Girl

Film 2018 | Drammatico +13 105 min.

Titolo originaleGirl
Anno2018
GenereDrammatico
ProduzioneBelgio
Durata105 minuti
Al cinema2 sale cinematografiche
Regia diLukas Dhont
AttoriVictor Polster, Arieh Worthalter, Oliver Bodart, Tijmen Govaerts, Katelijne Damen Valentijn Dhaenens, Magali Elali, Alice de Broqueville, Alain Honorez, Chris Thys.
Uscitagiovedì 27 settembre 2018
TagDa vedere 2018
DistribuzioneTeodora Film
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 3,63 su 11 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Lukas Dhont. Un film Da vedere 2018 con Victor Polster, Arieh Worthalter, Oliver Bodart, Tijmen Govaerts, Katelijne Damen. Cast completo Titolo originale: Girl. Genere Drammatico - Belgio, 2018, durata 105 minuti. Uscita cinema giovedì 27 settembre 2018 distribuito da Teodora Film. Oggi tra i film al cinema in 2 sale cinematografiche Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,63 su 11 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Nata nel corpo di uomo, Lara è una ragazza di quindici anni che sogna di diventare ballerina. Il film è stato premiato al Festival di Cannes, ha ottenuto 1 candidatura a Golden Globes, In Italia al Box Office Girl ha incassato nelle prime 10 settimane di programmazione 167 mila euro e 10,6 mila euro nel primo weekend.

Consigliato assolutamente sì!
3,63/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 3,88
PUBBLICO 4,00
CONSIGLIATO SÌ
Frontale ma pieno di pudore, un film che mostra cosa significa concretamente abitare un corpo altro.
Recensione di Marzia Gandolfi
lunedì 14 maggio 2018
Recensione di Marzia Gandolfi
lunedì 14 maggio 2018

Lara ha quindici anni e un sogno, diventare una ballerina professionista. Ci prova ogni giorno Lara, alla sbarra, in sala, davanti allo specchio, nascondendo al mondo il suo segreto. Lara vuole danzare come una ragazza ma è nata ragazzo e deve fare i conti con un corpo che non ama, trasfigurandolo attraverso la danza e trasformandolo con gli ormoni. Seguita da un padre amorevole e un’équipe di medici che l’accompagnano psicologicamente nel passaggio di genere, insegue sulle punte il giorno dell’emancipazione da un corpo che odia fino a spezzarlo.

Opera prima di Lukas Dhont, Girl è un crudo racconto di formazione che “mescola i sogni con gli ormoni”.

Come nella celebre canzone di Fabrizio De André (“Princesa”), come nella camera di Lara, ansiosa di diventare donna. Ma per quello ci vuole pazienza, le dice il padre in una delle repliche più belle del film di Lukas Dhont, che indaga l’attesa di una riattribuzione sessuale e sonda i movimenti intimi di un’adolescente irriducibile alla mercé della natura che sul suo conto si è davvero sbagliata.

E allora Lara la combatte coi mezzi che ha e con la pratica di una disciplina che può essere più tiranna del destino. Lara danza e impone al corpo un esercizio estenuante perché assomigli presto all’idea più vicina che ha di sé.

Coming of age che volge in coming of self, Girl è un film sull’impazienza della giovinezza, sulla sofferenza del corpo e sul percorso di un’anima per diventare se stessa. Nelle lunghe e straordinarie sequenze di danza, la protagonista prova con tenacia e altrettanto dolore a riprendere possesso del suo corpo, a domarlo, a correggerlo, a piegarlo alla sua volontà. Un corpo a misura del suo desiderio. Un corpo che chiede spazio a quel padre presente e accogliente che impara con lei a lasciarla andare, che si aggrappa emozionato gli ultimi bagliori della sua infanzia.

La metafora della danza, immediata e cinematografica, evoca dietro alle partiture coreografiche tutta la violenza di una società (e di una disciplina) che fa del canone classico la forma unica di bellezza.

Frontale ma pieno di pudore, Girl mostra cosa significa concretamente abitare un corpo altro. Le manifestazioni maschili di quel corpo sono insopportabili alla protagonista, che si scoccia il sesso tra le gambe quando danza e si piaga i piedi sulle punte. L’autolesionismo dei ballerini è un tema sovente abusato al cinema ma in Girl eccede l’aspetto psicologico e si fa condizione indispensabile della metamorfosi di Lara. Lei non ha scelto di soffrire ma deve andare fino in fondo alla sofferenza.

A interpretare Lara è Victor Polster, ballerino dell’accademia di Anversa e vera e propria epifania. Toccata dalla grazia e incalzata dalla macchina da presa, l’androginia esplicita del suo volto illumina il ritratto ‘incarnato’ di un adolescente transgender.

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VIDEO RECENSIONE
PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
sabato 29 settembre 2018
Emyliu`

La disciplina della danza classica e l'identità di genere sono nel film di Lukas Dhont una miscela drammaticamente esplosiva. Felice la scelta di un giovanissimo attore androgino per interpretare il ruolo di una ballerina adolescente nata nel corpo altro di un ragazzo. La bellezza androgina di Victor Polster è sublime e ricorda Cate Blanchett.

martedì 9 ottobre 2018
angelo umana

 Film belga e in Belgio ambientato. Non potrebbe essere altrimenti per la maniera in cui è trattato il tema del cambio di sesso di un sedicenne: un modo pacato, ragionevole di condurre i dialoghi, come di accettazione di un evento della vita, è l'apertura mentale di un ambiente o della società. I dialoghi che più sorprendono sono quelli tra padre e figlio: nessuna [...] Vai alla recensione »

domenica 7 ottobre 2018
salvatorcik

Il cinema è raccontare una storia, il cinema è scoprire un personaggio. Qui parliamo di un personaggio straordinario, bello come una modella del Vermeer, unico e di una grazia e di un coraggio che ci lascia impotenti. Ma qui parliamo anche di grandissimi maestri della luce. Ogni fotogramma sembra scolpito con raggi solari o con i neon o con ogni forma luminosa possibile.

giovedì 4 ottobre 2018
Flyanto

 Presentato quest’anno all’ultimo Festival di Cannes nella sezione ‘Un Certain Regard’, “Girl” del regista Lukas Dhont è la delicata e drammatica storia di un adolescente che ha due grandi ed importanti sogni da realizzare: quello di cambiare in maniera definitiva sesso e divenire una ballerina classica.

FOCUS
FOCUS
domenica 30 settembre 2018
Roy Menarini

Il rapporto tra corpo umano e cinema rappresenta un universo seducente e ricchissimo. L'intera storia dei film potrebbe essere classificata a seconda di come i lungometraggi (di finzione e non) hanno raccontato caratteristiche anatomiche, culturali, sessuali ed etniche dei loro personaggi. E non è un caso che la cosiddetta scala dei piani e dei campi riguardi la vicinanza della macchina da presa dal corpo: solamente grazie al cinema abbiamo cominciato a pensare al volto umano come a un paesaggio, a un dettaglio anatomico come a un particolare esistenziale, alle spalle e al collo come a un modo di osservare l'essere umano. Nel caso di corpi in transizione, il cinema si trova ad affrontare temi delicati, che sfiorano sensibilità e suscettibilità particolari.

È notizia recente che Scarlett Johansson ha preferito abbandonare il progetto di Rub & Tug (storia di Dante 'Tex' Gill, nato donna e divenuto uomo), dopo le proteste della comunità LGBT che chiedeva di far interpretare il ruolo a un interprete transessuale.

Non sappiamo se Girl possa suscitare altrettanti dubbi, visto che un attore maschio interpreta la protagonista, che si trova imprigionata in caratteri sessuali mascolini mentre attende la transizione al femminile. Nel frattempo, si veste, si trucca e si acconcia come una ragazza, vivendo una vita quasi normale insieme alle compagne di scuola e di danza (solamente in una sequenza i genitali di Lara scatenano una situazione di imbarazzo e tensione).

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
lunedì 24 settembre 2018
Natalia Aspesi
La Repubblica

È una storia molto fiamminga, se mai ne esiste una, tanto per dire difficilmente italiana, dell'Italia di adesso. Victor era un maschietto e adesso, adolescente, è diventato Lara: o meglio sta diventando Lara perché il suo corpo è ancora quello, in transizione, di un ragazzo. Non il suo viso di madonna, lunghi capelli biondi, carnagione diafana, occhi azzurri dolcissimi, non i suoi modi delicati, armoniosi, [...] Vai alla recensione »

domenica 30 settembre 2018
Fabio Ferzetti
L'Espresso

Un giorno, se non è già successo, qualcuno scriverà una storia del cinema come arte del corpo. Dei suoi stati, dei suoi limiti, delle sue mutazioni, Il corpo umano come campo di forze lavorato da sollecitazioni di ogni tipo. Storiche, biologiche, sociali, individuali... Nessun'altra arte, dal '900 in poi, ha interpretato con maggior eloquenza le trasformazioni attraversate dal nostro essere organico. [...] Vai alla recensione »

giovedì 27 settembre 2018
Cristina Piccino
Il Manifesto

Nel passaparola festivaliero Girl (Certain Regard di Cannes, premiato con la Caméra d'Or) è subito arrivato come il film da non perdere, opera prima di un regista fiammingo, Lukas Dhont, che dopo alcuni fortunati cortometraggi - Corps perdu (2012), L'infini (2014) - passa alla Cinéfondation di Cannes con una residenza nel corso della quale sviluppa il soggetto del lungometraggio insieme allo sceneggiatore [...] Vai alla recensione »

sabato 29 settembre 2018
Mariarosa Mancuso
Il Foglio

Per ampliare i nostri orizzonti ci siamo iscritti mesi fa a una newsletter intitolata "Them", vale a dire "loro". Il modo politicamente corretto per riferirsi a persone che non vogliono essere inquadrate come maschi o come femmine (a New York e in Canada volendo si può avere una X sui documenti). Non va più tanto bene neanche "transgender", troppo limitante: il direttore Tyler Ford preferisce definirsi [...] Vai alla recensione »

venerdì 28 settembre 2018
Vittorio Lingiardi
Il Venerdì di Repubblica

Ha un sorriso dolce, Lara, quasi remissivo. Ma Io sguardo è determinato, le parole degli altri rimbalzano contro il muro della sua fermezza. Al desiderio di diventare ballerina dedica tutta se stessa, fino a piagarsi i piedi per gli esercizi sulle punta. È il corpo, infatti, il suo quotidiano campo di battaglia. Stremarlo con la danza è solo una metafora, Il vero esercizio, il passo che la governa, [...] Vai alla recensione »

giovedì 27 settembre 2018
Massimo Bertarelli
Il Giornale

Alla vigilia dei sedici anni Victor vuole diventare ballerina classica. Prima però deve trasformarsi in Lara. Medico curante, chirurgo e psicologo rassicurano l'ostinato ragazzo e il comprensivo genitore: l'operazione è fattibile. Che fatica però cercare di nascondere il superfluo per indossare il tutù. Un film belga delicato e sensibile con un protagonista strepitoso.

giovedì 27 settembre 2018
Alessandra Levantesi
La Stampa

Sogna di entrare nella prestigiosa accademia di danza di Anversa, ma il traguardo già duro di superare la prova di ammissione è reso ancora più arduo dal fatto che il quindicenne Victor è anche disperatamente impegnato a trasformarsi nella fanciulla Lara che sente di essere. Così- fra visite mediche, assunzione di ormoni, sfinenti ore di esercizi sulle punte e piaghe alle dita - Victor si accanisce [...] Vai alla recensione »

giovedì 27 settembre 2018
Silvio Danese
Quotidiano Nazionale

Il padre affettuoso la sostiene, la scuola accetta, l'equipe medica dispone i passaggi: ce la farà a concludere il percorso, prima ormonale, poi chirurgico, intanto psicologico, per diventare una donna la transgender 15enne Lara? Anche formalmente, in piano medio e primo piano, il film gira intorno al totem dell'adolescente ansiosa, introversa e sperduta nella ricerca d'identità, accompagnata da un [...] Vai alla recensione »

NEWS
GUARDA L'INIZIO
mercoledì 19 settembre 2018
 

Lara è un'adolescente con la passione della danza classica: insieme al padre e al fratellino si è trasferita in un'altra città per frequentare una prestigiosa scuola di balletto, a cui dedica tutta se stessa.

VIDEO RECENSIONE
martedì 11 settembre 2018
A cura della redazione

Lara ha quindici anni e un sogno: diventare ballerina professionista. Ci prova ogni giorno, alla sbarra, davanti allo specchio, nascondendo al mondo il suo segreto. Lara vuole danzare come una ragazza ma è nata ragazzo e deve fare i conti con un corpo [...]

winner
camera d'or
Festival di Cannes
2018
Con Victor Polster nella parte di Lara
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