A Private War

Film 2018 | Drammatico, Biografico, Drammatico +13 110 min.

Regia di Matthew Heineman. Un film Da vedere 2018 con Rosamund Pike, Jamie Dornan, Tom Hollander, Stanley Tucci, Greg Wise, Faye Marsay. Cast completo Titolo originale: A Private War. Genere Drammatico, Biografico, Drammatico - USA, 2018, durata 110 minuti. Uscita cinema giovedì 22 novembre 2018 distribuito da Notorious Pictures. Oggi tra i film al cinema in 2 sale cinematografiche Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 2,94 su 7 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Tratto dalla vera storia della giornalista di guerra Marie Colvin, rimasta uccisa nel 2012 durante un attacco missilistico in Siria. Il film ha ottenuto 2 candidature a Golden Globes, In Italia al Box Office A Private War ha incassato nelle prime 2 settimane di programmazione 301 mila euro e 208 mila euro nel primo weekend.

Consigliato sì!
2,94/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 2,88
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO SÌ
Il coraggio di Marie Colvin in un biopic che si interroga sul mestiere del reporter, sul senso ultimo di documentare la sofferenza.
Recensione di Marianna Cappi
venerdì 26 ottobre 2018
Recensione di Marianna Cappi
venerdì 26 ottobre 2018

Marie Colvin è stata reporter di guerra per il Sunday Times dal 1985 fino alla sua morte, a Homs, nel 2012. Bella e talentuosa, ha vinto numerosi premi, convinto Arafat a raccontarle la sua vita e Gheddafi a farsi intervistare ben due volte. In Sri Lanka aveva perso un occhio e guadagnato un coraggio da pirata. Era stata a Timor Est, in Cecenia, in Iraq, Afghanistan, Libia. Con il fotografo freelance Paul Conroy aveva stretto un sodalizio professionale che durò fino alla fine.

Ispirato all'articolo di Marie Brenner per Vanity Fair, A Private War è un prodotto classico su una donna che di tipico non aveva nulla e alla quale Rosamund Pike dà corpo con una performance quasi violenta, forse persino esagerata, ma che trasuda passione e ossessione: esattamente le forze che hanno spinto Marie Colvin a fare tutto quello che ha fatto.

Il regista americano Matthew Heineman aveva davanti due sfide: passare dal documentario al film di finzione, e lo ha fatto restando in un territorio in cui le immagini della realtà respirano continuamente sottotraccia e la documentazione è nella materia stessa del racconto, e, in secondo luogo, raccontare non uno ma diversi scenari di guerra, nei quali il suo paese, col suo esercito e la sua copertura mediatica, è stato drammaticamente coinvolto, per non dire corresponsabile.

Heineman decide di vedere la guerra come la vedeva Marie Colvin, vale a dire nei suoi effetti sui civili; effetti strazianti, su persone innocenti. E poiché di biopic si tratta, il film indaga anche gli effetti psicologici della guerra sulla stessa Colvin, vittima di una sindrome post traumatica che la obbligava a rivedere sempre lo stesso film dell'orrore, nutrendolo ad ogni conflitto di nuove e indelebili immagini, ma anche a dipendere da quel genere di adrenalina e da una consuetudine alla fuga, anche dalla felicità.

Il film però non mette soltanto la Colvin davanti allo specchio, ma interroga anche il suo mestiere, il senso ultimo di documentare la sofferenza. Pur non particolarmente ispirato in molti frangenti (non funzionano, per esempio, gli incubi troppo effettati e i passaggi di ambiente che sconfinano dal quotidiano all'orrorifico), su questo argomento A Private War si muove in maniera corretta, problematizzando l'atto di dissotterrare (letteralmente) il dolore per dovere di cronaca.

Il finale risponde infine tanto al personaggio che alla sua domanda esistenziale, nello stesso terribile modo. In Siria, la tragedia umana assume proporzioni e modalità mai conosciute prima: la Corbin testimonia con la vita, il mondo guarda dal televisore.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
lunedì 3 dicembre 2018
Flyanto

 “A Private War” costituisce l’autobiografia della statunitense Marie Colvin che esercitò la professione di reporter di guerra per il quotidiano Sunday Times dal 1985 sino al 2012, anno della sua morte ad Homs, in Siria, nel corso di un bombardamento aereo. La pellicola presenta la figura di questa abile e coraggiosa donna che rischiò la propria vita molteplici [...] Vai alla recensione »

venerdì 23 novembre 2018
cardclau

Il film di Mattew Heineman, A Private War, rende giustamente omaggio, e ne rinfranca la memoria, a Marie Catherine Colvin (Oyster Bay, 12 gennaio 1956 – Homs, 22 febbraio 2012). Una giornalista statunitense, ritenuta dalla maggior parte dei suoi colleghi la più grande corrispondente di guerra della sua generazione, che fu presa di mira e uccisa il 22 febbraio 2012 dalle forze armate [...] Vai alla recensione »

Frasi
Se non sei pazzo non ti abitui mai a tutto questo!
Una frase di Marie Colvin (Rosamund Pike)
dal film A Private War - a cura di MYmovies.it
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
giovedì 22 novembre 2018
Francesco Alò
Il Messaggero

C'era una volta una corrispondente di guerra con vocione, capelli crespi, impedita col computer, appassionata di alcool e sigarette, spiritosa («Se qualcuno mi tirerà fuori da una fossa voglio che rimanga impressionato» sul perché indossasse sempre reggiseni La Perla), sessualmente disinibita («La tua casa sembra l'incubo londinese di Patrick Bateman» citando il romanzo di culto American Psycho al [...] Vai alla recensione »

venerdì 23 novembre 2018
Silvio Danese
Quotidiano Nazionale

Si fa un giro assordante e frenetico tra le location di guerra degli ultimi vent'anni con Rosamund Pike, la perfida Gone Girl di Fincher, qui piena di energia e autoreferenzialità attoriale per dare volto duro e corpo ferito alla famosa giornalista del Sunday Times Marie Colvin. Cecenia, Sri Lanka, Libia, Iraq, sembrano gli eventi a girare intorno alla furia tossica della reporter, volontaria spregiudicata [...] Vai alla recensione »

venerdì 23 novembre 2018
Jeannette Catsoulis
The New York Times

Il documentarista Matthew Heineman ha dichiarato che non aveva nessuna intenzione di fare una biografia di Marie Colvin, la reporter del Sunday Times morta in Siria nel 2012. E infatti il suo A private war non è una biografia, ma uno studio psicologico approfondito e angosciante su un'ossessione ricorrente. Ancorato alla potente interpretazione di Rosamund Pike, questo film crudo e irrequieto lentamente [...] Vai alla recensione »

giovedì 22 novembre 2018
Roberto Nepoti
La Repubblica

Reporter rinomata come la Oriana Fallaci dei tempi migliori, Marie Colvin fu inviata sui fronti più pericolosi del mondo tra il 1985 e il 2012, quando perse la vita durante l'offensiva di Homs. Siria e Libia, Iraq e Sri Lanka, dove restò orbata di un occhio a causa di una granata, sono solo una parte dei teatri di guerra in cui svolse il suo lavoro.

NEWS
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lunedì 26 novembre 2018
A cura della redazione

Marie Colvin è stata reporter di guerra per il Sunday Times dal 1985 fino alla sua morte nel 2012. Bella e talentuosa, ha vinto numerosi premi, convinto Arafat a raccontarle la sua vita e Gheddafi a farsi intervistare ben due volte.

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