Widows - Eredità Criminale

Film 2018 | Thriller, Drammatico +13 128 min.

Regia di Steve McQueen (II). Un film Da vedere 2018 con Viola Davis, Michelle Rodriguez, Elizabeth Debicki, Cynthia Erivo, Colin Farrell. Cast completo Titolo originale: Widows. Genere Thriller, Drammatico - Gran Bretagna, 2018, durata 128 minuti. Uscita cinema giovedì 15 novembre 2018 distribuito da 20th Century Fox. Oggi tra i film al cinema in 12 sale cinematografiche Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,36 su 25 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Dopo che i mariti vengono uccisi durante una rapina, le mogli rimaste vedove decidono di continuare la loro missione criminale. In Italia al Box Office Widows - Eredità Criminale ha incassato nelle prime 3 settimane di programmazione 1,2 milioni di euro e 703 mila euro nel primo weekend.

Consigliato sì!
3,36/5
MYMOVIES 4,00
CRITICA 3,06
PUBBLICO 3,01
CONSIGLIATO SÌ
Heist movie autoriale che funziona a meraviglia, rimane credibile e regala sequenze memorabili.
Recensione di Andrea Fornasiero
venerdì 9 novembre 2018
Recensione di Andrea Fornasiero
venerdì 9 novembre 2018

Veronica Rawlins è sposata a Harry e con lui ha ancora una relazione appassionata e sensuale, ma Harry muore durante un colpo, perpetrato ai danni del gangster nero Jamal Manning, che sta cercando di entrare in politica. Jamal vuole soffiare il distretto di Chicago dove vive alla famiglia Mulligan, la quale lo controlla da sempre ma candida il meno esperto Jack dopo che alcune accuse e l'età hanno reso impresentabile il suo oppressivo padre Tom. Il colpo di Harry finisce non solo in una strage in cui muore tutta la sua banda, ma pure in un incendio che brucia il denaro, tanto che Jamal decide di chiedere un risarcimento a Veronica, cui il marito ha lasciato una bella auto e un lussuoso loft... oltre che una cassetta di sicurezza in cui è nascosto il suo quaderno degli appunti su un prossimo colpo. Veronica decide di realizzare quella rapina e cerca di convincere le altre vedove della banda, Linda Perelli e Alice Gunner, a essere sue complici.

"Heist movie" intriso di intrighi politici e drammi personali, Widows ha ricchezza e profondità drammaturgica oltre a uno sguardo spiccatamente autoriale come quello di Steve McQueen, che assesta in più punti le proprie zampate.

Per esempio già l'incipit giustappone in montaggio alternato la ferocia del colpo, con tanto di sparatoria e corpi crivellati, alla passione a letto tra Veronica e Harry. C'è poi un lungo piano sequenza in cui la macchina da presa è fissata sul cofano dell'auto di Jack Mulligan e si guarda intorno nel passaggio da una zona dismessa di Chicago alla ricca villa di lui, mentre ascoltiamo il dialogo tra Jack e la sua assistente che rimangono però nascosti dietro un vetro nero. Una rappresentazione dell'urbanistica del distretto in cui ha luogo la vicenda che dice più di mille parole.

Fantastici poi i primi piani sul predicatore nero, geniale imbonitore di folle interpretato con rara intensità da Jon Michael Hill. Anche nelle scene di violenza, perpetrate per lo più dal fratello di Jamal, il feroce e psicopatico Jatemme, c'è un'esibizione di sadismo raggelante, che non ha nulla dei ridanciani eccessi del pulp. Il film infatti in America ha avuto il codice di censura R, che impedisce ai minori di 17 anni di entrare senza l'accompagnamento dei genitori.

Tratto da una miniserie televisiva inglese di Lynda La Plante del 1983, Widows è ricco di materiale narrativo tanto reggere senza problemi le oltre due ore di durata. L'adattamento è firmato da Gillian Flynn, scrittrice ora ricercatissima a Hollywood che aveva adattato per David Fincher il proprio romanzo L'amore bugiardo - Gone Girl e ha firmato il libro da cui è stata tratta la miniserie Sharp Objects. L'azione viene spostata da Londra a Chicago e il cast si fa etnicamente molto più diversificato, tanto che l'unica a restare bianca tra le vedove è Alice, che comunque qui è figlia di un'immigrata. Linda è diventata latina e Veronica è nera con tanto di taglio di capelli afro, così come l'autista del gruppo che era l'unica nera anche nella miniserie originale.

L'etnia ha inoltre un ruolo importante perché Widows lentamente si rivela come film sulla convivenza impossibile tra gruppi di persone che sono trattate in modo radicalmente diverso dal sistema. È dunque un'opera fortemente politica, oltre che di genere, d'autore e d'intrattenimento al tempo stesso, insomma qualcosa di ormai molto raro, come non se ne vedevano da Blackhat di Michael Mann (titolo con cui condivide l'attrice Viola Davis).

McQueen fa inoltre un ottimo lavoro nella direzione del cast, tanto che tutti, dalle tre protagoniste fino agli ultimi comprimari, risultano umani e credibili, delineati anche se presenti in pochissime scene come nel caso della quarta vedova, interpretata da Carrie Coon, o per il vecchio Tom Mulligan, feroce e razzista, con il volto del grande Robert Duvall. Interessante poi il controcasting di Michelle Rodriguez che veste i panni proprio della vedova che non sa sparare e guida come una donna normale, mentre la delicata Alicia (Elizabeth Debicki) attraversa una radicale trasformazione, divenendo vera e propria pari della dura Veronica, la carismatica Viola Davis. Incredibilmente incisiva e fin troppo sacrificata è poi Cynthia Erivo nei panni di Belle, sorta di working class anti-hero, indomabile e agile come una pantera, lascia il segno e la si sarebbe voluta vedere di più.

McQueen imbastisce con dovizia un intrigo tra crimine e politica, congiungendoli lentamente ma in modo credibile e articolato, inoltre pur incorporando il colpo di scena più eccessivo della miniserie originale trova il modo di dargli un senso e farne il momento catartico della sua protagonista. Risulta comunque forse un po' troppo hollywoodiana questa voglia di trovare un confronto finale e personale, di chiudere con il fiocco - anche se poi l'epilogo è brillantemente aperto. Anche a trovarlo di troppo si deve però riconoscere come tutto il resto funzioni a meraviglia, rimanga credibile e intelligente e regali sequenze memorabili. Sarebbe ingeneroso chiedere di più.

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Un heist-movie al femminile per rompere regole e convenzioni.
Overview di Andrea Fornasiero
mercoledì 24 ottobre 2018

Veronica Rawlins e il marito Harry fanno la bella vita a Chicago, finché lui non muore nel corso di una rapina insieme ai suoi compagni. Veronica si ritrova non solo vedova, ma pure indebitata a Jamal Manning, un politico ma pure un criminale che vuole da lei due milioni di dollari. Il marito ha però lasciato a Veronica il piano della rapina e così lei si rivolge alle altre due vedove della squadra: Alice e Linda. Entrambe non se la passano bene e hanno poco da perdere, visto che la prima si propone come compagna sul web e la seconda ha scoperto che il marito aveva perso al gioco i soldi dell'affitto del suo negozio di vestiti. Con l'aiuto di Belle, una parrucchiera asso del volante, decideranno di portare a termine il colpo.

"Volevo fare un nuovo film di rapine, un heist-movie, per rompere le convenzioni e le regole. Altrimenti si rivedrebbe sempre lo stesso film. Questo vale anche per Viola Davis come protagonista. Volevo riflettere il mondo in cui viviamo, quello che vedo quando apro la porta. Voglio che il pubblico, con la sua varietà, sia riflesso sullo schermo".
Steve McQueen

Il film di McQueen è tratto da una importante miniserie televisiva inglese del 1983, che ebbe poi una prosecuzione nel 1985 e uno spin-off nel 1995 intitolato She's Out. Si trattava dell'esordio come autrice di quella che sarebbe divenuta la madre del miglior poliziesco televisivo britannico con Prime Suspect, ossia Lynda La Plante. Anche scrittrice, La Plante ha sempre prediletto per le sue storie protagoniste donne forti, che siano criminali o poliziotte incarnano la condizione femminile, sia dal punto di vista sociale, per esempio nel mondo del lavoro, sia da quello più intimo e personale.

Widows era originariamente ambientato a Londra e aveva per protagoniste tre donne bianche. Pare che anche nella prima versione della sceneggiatura di Gillian Flynn (a sua volta autrice anche letteraria e televisiva) la principale tra le vedove dovesse essere bianca. Quando il regista Steve McQueen ha voluto invece la nera Viola Davis, cui ha consigliato di non addomesticare la naturalezza dei suoi capelli crespi, il film ha preso un taglio diverso, più multietnico, che riflette sicuramente meglio il milieu della Chicago odierna dove è stata spostata l'ambientazione.

Oltre a Davis, nota per film come The Help e Barriere oltre che per la serie Tv Le regole del delitto perfetto, hanno un ruolo di spicco la statuaria Elizabeth Debicki (The Night Manager), la tosta "latina" Michelle Rodriguez (Avatar) e la nera qui platinata Cynthia Erivo, appena stata protagonista di 7 sconosciuti a El Royale. Tra i mariti prematuramente scomparsi troviamo Liam Neeson, Jon Bernthal (The Punisher) e Manuel Garcia-Rulfo (I magnifici 7), mentre il criminale Jamal Manning ha il volto di Brian Tyree Henry (Atlanta) e il suo feroce braccio destro, suo fratello Jatemme, quello di Daniel Kaluuya (Get Out). Arricchiscono ulteriormente un cast già di alto livello: Colin Farrell nelle vesti di Jack Mulligan, un politico irlandese con un ruolo nel piano delle vedove; suo padre Tom, interpretato dal grande Robert Duvall; Garrett Dillahunt (Fear the Walking Dead) è l'autista di Veronica e suo marito; Jacki Weaver (Animal Kingdom) è la madre di Alice; Lukas Haas (Mars Attacks!) cerca di comprare l'affetto di Alice; infine hanno un ruolo pure la splendida Carrie Coon (The Leftovers) e il comico Matt Walsh due volte nominato agli Emmy per Veep.

In particolare Colin Farrell è al centro di una piano sequenza in cui lo si vede muoversi in macchina tra i quartieri di Chicago, passando dai malconci bassifondi agli splendenti quartieri alti. Il film ha del resto un tono politico e realistico, con una rapina più cruda e brutale che divertente. Siamo insomma lontanissimi dall'altro recente heist-movie al femminile Ocean's 8 e il regista Steve McQueen, famoso del resto per titoli impegnativi come Hunger, Shame e 12 anni schiavo, dice che in Widows ci sono momenti per esultare ma anche momenti per piangere. Da 12 anni schiavo ritorna il premiatissimo compositore Hans Zimmer, mentre è ancora più fedele a McQueen il fotografo Sean Bobbitt, che ha illuminato tutti i film del regista.

Widows è forse più di ogni altra cosa la grande occasione di Viola Davis come protagonista di un titolo mainstream. In un recente profilo dedicatole su Variety ha dimostrato di avere le idee chiare sulla rappresentazione femminile: «Le persone cercano di essere troppo gentili con le donne. Le vogliono mantenere belle e piacevoli. Vogliono soddisfare le fantasie maschili, è allo sguardo degli uomini che si rivolgono. Questo film non lo fa». Ma nonostante la serietà sia del soggetto sia dell'attitudine portata da Davis, o forse proprio per questo, sembra che il set di Widows sia stato particolarmente divertente. Racconta la protagonista: «C'era sempre musica sul set, in particolare di Michael Jackson, e ci si metteva spesso a ballare. Molta parte delle riprese è stata fatta la notte, intorno alle 3 del mattino, ed è un momento in cui si tende a scatenarsi. Quando si lavora su una materia così cupa si ha bisogno di leggerezza sul set. Serve respirare aria fresca in superficie prima di ridiscendere verso l'abisso».

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
lunedì 19 novembre 2018
Alex2044

Una regia magistrale , Steve McQueen che ho conosciuto dieci anni fa con l'esordio sbalorditivo di Hunger , si dimosta un regista di altissimo livello. Attingendo , inoltre , per la parte estetica ,alla sua precedente esperienza artistica  . L'uso della cinepresa sfiora la genialità . Non c'è scena dove non ci sia un'invenzione o una chicca sorprendente .

martedì 20 novembre 2018
samanta

Chicago ai giorni nostri: è in ballo l'elezione di un consigliere comunale per un distretto importante della città. Si fronteggiano due uomini e due diversi poteri: Jack Mulligan (Colin Farrell) boss del partito democratico e figlio di un anziano, ma ancora valido consigliere Tom (Robert Divall) e Jamal Manning (Brian Tyree Henry)  boss di un gruppo mafioso.

domenica 25 novembre 2018
vanessa zarastro

“Widows - eredità criminale” è un prodotto cinematografico ben costruito e con un bel ritmo. Nel film, che si può definire un heist-movie, sono mischiati vari generi: il thriller, il gangster movie e l’action, e la storia è ispirata a una serie britannica della TV negli anni ’80, scritta da Lynda La Plante.

domenica 25 novembre 2018
alesimoni

Dopo i geniali e innovativi film precedenti, tra cui il capolavoro è Shame, Steve McQueen si cimenta in un campo finora a lui sconosciuto: il thriller con scene action e lo fa ancora una volta, alla grande. Lo stile raffinato della sua regia è presente in tutto: nei primi piani, nei dettagli, nei piano sequenza. Dirige con maestria un cast femminile d'eccezione, in cui tutte le interpreti offrono una [...] Vai alla recensione »

mercoledì 21 novembre 2018
Flyanto

    Già dal titolo, “Widows – Eredità Criminale”, si intuisce che ciò che ereditano le tre donne protagoniste dell’ultimo film del regista Steve Mc Queen non è tanto un qualcosa legato ad un ricco bottino bensì un’azione che nulla ha di legale. Ed, infatti, le tre donne in questione sono le vedove di altrettanti criminali che, [...] Vai alla recensione »

martedì 20 novembre 2018
Stefano

È un film che non mi ha convinto sotto tanti aspetti.1) manca ?alchimia tra Viola Davis e Liam Neeson. Le scene di intimità sono frigide e vuote di passione.2) È un film prolisso. Ok i primi venti minuti e gli ultimi quaranta, nel centro ci sono dei continui cambi di prospettive che, oltre al fatto che rendono lento il film, aprono tanti focus che fanno perdere la centralità della trama.

lunedì 26 novembre 2018
ROSMERSHOLM

Film dalle molte anime non sempre ben mescolate, nonostante una buona regia ed un montaggio eccezionale. Picchi di autorialità e cadute rovinose, spiegabili solo dalla bulimia della sceneggiatura che troppo pretende da se stessa.

lunedì 19 novembre 2018
Flaw54

Un film dominato dalle donne con una Viola Davis magistrale. Mi aspettavo la solita rapina, ma il regista gioca molto invece sulla psicologia dei personaggi e  su di un inaspettato colpo di scena. Manca però un' effettiva fusione tra il racconto legato alle vedove e l' aspetto politico. Comunque due piacevoli ore di cinema.

sabato 1 dicembre 2018
Rosella

Hai espresso molto bene le sensazioni che mi ha suscitato questo film. Per il resto, sebbene  molte situazioni siano state scopiazzate e lo sviluppo della trama lasci qualche perplessità, non sarei stata così severa, ho visto film più noiosi

domenica 18 novembre 2018
goldy

Estremamente ben fatto, con un montaggio di quelli che non ti lasciano un attimo  per riflettere, primi piani  che più primi non si può, il film è  d’autore e si vede.  Tuttavia  mancano i fondamentali di genere. Troppa carne al fuoco:  la politica,  il degrado delle periferie, il razzismo che rendono la storia inutilmente dispersiva  [...] Vai alla recensione »

domenica 18 novembre 2018
Emanuele 1968

Piu che Thriller Drammatico mi pareva un Thriller azione, molto bravo Daniel Kaluuya pero come duro non mi pareva adatto.  Per gli amanti penso che sia molto bello, qualcuno ha abbandonato la sala prima che finisse il film

venerdì 16 novembre 2018
cardclau

Il film, una specie di thriller, è ambientato nella Chicago del ventunesimo secolo, con tanto di colpi di scena che vorrebbero pretendere di essere fantasmagorici. Della Chicago favolosa vediamo solo lo splendido skyline dei grattacieli sul lago Michigan, dove i più grandi architetti del mondo si sono sbizzarriti. Poi entriamo in una specie di inferno, forse perché è [...] Vai alla recensione »

Frasi
Se va tutto a puttane voglio che i miei figli sappiano che non sono rimasta con le mani in mano.
Una frase di Linda (Michelle Rodriguez)
dal film Widows - Eredità Criminale - a cura di MYmovies.it
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
giovedì 15 novembre 2018
Valerio Caprara
Il Mattino

Show di grandi attrici con qualche degno partner maschile messo di traverso alla trama, «Widows - Eredità criminale» è un thriller a cinque stelle che permette al regista di «Shame» e «12 anni schiavo» di fondere al punto giusto le sue doti di autore e d'intrattenitore. Esempio già imprescindibile del sottogenere «heist movie», quello dei film sui colpi grossi, è stato girato da McQueen sulla base [...] Vai alla recensione »

giovedì 15 novembre 2018
Roberto Nepoti
La Repubblica

Il soggetto, tratto da una miniserie tv degli anni 80, sembrerebbe il più lontano dalle corde di Steve McQueen, regista che si è costruito una solida fama con titoli "d'autore" come Shame e l'Oscar 12 anni schiavo. Vedova di un ladro finito male, Veronica Rawlings è minacciata da un gangster che vuole indietro i soldi persi da suo marito. Decide così di fare un "colpo" e, all'uopo, forma una banda [...] Vai alla recensione »

venerdì 23 novembre 2018
Silvio Danese
Quotidiano Nazionale

Colpo grosso col botto: i ladri ci lasciano le penne. Le mogli si alleano per recuperare (da una serie tv inglese anni '80). Ce lo spiegano alla fine chi è quel boss farabutto di Liam Neeson, delinquente professionista in doppia vita alto borghese nella Chicago neo gangster di sfide tra potere bianco e potere nero. Ed è proprio questa "spiega", insieme all'artificioso ricatto sulle vedove dei delinquenti [...] Vai alla recensione »

giovedì 22 novembre 2018
Giulia D'Agnolo Vallan
Il Manifesto

In un gioco di libere associazioni, «razza», «gender» e «potere politico» si sposano naturalmente con il nome Steve McQueen. Molto meno la parola, e la nozione di, thriller. Il regista inglese passa dall'arty dei suoi primi tre film (Hunger, Shame e 12 anni schiavo) al pulp artistico, con l'adattamento di una serie televisiva che lo aveva colpito negli anni ottanta, Widows, firmata da Lynda La Plante. [...] Vai alla recensione »

domenica 18 novembre 2018
Fulvia Degl'Innocenti
Famiglia Cristiana

In origine la vicenda di Widows era una serie tv ambientata a Londra della scrittrice Lynda La Plante, che poi ne ha tratto un romanzo edito in Italia da Garzanti. Il regista Steve McQueen, autore di 12 anni schiavo, ha spostato la scena a Chicago, con un cast che vede, tra gli altri, Liarn Neeson, Colin Farteli e Robert Duvall, che offrono una convincente prova.

sabato 17 novembre 2018
Mariarosa Mancuso
Il Foglio

Da sempre diffidiamo dei registi artisti. Vale per chi si appioppa da sé l'etichetta, convinto che faccia fine e compensi le manchevolezze di scrittura o di regia. Vale doppiamente per chi, come il londinese Steve McQueen, davvero proviene dall'arte contemporanea: per le sue sculture e fotografie ebbe il Turner Prize nel 1999. Ha sfondato con "12 anni schiavo", tipico film vincitore di Oscar che pochi [...] Vai alla recensione »

giovedì 15 novembre 2018
Stefano Giani
Il Giornale

Tre donne restano vedove lo stessa giorno alla stessa ora. La colpa è del mestiere non proprio ineccepibile dei loro maritini. Sono rapinatori e finiscono «esodati» sotto i proiettili della polizia di Chicago. Alle consolabilissime mogliettine lasciano in eredità un notes dove è appuntata la strategia del prossimo assalto. La cassaforte di un discusso rampante politico, pilotato dal paparino, emarginato [...] Vai alla recensione »

giovedì 15 novembre 2018
Francesco Alò
Il Messaggero

Tre canoniche pupe del gangster diventano donne a tutto tondo dopo la morte violenta dei loro mariti criminali. C'è da organizzare una rapina per ripagare i debiti dei consorti altrimenti sono guai. Ecco dunque che un noir canonico ambientato a Chicago, tra politici corrotti in cui bianchi & neri sono tutti uguali, si può trasformare in un originale dramma femminista armato di ottime intenzioni (la [...] Vai alla recensione »

NEWS
VIDEO RECENSIONE
mercoledì 21 novembre 2018
A cura della redazione

Veronica Rawlins è sposata con Harry che però muore durante un colpo, eseguito ai danni del gangster nero Jamal Manning. Il colpo finisce non solo in una strage, ma pure in un incendio che brucia il denaro, tanto che Jamal chiede un risarcimento alla [...]

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