Cosa dirà la gente

Film 2017 | Drammatico +13 106 min.

Anno2017
GenereDrammatico
ProduzioneNorvegia, Germania, Svezia
Durata106 minuti
Al cinema1 sala cinematografica
Regia diIram Haq
AttoriMaria Mozhdah, Adil Hussain, Ekavali Khanna, Rohit Saraf, Ali Arfan, Sheeba Chaddha Lalit Parimoo, Nokokure Dahl, Isak Lie Harr, Maria Bock.
Uscitagiovedì 3 maggio 2018
TagDa vedere 2017
DistribuzioneLucky Red
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 3,55 su 15 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Iram Haq. Un film Da vedere 2017 con Maria Mozhdah, Adil Hussain, Ekavali Khanna, Rohit Saraf, Ali Arfan, Sheeba Chaddha. Cast completo Genere Drammatico - Norvegia, Germania, Svezia, 2017, durata 106 minuti. Uscita cinema giovedì 3 maggio 2018 distribuito da Lucky Red. Oggi tra i film al cinema in 1 sala cinematografica Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,55 su 15 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Un coming-of-age che difende l'emancipazione della donna nella cultura pachistana. In Italia al Box Office Cosa dirà la gente ha incassato 231 mila euro .

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Consigliato sì!
3,55/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA 3,50
PUBBLICO 3,66
CONSIGLIATO SÌ
Quando il conformismo sociale detta l'agenda dei comportamenti nella comunità di immigrati pakistani.
Recensione di Giancarlo Zappoli
domenica 22 aprile 2018
Recensione di Giancarlo Zappoli
domenica 22 aprile 2018

Oslo. Nisha ha sedici anni e una doppia vita. In famiglia è una perfetta figlia di pachistani. Fuori casa è una normale ragazza norvegese. Quando però il padre la sorprende in casa di notte in compagnia del suo ragazzo i genitori e il fratello si organizzano per portarla, contro la sua volontà, in Pakistan affidandola a una zia. In un Paese che non ha mai conosciuto Nisha è costretta ad adattarsi alla cultura da cui provengono suo padre e sua madre.
Ci sono due modi per avvicinarsi a questo film. Uno è sbagliato e l'altro è corretto. Quello sbagliato potrebbe leggerlo come l'ennesimo attacco contro chi ha una cultura diversa finalizzato a sottolinearne solo i tratti più che negativi.

Quello corretto trae origine dal sapere che la regista (nata nel 1976) all'età di 14 anni è stata rapita dai suoi familiari e lasciata in Pakistan per un anno mezzo solo perché aveva soprattutto amici norvegesi e non voleva piegarsi all'idea di non potersi comportare come loro.

È quindi uno sguardo dall'interno quello che Iram Haq ci offre grazie anche a un'ottima interprete come l'esordiente (sul grande schermo) Maria Mozhdah nel cui sguardo si può leggere una vasta gamma di sentimenti che vanno dalla felicità alla disperazione più profonda. Al centro del film c'è il rapporto tra una figlia e un padre convinto (insieme a una madre che lo sostiene) di agire 'per il suo bene'. Ciò che però maggiormente colpisce e fa riflettere è un elemento che ha le caratteristiche dell'originalità in una vicenda come questa. Quello che accade a Nisha non trae origine da un fondamentalismo religioso. Arrivata in Pakistan la ragazza dirà di non voler pregare e questo ci fa comprendere che non lo faceva neanche in Norvegia.

Quindi ciò che la famiglia pretende da lei non è legato a motivazioni di fede ma, e forse è ancora peggio, a ciò che il titolo del film esplicita: quello che dirà la gente. È il conformismo sociale a dettare l'agenda dei comportamenti nella comunità di immigrati pakistani ed è ad esso che il padre sente il dovere di aderire rischiando di giungere anche a situazioni estreme. La regista precisa che non tutto quello che accade a Nisha è successo anche a lei ma la cronaca ogni tanto ci ricorda che episodi simili accadono e non hanno quasi mai un lieto fine. Il fatto che sia finalmente una donna che li trasforma in cinema ci dice anche che qualcosa sta finalmente cambiando. Ci vorrà tempo ma per tutte le Nisha, nonostante ciò che ci racconta la cronaca, c'è una speranza.

VIDEO RECENSIONE
COSA DIRÀ LA GENTE
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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
giovedì 3 maggio 2018
vanessa zarastro

“What Will People Say” – titolo originale - mostra l’educazione repressiva all’interno di una famiglia pakistana emigrata in Norvegia ai tempi d’oggi. Nisha (una bravissima ed emergente Maria Mozhdah) è una sedicenne che vive a Oslo che, come i suoi coetanei, studia, ascolta musica, manda messaggini con lo smartphone e si diverte a giocare a pallacanestro [...] Vai alla recensione »

mercoledì 9 maggio 2018
angelo umana

 Un tema facile da capire e chiaramente esposto dalla regista-sceneggiatrice pachistana Iram Haq, che vive all'estero e che ha vissuto direttamente la brutta esperienza della protagonista Nisha (Maria Mozdah) quella di essere riportata in Pakistan dall'”amorevole” padre Mirza (Adil Hussain), dalla Norvegia dove la famiglia vive, ed essere affidata alla nonna e alla zia perché [...] Vai alla recensione »

giovedì 3 maggio 2018
francesca meneghetti

Chi va a vedere, minimamente informato, “Cosa dirà la gente” si aspetta un film problematico, anche drammatico, e attuale. Voglio dire che non ci va per ridere. Se poi legge che “il difficile tema del conflitto interculturale è affrontato evitando la tentazione manichea”, spera che un briciolo di luce illumini le disgrazie umane. Ma il film è come un coltello affondato nella piaga: cupo, angoscioso, [...] Vai alla recensione »

giovedì 27 settembre 2018
gbavila

La banalizzazione è eccesiva e mostra contraddizioni forzate e poco credibili per un contesto familiare che si è consolidato: il lavoro, la scuola, le aspettative miranti, guarda guarda, alla medicina, al successo a tutti i costi. Come possano coesistere con tanta chiusura mentale claustrofobica? Si attinge a fenomeni culturali veri solo in casi di recete inserimento in culture che non [...] Vai alla recensione »

giovedì 10 maggio 2018
Flyanto

"Cosa Dirà la Gente" è il titolo emblematico di questo film che affronta il delicato ed importante tema dell'insediamento culturale da parte di comunità straniere in terre differenti e lontane da quelle di origine. Qui viene presentata la comunità pakistana emigrata in Norvegia, e precisamente ad Oslo, dove le nuove generazioni, come quella della giovane protagonist [...] Vai alla recensione »

mercoledì 9 maggio 2018
cardclau

Secondo film di Iram Haq sull'argomento. Il primo "I am yours", in svedese-norvegese, con sottotitoli in inglese, non è maI arrivato in Italia, me lo son fatto spedire da Amazon.uk. Il ritorno alle tradizioni pachistane è un viaggio liberticida, angoscioso, infernale, in una cultutra dove la donna è fondamentalemente schiava, sempre colpevole di quello che succede [...] Vai alla recensione »

domenica 6 maggio 2018
Maurizio.Meres

Ottima ricostruzione di un dramma realmente accaduto direttamente dalla stessa regista,il cinema tecnicamente parlando lascia la parola ad una difficoltà socioculturale d'integrazione di tutte quelle persone,integralisti Mussulmani con un ottica di assoluta fede Coranica,che pur vivendo in un occidente libero culturalmente ma soprattutto aperto,vive quotidianamente tutte le difficoltà [...] Vai alla recensione »

domenica 4 novembre 2018
astromelia

buon film di denuncia peccato il finale alquanto improbabile....e che stona nel contesto!!!!

mercoledì 5 settembre 2018
barbarap70

Vi consiglio vivamente di andare a vedere questo film per capire il dramma delle seconde generazioni di immigrati in Europa. È un film molto forte, sostanzialmente è la storia vissuta in prima persona dalla regista, mandata dai genitori dalla Norvegia al Pakistan per farla redimere. Un film fatto molto bene, gli occhi dei protagonisti dicono più di 1000 parole.

lunedì 7 maggio 2018
Emanuele 1968

Penso che sia tratto da una storia vera, forse troppe pressioni dal regista, comunque film molto molto bello, voto 4,5

FOCUS
FOCUS
sabato 5 maggio 2018
Roy Menarini

È ormai un genere, il cinema della diaspora. Interroga dal profondo le vicissitudini umane di chi è parte delle gigantesche migrazioni che stanno segnando la storia contemporanea. Questi movimenti di persone e popoli, anche lontanissimi tra di loro (in questo caso pakistani in Norvegia: apparentemente nulla in comune), hanno dunque un impatto decisivo sul cinema, e sul cinema europeo in particolare. In fondo, tra i dati positivi che l'Europa porta in dote c'è anche l'attenzione al cinema d'autore e ai suoi contenuti civili. E se è vero che molte volte il tutto si risolve in opere scolastiche girate con generici sentimenti democratici, è altrettanto indiscutibile che grazie a questa produzione si faccia strada una letteratura per immagini alla situazione odierna, e si dia letteralmente voce a conflitti sociali e personali che vengono vissuti silenziosamente da milioni di persone.

Ecco perché la critica, anche quando ha valutato Cosa dirà la gente non più che un buon film, ha sottolineato l'elemento autobiografico messo in campo dalla regista Iram Haq, che non solo ha vissuto sulla sua pelle gran parte di quello che è stato raccontato ma in questo modo garantisce uno sguardo severo e dall'interno sulle contraddizioni della sua civiltà.

E se già il titolo fa comprendere come la rispettabilità delle prime generazioni di migranti si giochi soprattutto nel solco delle comunità diasporiche, più che nei precetti religiosi (la vergogna è il sentimento più temuto), si guarda in verità alle seconde generazioni e alla liberazione dei costumi che esse rivendicano. Il tema è sentito e attraversa trasversalmente diverse comunità e molti film in questi anni, con protagonisti turchi, libanesi, palestinesi, in Germania, Svezia, Israele e dovunque le fragili democrazie occidentali abbiano cercato (o meno) di integrare i migranti. Nella sequenza in cui i genitori organizzano un incontro via Skype tra la ribelle Nisha e il futuro marito del matrimonio combinato, in un assoluto paradosso tra modernità e tradizione, l'inflessibile mamma ricorda come per la ragazza sia già un privilegio poter vedere in viso il promesso sposo. A lei nemmeno questo era stato concesso. Eppure, l'incontro è possibile solamente grazie alle tecnologie occidentali e ai media digitali, che entrano nelle vite dei migranti come strumenti di connessione e di riduzione della lontananza. Queste forme di resistenza strenua alla modernizzazione, pur usando i mezzi della contemporaneità, sono in verità tipiche del tempo presente ed è ormai da molti anni superata l'illusione di un capitalismo dei servizi in grado di risolvere da solo le arretratezze culturali (o semplicemente le scelte personali e tradizionali alternative) di gran parte del mondo. Certo, per fortuna non tutti i conservatorismi sfociano nella violenza - sebbene Nisha tema di essere uccisa dai suoi stessi cari in almeno due momenti del film - ma la radicalizzazione nasce sempre e comunque dalla chiusura, a dispetto di quanto si possano comunque utilizzare i canali comunicativi del "nemico", magari illudendosi di renderli neutri o di non esserne modificati.

Cosa dirà la gente dunque non è solo l'ennesimo racconto di difficile integrazione o di scioccante consapevolezza di quanto accade in paesi remoti ma anche un'occasione per ripensare il ruolo del cinema nelle contraddizioni del presente. Sarebbe quanto meno ingenuo credere che quel che accade a Nisha (o quanto accaduto alla regista) appartenga solo a quella comunità, e che l'Europa non ne sia toccata che di striscio.

FOCUS
mercoledì 25 aprile 2018
Ilaria Ravarino

Sana Cheema. Iram Haq. Nisha Hussain. Tre donne, tre ragazze con molte cose in comune: una famiglia emigrata dal Pakistan in Europa, la curiosità dell'adolescenza, la voglia di vivere e innamorarsi, la consapevolezza di rappresentare la modernità in un contesto familiare radicato nella tradizione. Due differenze fondamentali. Sana e Iram sono due ragazze "vere", Nisha è il personaggio di un film. Ma soprattutto: Iram è viva. Sana no.

La storia di Sana Cheema, 25enne bresciana di origini pakistane, trovata morta nella regione di Gujrat, sta rimbalzando da qualche giorno sulle pagine dei giornali italiani: immigrata di seconda generazione, impiegata in una scuola guida di Brescia, Sana sarebbe stata uccisa - secondo i media pakistani: le indagini sono in corso - dai suoi stessi familiari, infuriati per il rifiuto della ragazza di sposare un connazionale.

Una storia simile era capitata a Iram Haq, oggi quarantenne, regista al terzo film, autrice di Cosa dirà la gente, in uscita il 3 maggio. Un film che racconta proprio la sua storia, quella di un'adolescente come tante a Oslo, innamorata del suo ragazzo, colta in flagrante dal padre apparentemente progressista. Rapita - in barba ai servizi sociali norvegesi - per mantenere intatta la sua virtù. Portata in Pakistan per una rieducazione forzata. Riuscita, fortunatamente, a salvarsi. Nel film, scritto dopo tanti anni per "trovare il giusto distacco", il suo nome è Nisha Hussein.

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
domenica 6 maggio 2018
Fabio Ferzetti
Il Messaggero

Ci sono film così vicini alle cronache da rischiare di esaurirsi in un banale effetto di rispecchiamento: ecco cosa succede, visto da vicino. Altri invece, più problematici, illuminano ciò che accade in profondità. "Cosa dirà la gente" appartiene alla seconda categoria anche se è così diretto, brutale (e coraggioso) da poter esser preso per un semplice film-denuncia.

giovedì 3 maggio 2018
Alessandra Levantesi
La Stampa

Capita che il cinema precorra i temi dell'attualità, ed è infatti impossibile vedere Cosa dirà la gente senza pensare alla tragedia di Sana, pakistana di Brescia in sospetto di essere stata sgozzata dai familiari per aver abbracciato i valori occidentali. Sullo schermo non si arriva a tanto, ma comunque è una vera e propria forma di violenza quella subita dalla sedicenne Nisha, studentessa di Oslo [...] Vai alla recensione »

giovedì 3 maggio 2018
Alice Sforza
Il Giornale

Nisha è un'adolescente di origine pachistana che vive, a Oslo, con la famiglia, guidata da un padre ligio ai dettami religiosi. Figurarsi quando la scopre, in camera, con il fidanzatino. La ragazza viene spedita in Pakistan, dove dovrà imparare la cultura del suo paese. La voglia di ribellione, però, della giovane si scontra con la rigidità di un padre succubo anche del giudizio della comunità.

venerdì 4 maggio 2018
Allan Hunter
Screen Daily

Il senso dell'onore di una famiglia di origine pachistana che vive in Norvegia esige un prezzo altissimo da una ragazzina ribelle, Nisha, colpevole di comportarsi come i suoi coetanei norvegesi. Una storia provocatoria ed emotivamente coinvolgente è raccontata con sicurezza e maturità dalla regista norvegese di origini pachistane Tram Haq, che per il suo secondo film scava anche nella sua autobiografia. [...] Vai alla recensione »

NEWS
VIDEO RECENSIONE
mercoledì 9 maggio 2018
 

Oslo. Nisha ha 16 anni e una doppia vita: in famiglia è una perfetta figlia di pachistani, fuori casa è una normale ragazza norvegese. Quando il padre la sorprende col suo ragazzo, decide di portarla in Pakistan.

GUARDA L'INIZIO
mercoledì 2 maggio 2018
 

La sedicenne Nisha vive una doppia vita. A casa, in famiglia, è la perfetta figlia pachistana, ma quando esce con gli amici è una normale adolescente norvegese. Quando però il padre sorprende Nisha in intimità col suo ragazzo, i due mondi della ragazza [...]

TRAILER
giovedì 19 aprile 2018
 

La sedicenne Nisha vive una doppia vita. A casa, in famiglia, è la perfetta figlia pachistana, ma quando esce con gli amici è una normale adolescente norvegese. Quando però il padre sorprende Nisha in intimità col suo ragazzo, i due mondi della ragazza [...]

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