Robin Hood - L'origine della Leggenda

Film 2018 | Avventura +13 116 min.

Titolo originaleRobin Hood
Anno2018
GenereAvventura
ProduzioneUSA
Durata116 minuti
Al cinema53 sale cinematografiche
Regia diOtto Bathurst
AttoriTaron Egerton, Jamie Foxx, Ben Mendelsohn, Eve Hewson, Jamie Dornan, Tim Minchin Paul Anderson, F. Murray Abraham, Ian Peck, Cornelius Booth, Josh Herdman, Nasser Memarzia, Kane Headley-Cummings, Björn Bengtsson.
Uscitagiovedì 22 novembre 2018
Distribuzione01 Distribution
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 1,88 su 12 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Otto Bathurst. Un film con Taron Egerton, Jamie Foxx, Ben Mendelsohn, Eve Hewson, Jamie Dornan, Tim Minchin. Cast completo Titolo originale: Robin Hood. Genere Avventura - USA, 2018, durata 116 minuti. Uscita cinema giovedì 22 novembre 2018 distribuito da 01 Distribution. Oggi tra i film al cinema in 53 sale cinematografiche Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 1,88 su 12 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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La storia di Robin Hood, l'eroe che rubava ai ricchi per dare ai poveri. In Italia al Box Office Robin Hood - L'origine della Leggenda ha incassato nelle prime 2 settimane di programmazione 1,8 milioni di euro e 849 mila euro nel primo weekend.

Consigliato no!
1,88/5
MYMOVIES 2,00
CRITICA 1,75
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO NO
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Un Robin Hood così moderno da sembrare James Bond, così elegante da oscurare la sostanza a vantaggio della forma.
Recensione di Andrea Fornasiero
mercoledì 21 novembre 2018
Recensione di Andrea Fornasiero
mercoledì 21 novembre 2018

Robin di Loxley viene chiamato a servire nella terza crociata in Terra santa e lo ritroviamo insieme ai suoi commilitoni in una città in rovina, bloccato sotto il fuoco nemico di una potentissima balestra automatica. Robin sarà incaricato di neutralizzarla e in questa operazione si imbatte in un abile arciere e guerriero, che avrebbe la meglio su di lui se non venisse colpito alle spalle da Guy, il capitano di Robin. Quando questi minaccia di uccidere il figlio del prigioniero, Robin non riesce a stare a guardare e si mette in mezzo. La sua diserzione è punita con il ritorno a casa in disgrazia dove lo aspetta una Loxley caduta in rovina. Inoltre Robin è stato dato per morto da almeno due anni e la sua amata Marian si è trovata un nuovo compagno, Will Scarlet. Il tutto mentre il pugno di ferro dello Sceriffo di Nottingham, stretto alleato della Chiesa cattolica, spreme sempre più duramente un popolo ormai esasperato.

Dimenticatevi la Storia, recita la voce narrante all'inizio del film ed è presto chiaro che Robin Hood - L'origine della leggenda, pur ambientato formalmente nel medioevo, parla in realtà del presente.

Tra la guerra in medioriente con le sue brutalità, i costumi che hanno una eleganza da collezione Armani e una Nottingham proto-industriale contro cui si alza una sorta di movimento Occupy, l'intento di attualizzare il mito di Robin Hood è fin troppo palese, tanto da divorarsi il film. Dei protagonisti infatti finisce per importarci poco o nulla, quasi tutti giovani, belli e impeccabilmente vestiti, sono marionette in una storia dal canovaccio ben noto e che come tale è dato quasi per scontato.

Non c'è alcun tentativo di dare a Robin un reale sviluppo drammatico, quanto piuttosto di avvicinarlo a tratti a James Bond, così come Marian è ovviamente una donna moderna, d'azione, più perspicace di tutti gli altri personaggi e con i propri sotterfugi di rivolta all'opera. Will è invece una sorta di Tony Blair, un uomo che parla per il popolo ma è alla ricerca di compromessi per il proprio potere personale. Lo sceriffo di Nottingham è poi interpretato da Ben Mendelsohn, il quale sostanzialmente ripropone per l'ennesima volta in pochi anni il villain grigio vestito, carismatico e con inattesi scoppi d'ira, che già aveva interpretato in Rogue One: A Star Wars Story e in Ready Player One. C'è poi Jaime Foxx nelle vesti del moro il cui soprannome diventa Big John, ma l'introduzione di un personaggio nero che arriva dalle crociate era già del Robin Hood - Principe dei ladri del 1991 con Kevin Costner.

La regia è effettatissima, ricca di ralenty e di vampate di fuoco sullo sfondo, secondo una messa in scena dell'epica marcatamente tronfia, affidata a Otto Bathurst che spinge al parossismo le scelte estetiche da lui già impiegate in Tv con Peaky Blinders. I suoi eccessi vengono presto a noia, anche perché a conti fatti le scene d'azione sono più convulse nel montaggio che davvero spettacolari, tolto una specie di piano sequenza in cui Robin cerca di fuggire tra le colonne mentre è sotto il fuoco incrociato di numerose balestre, anche qui però con abuso di ralenti. I protagonisti non lasciano il segno, mal serviti da battute di routine e da una sceneggiatura tutt'altro che a prova di bomba: per esempio se Loxley è in rovina e la cosa è nota a tutti, possibile che nessuno si chieda da dove arrivino i danari generosamente elargiti da Robin?

Per Taron Egerton si tratta di riprendere il suo personaggio che da popolano diventava quasi aristocratico in Kingsman, mentre Jaime Dornan ha la stessa ambiguità un po' di plastica da bel tenebroso sfoggiata nelle 50 sfumature. Più interessante la scelta di Eve Hewson per Marian: il suo è un volto ancora poco visto al cinema, noto per la serie Tv The Knick che per altro aveva un target del tutto diverso da questo Robin Hood - L'origine della leggenda, ed è soprattutto lei infatti a farsi ricordare.

L'unico vero piacere del film è il gioco di portare l'attualità nel medioevo, tanto che sembra di vedere in certi momenti l'anti storicità di Moulin Rouge. Oltre ai fantasiosi costumi non ci si fanno mancare un casinò e un carro blindato, una Chiesa in aria di perversioni sessuali, e soprattutto uno scontro epocale tra molotov da una parte e scudi antisommossa e manganelli dall'altra. I carri con i cavalli corrono per strette passerelle e sfondano pareti mentre volano le frecce, quasi partecipassero alle battaglie veicolari di Fast & Furious e allo stesso modo le balestre fanno la vece delle armi automatiche. Si capisce che tutto questo deve essere piaciuto a Leonardo Di Caprio, che ha prodotto con la sua Appian Way, ma concludere con il lancio di un possibile sequel pare davvero un atto di fede eccessivo in un film stilisticamente sfiancante, narrativamente da encefalogramma piatto e dove a salvarsi è solo il gusto kitsch del decor.

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VIDEO RECENSIONE
L'eterno ritorno dell'eroe degli eroi.
Overview di Pino Farinotti
lunedì 29 ottobre 2018

Nel nuovo film su Robin Hood, diretto da Otto Hathurst i personaggi classici ci sono tutti: da Lady Marian a frate Tuck, a Little John, allo sceriffo di Nottingham. Il tema è: ma come agiscono? In chiave di remake o riedizioni di questa epoca, il quesito è legittimo. Abbiamo visto Shakespeare stravolto, magari con classe come nel Romeo+Giulietta di Luhrmann, e altri classici raccontati secondo epoca, target e... effetti speciali. Robin Hood non si è sottratto, nelle epoche a queste contaminazioni. Poteva starci perché Robin non deriva da un libro, come Ivanhoe, Zorro o Tarzan, eroi della grande tradizione, ma da una leggenda, anzi, più leggende messe insieme, e dunque lo spazio per le invenzioni era infinito, per la felicità degli sceneggiatori.

L'arciere inglese deriva da un intreccio di narrazioni popolari del tredicesimo secolo. Una riguarda un nobile decaduto ma con implicazioni mistiche che toccano più antiche leggende e un certo dio della foresta. Tirate le somme è davvero possibile che Robin sia esistito ma che non fosse l'eroe definito nei secoli, ma un bandito che si nascondeva nella foresta e, se rubava, poi certo non restituiva ai poveri.

Nel tempo assunse il titolo nobiliare di Locksley. Sir Walter Scott, il grande scrittore scozzese, inventore del romanzo storico, inserendo Robin, alleato di Ivanhoe nel suo libro, finì per dargli un'identità, e un'esistenza, quasi legittime: l'eroe sassone che combatteva per ridare a Riccardo il trono usurpato dal fratello Giovanni. Ed ecco tutti gli elementi della vicenda, la foresta di Sherwood e i personaggi citati sopra.

Il cinema non poteva che aggredire un' icona del genere. Sono dozzine i film derivati. Si parte da un "corto" del 1912, ma è Douglas Fairbanks nel 1922 a lasciare un segnale forte. Ma se un'opera deve fare testo, allora la scelta cade su La leggenda di Robin Hood, del 1938, di Michael Curtiz, con Errol Flynn, in assoluto un capolavoro, anzi "il" capolavoro dell'avventura. Insuperato. Molti divi sono entrati in quei panni: Sean Connery in Robin e Marian, diretto da Richard Lester, un autore specialista di contaminazioni. Marian era Audrey Hepburn, più adatta alla New York di Tiffany che alla foresta. E Connery, anche lui un po' a disagio, assumendo quel ruolo, diventava titolare dei due più fulgidi eroi di epoche lontane: Robin e Bond. Non è poco.

Robin Hood - Principe dei ladri è del 1991 e a dare corpo e volto all'arciere è uno importante, Kevin Costner. Robin riesce ad evadere da una prigione a Gerusalemme, raggiunge l'Inghilterra per la sua missione. Gli autori studiano nuovi inserti ed ecco il "politicamente corretto" nella figura di un musulmano di colore - integrazione non da poco, un infedele che diventa fedele - che aiuterà Robin nella sua impresa. Si aggiunge anche un fratello cattivo dell'eroe, a complicare rapporti e azione. Nel 2010 due grandi nomi, Ridley Scott regista e Russel Crowe attore, assumono Robin Hood. Cambia molto rispetto alla tradizione: Robin è impegnato nella guerra coi francesi - non con gli infedeli - per riacquisire possedimenti inglesi in terra normanna. Re Riccardo è morto e occorre sciogliere anche quel nodo. Gli autori inseriscono una new entry, sir Walter Locksley, padre di Robin. Forse troppe invenzioni a complicare il master d'origine.

Abbiamo anche un italiano che fa Robin Hood, è Giuliano Gemma nell'"Arciere di fuoco" del 1971. Gemma, in linea col physique du rôle, offre una performance credibile. L'animazione non poteva rimanere estranea. La Disney nel 1973 presenta il suo Robin Hood, e ne fa naturalmente un piccolo classico. L'altra grande major titolare dell'animazione, la Warner fa interagire Robin con due personaggi molto popolari in: Tom&Jerry- Robin Hood e il suo simpatico amico. Sono alcune citazioni fondamentali fra le molte.

Tornando a L'origine di una leggenda. Robin torna dalle crociate e trova la sua terra, la contea di Nottingham, dominata da un potere corrotto e violento. La sua gente vive umiliata e depredata. L'eroe non può rimanere indifferente e si organizza, con l'aiuto di un mercenario, redento, che lo ha seguito dalla Terra santa. Taron Egerton è Robin Hood, Jamie Foxx, già premio Oscar nel ruolo di Ray, è un Little John di colore; Eve Hewson è Marion; Ben Mendelson fa lo sceriffo di Nottingham.

Il superdivo è presente, ma fa il produttore, è Leonardo DiCaprio. Da qualche parte Errol Flynn tiene d'occhio l'operazione, senza preoccuparsi troppo.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
venerdì 30 novembre 2018
andyfen

Film poco credibile pieno di luoghi comuni, con cattivi perfidi brutti e stupidi e super buoni. Ricostruzioni inappropriate e poco credibili.

giovedì 29 novembre 2018
Derbegeistert

 Recandomi al cinema sapevo molto bene che non avrei visto una fedele trasposizione cinematografica della storia di Robin Hood, bensi una pesante rivisitazione con uno stile molto action e una buona dose di tamarragine. Confidavo però in una buona realizzazione che, nonostante tutti i rimaneggiamenti rispetto alla storia originale, avrebbe comunque permesso di ottenere un buon film da guardare [...] Vai alla recensione »

lunedì 3 dicembre 2018
elpiezo

 Robin di Loxely di ritorno dalle crociate trova la contea di Nottingham dominata dalla corruzione. Creduto morto in battaglia e privato dell'amore si ergerà a paladino della giustizia e difensore del popolo oppresso. La leggenda del celebre arciere inglese viaggia sui frenetici binari del cinema contemporaneo. Protagonisti impeccabili designati all'azione e fondali solenni [...] Vai alla recensione »

venerdì 30 novembre 2018
Alessia Dal Bianco

Concordo con il fatto che alcuni abiti e atteggiamenti non c'entrassero molto con l'epoca di Robin, però che figata, un film tutto d'un fiato che ti lascia sulle spine e poi Robin è l'idolo della mia infanzia, amo Robin e loro non l'hanno era niente rovinato

Frasi
Allora quando si comincia a rubare?
Una frase di Robin Hood (Taron Egerton)
dal film Robin Hood - L'origine della Leggenda - a cura di MYmovies.it
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
giovedì 22 novembre 2018
Roberto Nepoti
La Repubblica

Al cinema (quasi) nulla si crea e nulla si distrugge, tutto si ricicla. Poiché i film su Robin Hood, dal 1912 a oggi, sono una trentina, ogni generazione ha avuto i "suoi" Robin: da quello muto di Douglas Fairbanks alla volpe di Walt Disney, da Kevin Costner all'arciere abbondantemente incarnato da Russell Crowe. Il soggetto, archetipico, è rimasto lo stesso anche in questa, per ora, ultima versione: [...] Vai alla recensione »

venerdì 23 novembre 2018
Silvio Danese
Quotidiano Nazionale

Ogni epoca ha il suo Robin Hood. Al nostro tempo di conflitti di inclusione, arabofobia e neo femminismo Hood (Egerton puerile) si allea col moro buono, scaglia frecce e le schiva come gli X-Men, fa cucù con la maschera come Zorro, cavalca sui tetti come 007 in moto e rispetta Marian fedifraga (nel XIII secolo). Marian? La figlia guanciuta di Bono (Eve) veste shabby chic e cerca selfie dalla cinepresa. [...] Vai alla recensione »

giovedì 22 novembre 2018
Maurizio Acerbi
Il Giornale

Ma perché? É la domanda che sorge spontanea al termine delle quasi due ore di visione di questa pessima versione di Robin Hood. Che senso ha ridurre le gesta del popolare eroe a quelle di un qualsivoglia videogame? Perché è questo che vedrete. Un saltimbanco che cade dall'alto di palazzi senza farsi un graffio o che si contorce in volo, neanche fosse un ginnasta olimpionico, mentre scaglia frecce a [...] Vai alla recensione »

giovedì 22 novembre 2018
Francesco Alò
Il Messaggero

Meno spensierato di quello del 1991 con Kevin Costner e più spiritato dell'ultima versione hollywoodiana con un bollito Russell Crowe (nel 2011 aveva 46 anni), il nuovo Robin Hood di Bathurst (suo l'ormai storico primo episodio di Black Mirror) sembra un incrocio tra il videogame Assassin's Creed (portato al cinema con infinita mestizia due anni fa dal sex symbol Fassbender) e l'approccio futurista [...] Vai alla recensione »

NEWS
BOX OFFICE
giovedì 29 novembre 2018
Andrea Chirichelli

Ultimo giorno di sofferenza per il box office nostro, almeno sulla carta, visto che da oggi arrivano in sala film più "forti" rispetto a quelli usciti la settimana scorsa. Animali Fantastici - I Crimini di Grindelwald (guarda la video recensione) chiude [...]

TRAILER
mercoledì 17 ottobre 2018
 

Al ritorno dalle Crociate, Robin di Loxley scopre che l'intera contea di Nottingham è dominata dalla corruzione. L'ingiustizia e la povertà in cui vive il suo popolo lo spingono così a tramare per organizzare un'audace rivolta contro la potente Corona [...]

SHOWTIME
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