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Museo - Folle Rapina a Città del Messico

Film 2018 | Drammatico +13 128 min.

Titolo originaleMuseo
Anno2018
GenereDrammatico
ProduzioneMessico
Durata128 minuti
Al cinema11 sale cinematografiche
Regia diAlonso Ruizpalacios
AttoriGael García Bernal, Leonardo Ortizgris, Alfredo Castro, Simon Russell Beale, Lisa Owen Bernardo Velasco, Leticia Brédice, Ilse Salas, Lynn Gilmartin, Maite Suarez Diez.
Uscitamercoledì 31 ottobre 2018
DistribuzioneI Wonder Pictures
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 2,88 su 8 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Alonso Ruizpalacios. Un film con Gael García Bernal, Leonardo Ortizgris, Alfredo Castro, Simon Russell Beale, Lisa Owen. Cast completo Titolo originale: Museo. Genere Drammatico - Messico, 2018, durata 128 minuti. Uscita cinema mercoledì 31 ottobre 2018 distribuito da I Wonder Pictures. Oggi tra i film al cinema in 11 sale cinematografiche Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 2,88 su 8 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Il 24 dicembre 1985 due studenti di veterinaria rubarono 140 opere del Museo Nazionale di Antropologia di Città del Messico. Ispirato a una storia vera. Il film è stato premiato al Festival di Berlino, Al Box Office Usa Museo - Folle Rapina a Città del Messico ha incassato 17,5 mila dollari .

Consigliato sì!
2,88/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA N.D.
PUBBLICO 2,75
CONSIGLIATO SÌ
Il ritratto del disorientamento dei giovani messicani e la ricerca di una cultura nazionale.
Recensione di Francesca Ferri
giovedì 22 febbraio 2018
Recensione di Francesca Ferri
giovedì 22 febbraio 2018

Eterni studenti, Juan e Benjamín pianificano un colpo grosso. Vorrebbero entrare al Museo Nazionale di Antropologia di Città del Messico e rubare alcune preziose opere maya, mixteche e zapoteche, in particolare la maschera funeraria del re Palal. Così, mentre le loro famiglie festeggiano il Natale i due ragazzi si mettono al lavoro, come una coppia di ladri professionisti. La missione va a buon fine e con le borse piene di tesori, i due riescono a tornare a casa dove la famiglia è riunita davanti al telegiornale che riporta del furto come un attacco all'intera nazione. Solo allora Juan e Benjamín si rendono conto della gravità della loro azione. Mentre le autorità annunciano di offrire un'abbondante ricompensa a chi ritrova le opere d'arte, i due fuggono per salvare il bottino e la propria pelle. Ma il viaggio li porterà fuori controllo.

Ispirato ad eventi realmente accaduti la notte del 24 dicembre 1985 quando due studenti di veterinaria rubarono 140 opere del Museo Nazionale di Antropologia di Città del Messico, Museo riconduce a quell'evento che sconvolse l'intero Paese per raccontare una storia messicana e universale al tempo stesso.

Alonso Ruizpalacios, dunque, si prende qualche licenza per ripercorrere le avventure dei due ladri Perches Treviño e Sardina García, interpretati da Gael García Bernal e Leonardo Ortizgris, per offrire un ritratto dei due ragazzi più che un resoconto storico di una storia già a tutti nota in Messico. Senza alcun intento documentaristico dunque, il regista messicano evita qualsiasi riferimento esplicito alle famiglie coinvolte negli eventi, preferendo dar voce alla finzione. Dopo Güeros, vincitore dell'Orso d'Oro alla Berlinale 2014, Ruizpalacios ritorna al festival tedesco con le stesse speranze e un'opera più completa che riflette sull'identità del suo Paese e il disorientamento dei giovani.

Come in Güeros, il regista continua a riflettere su una generazione di ragazzi di Città del Messico senza meta, disorientati e indecisi che si lasciano vivere senza vocazioni né ambizioni. Juan e Wilson, rappresentano due studenti come tanti delle classi medie della capitale che per diletto o per noia si mettono a rubare. Non riescono a laurearsi ma ad essere perfetti criminali, la più grande delusione per dei genitori che non hanno mai fatto mancare niente ai figli. Il furto, dunque, diventa un passatempo come un altro per far succedere qualcosa nelle loro vite piatte e senza passioni.

Juan e Wilson si trasformano in perfetti Bonnie and Clyde pur di non girare in cerchi concentrici come gli abitanti dall'aria sempre stanca della loro città, così si ripetono al volante della loro automobile diretta lontano da casa. Ma in fondo, come quegli stessi messicani che criticano finiscono per essere. In un complicato rapporto padre-figlio, Ruizpalacios dunque cerca le risposte allo scontro generazionale e alla perdita dei giovani messicani che purtroppo attraverso la figura di Juan sono solo accennati.

Museo, inoltre, esplora un'altra relazione complicata, quella dei messicani con il loro passato. La voce fuori campo di Wilson che racconta la storia ricorda come dopo il furto il museo fu molto più visitato: "La gente andava a vedere le vetrine vuote, ciò che conferma la teoria secondo cui non sai ciò che hai finché non lo perdi". Ruizpalacios cerca nei reperti delle antiche civiltà del Sud America le tracce di una cultura nazionale, troppo a lungo ignorata e oscurata dalla storia coloniale. Così, tra ricerca della propria identità e consapevolezza dell'assenza di una coscienza collettiva, Juan e Wilson, partono senza destinazione se non la perdita di se stessi. Dalle imponenti rovine maya di Palenque al resort chic sulla costa di Acapulco, il viaggio dei due ragazzi si trasforma in un vagabondaggio senza senso sull'onda del vento in cui anche Ruizpalacios si lascia spesso trascinare.

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VIDEO RECENSIONE
PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
martedì 13 novembre 2018
loland10

 “Museo. Una folle rapina a Città del Messico” (Museo, 2018) è il secondo lungometraggio del regisa-sceneggiatore messicano di Alonso Ruizpalacios. ‘La morte è la grande compagnia....’, ‘La morte è il grande eterno…’ ‘Quando qualcosa non c’è più ti accorgi di quanto ti manca’.

martedì 6 novembre 2018
Flyanto

 “Museo – Folle Rapina a Città del Messico” del regista messicano Alonso Ruizpalacios è un’opera che lascia molto perplessi in quanto al suo termine non si capisce bene quale sorta di messaggio voglia dare al pubblico, per lo meno originale. Raccontando di un giovane piuttosto immaturo, senza le idee chiare sul proprio futuro e pertanto ancora mantenuto dalla [...] Vai alla recensione »

sabato 10 novembre 2018
fabioalex

Oltre tutto "MUSEO" è piuttosto noioso, nel suo lungo, lungo "itinerare" inutilmente intorno a due giovanotti poco interessanti anche se realistici (purtroppo non solo in Messico e non solo negli anni '80, anche nel Bel Paese dell' anno 2018) e ben interpretati. La famiglia, quella ed altre, non ci fa proprio una bella figura ma "brilla" rispetto [...] Vai alla recensione »

domenica 4 novembre 2018
cardclau

A sentire i mugugni sonori del pubblico al termine della proiezione, dopo più di 2 ore ininterrotte di “sopportazione”, saresti portato a pensare che al film Museo – Folle Rapina a Città del Messico, del regista Alonso Ruizpalacios, sarebbe stato preferibile aver passato quel tempo in amabile compagnia, con una pizza, anche un’umile margherita, e un frizzante boccale [...] Vai alla recensione »

FOCUS
FOCUS
sabato 3 novembre 2018
Roy Menarini

Se si escludono le grandi cinematografie occidentali, quella messicana rappresenta forse la più sorprendente e sconosciuta, almeno al di fuori dei circuiti cinefili e non tenendo conto del presente. Prima rivoluzionaria (nei primi 30 anni del '900 la popolazione era all'ottanta per cento analfabeta e imparava attraverso i film), poi colossale nel secondo dopoguerra, la settima arte di questo paese possiede nella sua storia un tal numero di capolavori che molti spettatori ignari ne sarebbero stupefatti.

L'orgoglio messicano verso la propria storia artistica - così ben chiarito in Museo di Alonso Ruizpalacios, dove un furto in una istituzione offende e tradisce un intero popolo - è stato di recente sollecitato dalla nuova ondata di cineasti contemporanei che lo hanno (ri)fatto grande.

È forse più utile capire che ruolo ha, al di fuori del simbolo specifico rivestito in Ruizpalacios, il Museo nel cinema contemporaneo. Indagato da documentaristi come Frederick Wiseman, che ci ha sempre ricordato come le istituzioni culturali siano organismi viventi grazie alle persone che le vivificano, il museo è sempre al centro di dibattiti pubblici. Più aperti o più chiusi? Gratis o a pagamento? Per tutti o per pochi? Da mondanizzare o da rendere esclusivi? Ogni paese ha la sua ricetta: quel che non si tocca è la collezione. Permanente, se la storia lo permette (si pensi al difficile ruolo dell'Hermitage nei film di Aleksandr Sokurov). Rubare un pezzo a un museo pubblico è un delitto peggiore che rovinarlo, poiché lo si sottrae alla nazione, qualunque cosa essa pensi dell'arte. Sottrarlo a un museo privato potrebbe sembrare un gesto alla Robin Hood, ma solo se fosse restituito o concesso alla collettività; mentre di solito, come in Museo, si cerca solamente di arricchirsi. Ed è forse questo che affascina il cinema quando parla di quadri rubati e furti storici. Il valore concreto dell'arte. Un valore che ha principalmente a che fare con l'unicità e la storicità del pezzo. Mentre al contrario i film sono riproducibili, e lo sono sempre di più. Un film non si può nemmeno falsificare, a differenza di una tela. E questa meravigliosa possibilità di replicarsi ovunque e all'infinito (o quasi) diventa talvolta un fardello, quando si cerca di legittimare artisticamente il mezzo espressivo. Ecco perché Museo non parla solo di un furto, ma di identità nazionale, fiducia nell'opera d'arte, rapporto tra cinema e patrimonio culturale.

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
sabato 3 novembre 2018
Mariarosa Mancuso
Il Foglio

Vanno le rapine intellettuali. In "American Animals" di Bart Layton rubano da una biblioteca universitaria del Kentucky rari volumi antichi (tra cui un'edizione di Charles Darwin, "L'origine delle specie", e un illustratissimo catalogo di animali). Qui l'intenzione è saccheggiare il Museo di Antropologia di Città Del Messico - chiuso durante le feste, per questo Gael García Bernal si veste da Babbo [...] Vai alla recensione »

mercoledì 31 ottobre 2018
Massimo Bertarelli
Il Giornale

Noiosissimo dramma pseudopoliziesco, ispirato a una storia vera, incredibile premio per la sceneggiatura a Berlino. Città del Messico, notte di Natale. Due studenti penetrano nel Museo di Antropologia e via con le borse piene di reperti milionari. La merce scotta: a chi la vendiamo? L'invadente voce fuori campo gareggia con l'assordante colonna sonora nel rompere i timpani a una platea forzatamente [...] Vai alla recensione »

NEWS
CELEBRITIES
venerdì 26 ottobre 2018
Fabio Secchi Frau

La storia di due fannulloni che decidono di compiere un audace colpo di reperti culturali del Museo Nazionale di Antropologia di Città del Messico, lo ha fatto arrivare all'Orso d'Argento per la migliore sceneggiatura.

VIDEO
venerdì 26 ottobre 2018
 

A trent'anni compiuti, Juan Nuñez e Benjamín Wilson non sembrano intenzionati a finire la scuola di veterinaria o lasciare la casa dei loro genitori. Al contrario, si crogiolano in quel confortevole limbo che è il distretto di Satelite, la versione messicana [...]

VIDEO RECENSIONE
lunedì 22 ottobre 2018
A cura della redazione

Eterni studenti, Juan e Benjamin pianificano un colpo grosso: entrare nel Museo Nazionale di Antropologia di Città del Messico e rubare alcune preziose opere. La missione va a buon fine ma dovranno presto fuggire per salvare il bottino e la propria pelle. Isp [...]

NEWS
martedì 16 ottobre 2018
 

Eterni studenti, Juan e Wilson pianificano un colpo grosso. Vorrebbero entrare al Museo Nazionale di Antropologia di Città del Messico e rubare alcune preziose opere maya, mixteche e zapoteche, in particolare la maschera funeraria del re Palal.

TRAILER
lunedì 1 ottobre 2018
 

Eterni studenti, Juan e Wilson pianificano un colpo grosso. Vorrebbero entrare al Museo Nazionale di Antropologia di Città del Messico e rubare alcune preziose opere maya, mixteche e zapoteche, in particolare la maschera funeraria del re Palal.

winner
miglior scenegg.ra
Festival di Berlino
2018
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