel tempo per trovare storie di talento femminile negato. Ma, insomma, la sarda Grazia Deledda ha pur vinto il Nobel nel 1926.

mercoledì 10 ottobre 2018
Flaw54

Un lavoro chiaramente teatrale, ottimamamente recitato dai due protagonisti. Eccessivamente lento e monotono nella prima parte si riscatta nel finale grazie ai dialoghi-scontro sempre più taglienti tra Pryce e l a Close. Il Nobel però sembra portare sfortuna per lo meno a livello cinematografico

martedì 9 ottobre 2018
Eccome!

Bel film, recitato benissimo. Non si riesce a staccare gli occhi da Glenn Close. 

Frasi
...Carolina...La ex moglie di Jo la perdona...anzi..La ringrazia per averglielo levato di torno...
Nathaniel Bone (Christian Slater)
dal film The Wife - Vivere nell'ombra - a cura di marta75
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
mercoledì 26 settembre 2018
Natalia Aspesi
La Repubblica

Scene da un matrimonio, del tipo finché morte non ci separi. Oppure no? The wife - Vivere nell'ombra è uno di quei bei film di una volta che poi consentono di discuterne: il consiglio è evitare di vederlo in coppia, soprattutto se matura, perché potrebbe rinfocolare sopiti rancori, meglio tra signore, possibilmente separate, divorziate, al limite anche vedove purché allegre.

giovedì 4 ottobre 2018
Franco Montini
La Repubblica

Scene da un matrimonio in ambito artistico. Lo scrittore Joe Castelman viene insignito del premio Nobel per la letteratura e dagli Usa vola a Stoccolma per ricevere l'ambito riconoscimento. Lo accompagnano la moglie Joan e il figlio. Durante il soggiorno svedese gli equilibri familiari vanno progressivamente in crisi: fra Joe e il figlio, a sua volta aspirante scrittore, i contrasti esplodono violentemente, [...] Vai alla recensione »

domenica 7 ottobre 2018
Roberto Escobar
Il Sole-24 Ore

Io sono una creatrice di re», dice Joan (Glenn Close) a Carl Gustaf di Svezia (Nick Fletcher), dalle cui mani qualche ora prima suo marito Joe (Jonathan Pryce) ha ricevuto il premio Nobel per la letteratura. Ora sono entrambi seduti a tavola con Carl Gustaf che, regalmente gentile, le ha domandato che cosa faccia nella vita. Nella sua risposta c'è il senso di The Wife -Vivere nell'ombra (The Wife, [...] Vai alla recensione »

sabato 6 ottobre 2018
Mariarosa Mancuso
Il Foglio

Scrittori. Fino all'anno scorso, l'inizio di ottobre era tempo di pronostici (quasi sempre sbagliati) e di polemiche (quasi sempre inutili: da quando Philip Roth non è più tra i premiabili, togliamo il "quasi"). A ricordarci che il 2018 è l'anno senza Nobel per la Letteratura - ma l'Accademia di Svezia giura che, smaltito lo scandalo molestie, ne assegnerà due l'anno prossimo - contribuisce questo [...] Vai alla recensione »

venerdì 5 ottobre 2018
Geoffrey MacNab
The Independent

The wife richiede un enorme atto di fede da parte del pubblico. Joan Castleman (Glenn Close) ha rinunciato alle sue ambizioni letterarie per sostenere il marito, in procinto di vincere il Nobel per la letteratura. È difficile immaginare Glenn Close che per tutta la vita sceglie calzini e mutande di chiunque, tanto meno di Joe, un pomposo scrittore tipo Philip Roth, interpretato da Jonathan Pryce.

giovedì 4 ottobre 2018
Claudio Trionfera
Panorama

L'affermazione «dietro un grande uomo c'è sempre una grande donna» è nota. E quasi sempre corretta. Sicché la parte che recita una Glenn Close splendente d'immensità e sprazzi di magnificenza accanto a Jonathan Pryce ne raccoglie l'essenza più manifesta, si direbbe plateale. Lei è Joan, lui Joe. Coppia avanti nell'età, perfetta anche nell'entità combaciante dei nomi.

giovedì 4 ottobre 2018
Francesco Alò
Il Messaggero

È stata la femme fatale più paurosa degli Anni '80 (Attrazione fatale), guru femminista, marchesa manipolatrice, pirata barbuto, elfo, alieno, first lady, travestito e pure Crudelia De Mon nella versione de La carica dei 101. Ora Glenn Close è finalmente pronta per quell'Oscar per Miglior attrice protagonista che non ha mai vinto, nonostante sei candidature in 43 anni di carriera, grazie a The Wife [...] Vai alla recensione »

giovedì 4 ottobre 2018
Beatrice Fiorentino
Il Manifesto

Al titolo originale The Wife, la versione italiana del film di Bjòrn Runge aggiunge una chiosa: vivere nell'ombra. Particolare che allude alla condizione di marginalità del ruolo di moglie devota: compagna fedele, madre premurosa, disposta a sostenere la famiglia in ogni circostanza, ma anche a rimanere un passo indietro e a sobbarcarsi il peso di fatiche quotidiane mentre l'uomo raccoglie il frutto [...] Vai alla recensione »

giovedì 4 ottobre 2018
Maurizio Acerbi
Il Giornale

Bizzarro che nell'anno nel quale non sarà assegnato il Nobel per la Letteratura, per una storia di accuse di molestie sessuali che ha coinvolto anche l'Accademia svedese, esca un film che riguarda proprio l'assegnazione di questo prestigioso premio. Che a qualcuno, alla fine della visione, saprà di già visto, dato che, di recente, due pellicole, precisamente «Big Eyes» di Tim Burton e, soprattutto, [...] Vai alla recensione »

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